ANINSEI: dopo il “saccheggio” dei docenti abilitati dalle paritarie, quando nuovo TFA e concorso? Contestazione dei dati sulle revoche della parità

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“Molta perplessità suscitano le modalità e i tempi in cui sono stati comunicati dal Ministro dell’Istruzione  Stefania Giannini ” – precisa  Luigi Sepiacci  – “i dati sulle ispezioni alle scuole paritarie che sono stati annunciati con lo slogan  revoche della parità nel 9 per cento dei casi ”.

“Una scuola su dieci delle strutture non statali – ispezionate – risulta al  MIUR  sia talmente tanto non in regola, da essere necessaria la sua chiusura”. “Dando così, al lettore poco attento, una diffusa sensazione di irregolarità di questo mondo, che invece ha anch’esso le sue eccellenze”.

“Però”, spiega il presidente ANINSEI, “se si analizzano i dati forniti con un minimo di attenzione si comprende come in realtà le strutture ispezionate, un campione pari a circa il 16 per cento di tutte le strutture di istruzione paritaria superiore diffuse sul territorio nazionale, circa 1700, ha portato alla revoca della parità solo in 27 casi”.

“Si tenga quindi conto del dato reale che è:  27 revoche della parità su 1700 strutture circa equivale ad una percentuale reale dell’1,5 per cento. Quindi il dato reale, di presunta irregolarità grave – così andrebbe letto – effettivamente, salvo futuri aggiornamenti, è pari all’1,5 per cento di tutte le scuole nazionali paritarie d’Italia”. “Ma non viene detto a quanti istituti facciano capo. In genere un istituto comprende più scuole, e se una è irregolare è difficile che non lo siano anche le altre. ”   

“Inoltre si tenga conto del fatto che le strutture ispezionate di questo primo campione erano tutte già  attenzionate  dal  MIUR , per presunte irregolarità nell’affluenza degli studenti alle varie classi”.

“Stigmatizzare la mancanza dell’abilitazione da parte di qualche docente dopo il saccheggio di docenti effettuato con le immissioni in ruolo della  Buona Scuola  aggiunge la beffa al danno. A quando i nuovi concorsi, o quanto meno i TFA ?”

“Vorremmo inoltre capire quali sono stati i metodi di selezione delle scuole ed i criteri di valutazione adottati dai vari ispettori, regione per regione. Visto lo scollamento di risultanze emerse appunto, tra una realtà locale e l’altra: 25% delle scuole chiuse in Lombardia, contro il 33% della Campania e della Basilicata e infine il 40% dell’Abruzzo”.

“Sui privatisti , è ovvio che il calo degli stessi sia fisiologico, anno dopo anno”, spiega   Luigi Sepiacci , “visto che la media degli interni promossi alla maturità si aggira, di questi tempi, intorno al 99 per cento dei maturandi”.

“Dato quindi privo di valore – a nostro avviso –“. “Interessante sarebbe stato avere notizie sui risultati degli esami nelle scuole monitorate per capire come hanno lavorato le commissioni con maggioranza di docenti esterni e con la presenza di ispettori”.

“Ultime riflessioni, ovvero le domande che riguardano l’adozione dei  due pesi e le due misure  se si parla di scuola statale ovvero di scuola paritaria: perché ciò che è irregolarità non sanabile per la scuola paritaria è invece regolare per quella statale? Perché, inoltre, da un lato si chiede alle scuole paritarie di allinearsi ad alcuni standard delle strutture più alti di quelli riscontrabili nella maggior parte delle scuola statali – conclude amaramente il presidente nazionale di  ANINSEI  – e dall’altro non si fanno controlli così stringenti pure sulle strutture statali?”

ANINSEI  Confindustria Federvarie

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