Anief: tempi lunghi per i concorsi, “spacchettamento” Miur e nomine direttori generali vanno a rilento

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Anief – Ad allungare la tempistica delle procedure concorsuali sono la burocratizzazione, i nuovi assetti dipartimentali e di competenze da realizzare per definire dove e come dovrà operare il ministero dell’Istruzione rispetto al raggio d’azione del dicastero dell’Università e della Ricerca, oltre che le mancate nomine di dieci direttori generali.

Anief ritiene, con cognizione di causa, che se prima non si porteranno a termine questi impegni, sarà pressoché impossibile predisporre i decreti attuativi della Legge 159/2019 e quindi anche dei concorsi ordinari e straordinari, compreso quello di religione cattolica, atteso da oltre 15 anni e predisposto peraltro escludendo ingiustamente tantissimi precari. Solo qualche migliaio di immissioni in ruolo si potrà attuare, quindi, in estate. Un motivo in più per procedere senza indugi alle stabilizzazioni dei precari, anche dalle graduatorie di istituto, attraverso la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief ha confermato ad Orizzonte Scuola che “a questo punto anche la tempistica dei concorsi viene messa in discussione. Potrebbe essere lunga e questo la scuola non se lo può permettere. Continuerebbe l’abuso del precariato e non sarebbe funzionale alla continuità didattica né alla valorizzazione del personale. Continuerebbero inoltre i risarcimenti milionari disposti dai tribunali”

I vertici del ministero dell’istruzione continuano a ripetere di voler far partire subito i concorsi per docenti previsti dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso. Oggi la sottosegretaria all’istruzione Anna Ascani attraverso un video su Fb, facendo il punto su alcune problematiche della scuola, si è soffermata proprio su i bandi dei concorsi, ordinario e straordinario.

Le rassicurazioni del Miur

Dopo avere ricordato che dovranno essere contemporanei, la sottosegretaria ha “anche confermato – scrive Orizzonte Scuola – che tra qualche giorno ci sarà un incontro con i sindacati per discutere dei titoli di valutare nella graduatoria finale e ogni aspetto del bando”. Ascani ha anche detto che si farà di tutto per “assumere già a settembre 2010 i 24 mila docenti del concorso straordinario e avviare il concorso ordinario, che ha un iter più lungo”. I corsi ordinari, quindi, non porteranno in ruolo in ogni caso nessun candidato già la prossima estate.

Dichiarazioni dello stesso tenore sono giunte pure dalla neo ministra dell’istruzione, nel giorno del suo giuramento al Quirinale: “Lavoreremo subito ai bandi per la scuola dell’infanzia e primaria, per la secondaria (ordinario e straordinario), per i docenti di religione. Dobbiamo scriverne quattro. Ho già messo al lavoro la mia squadra, in raccordo con le strutture del Ministero”, ha detto Lucia Azzolina.

I problemi irrisolti

È assodato, in ogni caso, che nel 2020 le procedure concorsuali potranno portare in ruolo solo alcune migliaia di nuovi docenti. Non aiuta sicuramente ad accelerare i tempi, la proverbiale burocratizzazione della macchina amministrativa di cui ha parlato la stessa ministra, impegnandosi nell’attuare un processo di semplificazione. A rallentare ulteriormente l’iter dei concorsi vi sono però almeno altri due fattori.

Il primo riguarda lo “spacchettamento” del Miur, deciso dal presidente del consiglio Giuseppe Conte con tutto quello che comporta a livello di nuovi assetti dipartimentali e di competenze da realizzare per definire, dopo 11 anni di unificazione, dove e come dovrà operare il ministero dell’Istruzione rispetto al raggio d’azione del dicastero dell’Università e della Ricerca.

Un altro nodo da sciogliere è quello delle nomine dei direttori da preporre alle Direzioni Generali del Ministero per poter disporre con immediatezza della macchina ministeriale funzionante a pieno regime: “alcune di quelle Direzioni – scrive Tuttoscuola – dovranno svolgere nel 2020 un ruolo strategico per l’attuazione dei provvedimenti legislativi appena varati (da oggi, ad esempio, è in vigore la legge 159 “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti” di conversione del DL 126 salva-precari) .Il termine per presentare le domande di accesso all’incarico di direttore generale è scaduto il 27 dicembre scorso e il ministro Azzolina, dopo averle esaminate, dovrà disporre le nuove nomine” di dieci direttori generali. Nel frattempo, “sul territorio risultano privi di titolare gli Uffici Scolastici Regionali di Lazio, Liguria, Lombardia e Sicilia”.

IL PARERE DEL PRESIDENTE

La situazione di stallo è preoccupante, soprattutto perché potrebbe perdurare diverse settimane. E per la scuola sarebbe un vero disastro, perché comprometterebbe ulteriormente l’avvio del prossimo anno scolastico. “Non sappiamo innanzitutto quanto tempo perderà la burocrazia ministeriale nell’attribuire le specifiche deleghe con lo spacchettamento del Miur”, ha confermato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante un’intervista concessa ad Orizzonte Scuola. Il leader dell’Anief, nell’occasione è tornato a chiedere di ampliare la categoria dei partecipanti ai concorsi.

Le modifiche da attuare con i decreti attuativi

Intanto il giovane sindacato ritiene opportuno che sui concorsi sia ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli assistenti amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso per Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici attualmente in servizio. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto.

Come sulla specializzazione su sostegno, deve essere garantito l’accesso libero a chi ha insegnato senza titolo e adeguato il numero programmato all’effettivo fabbisogno dei posti. Nel mettere mano ai decreti attuativi del decreto scuola, bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei di Insegnamento di religione cattolica al 2008, anno del blocco dello scorrimento delle graduatorie, mentre sul sostegno deve essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga in base relegati ad eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI. Su formazione e valorizzazione del personale, siamo pronti ad ascoltare le proposte ma per rinnovare il contratto ci vogliono a priori le risorse adeguate, al fine di recuperare almeno l’inflazione cresciuta nell’ultimo decennio.

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