Anief vince in tribunale in favore dei precari: se non stabilizzati devono essere risarciti

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Anief – Ancora successi targati Anief nella tutela dei diritti dei lavoratori precari da anni sfruttati dal Ministero dell’Istruzione: i Tribunali del Lavoro di Roma e di Trieste riconoscono il diritto al risarcimento del danno per abusiva reiterazione di contratti a termine e violazione della normativa comunitaria in favore di due precari da troppi anni assunti con contratti a termine su posti vacanti.

Marcello Pacifico (Anief): “stabilizzare i precari con anni di servizio nella scuola è un dovere cui non ci si può sottrarre senza incorrere in una condanna per abusivo sfruttamento del lavoro precario. Riaprire le GaE o utilizzare le GPS anche per le immissioni in ruolo”. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief.

Arrivano dal Tribunale del Lavoro di Roma e Trieste le ultime, soddisfacenti, vittorie Anief che riconoscono il diritto di altrettanti lavoratori precari a vedersi risarciti dal Ministero dell’Istruzione perché da troppi anni sfruttati con contratti a tempo determinato su posti vacanti. Gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Salvatore Russo e Mirella Pulvento ottengono ragione in tribunale con due sentenze che rilevano l’illegittimità dell’attribuzione reiterata delle supplenze su posto vacante e riconoscono il diritto di due docenti precarie a percepire il risarcimento del danno subìto, quantificato in un totale di 7,5 mensilità dell’ultima retribuzione. Il Giudice del Lavoro di Roma, infatti, evidenziando come la “misura sanzionatoria che può trovare applicazione al caso in discussione è quella del risarcimento del danno nella misura e secondo i criteri previsti dall’art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010, avuto riguardo al fatto che dalla documentazione in atti emerge la fondatezza della deduzione della ricorrente secondo cui ella è stata ripetutamente impiegata alle dipendenze del ministero convenuto con contratti a tempo determinato della durata complessiva superiore ai trentasei mesi, con termine per ognuno al 31 agosto di ogni a.s., per esigenze legate alla copertura di posti vacanti su posti di organico di diritto, situazione questa che integra pienamente la fattispecie dell’abusiva reiterazione di contratti a termine delineata dalla citata decisione della cassazione del 2016” rilevando, inoltre come “fino ad oggi la ricorrente non risulta immessa in ruolo né in base a procedure di stabilizzazione fino ad ora intervenute, né in base al piano straordinario di assunzioni di cui all’art. 1 commi 95 e ss. della l. n. 107 del 2015” e condannando, dunque, il Ministero dell’Istruzione, “al risarcimento del danno in favore di parte ricorrente quantificato in cinque mensilità di retribuzione globale di fatto da ultimo percepita, oltre interessi legali a decorrere dalla pubblicazione della sentenza fino al saldo” oltre al rimborso in favore della parte ricorrente delle spese di lite, liquidate in complessivi euro 2.100 oltre IVA e CPA come per legge.

“In materia di pubblico impiego privatizzato – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – nell’ipotesi di illegittima o abusiva successione di contratti di somministrazione di lavoro a termine, il lavoratore ha diritto, in conformità con il canone di effettività della tutela giurisdizionale affermato dalla Corte di Giustizia UE (ordinanza 12 dicembre 2013, in C-50/13) e con i principi enunciati dalle Sezioni Unite della S.C. nella sentenza n. 5072 del 2016 a proposito della abusiva reiterazione di contratti di lavoro a tempo determinato, al risarcimento del danno parametrato alla fattispecie di portata generale di cui all’art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010, con valenza sanzionatoria e qualificabile come “danno comunitario”. Stabilizzare i precari con anni e anni di servizio alle spalle su posti vacanti e disponibili è, dunque, un atto dovuto imposto dalla normativa comunitaria cui non ci si può sottrarre senza incorrere, appunto, in sanzioni e condanne proprio per abusivo e illecito sfruttamento del lavoro precario. Come sindacato ribadiamo la necessità di procedere a un piano assunzionale dei precari reintroducendo il “doppio canale di reclutamento” e, dunque, anche le graduatorie per titoli e servizi riaprendo le GaE oppure utilizzando le Graduatorie Provinciali per le immissioni in ruolo di quanti da anni permettono alla scuola pubblica, con il loro costante lavoro e la loro professionalità, il corretto svolgimento delle attività didattiche”. Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere il risarcimento del danno subìto, l’estensione dei contratti su posto vacante e uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi promossi dall’Aniefclicca qui

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