Anief, tagli di 4 miliardi in tre anni, il Governo nega

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Comunicato Anief – La spiegazione della riduzione di investimenti è nelle parole della senatrice Bianca Laura Granato, secondo la quale “le spese messe a bilancio per il triennio sono solo quelle fisse, perché i posti in deroga su sostegno vengono contabilizzati di anno in anno”.

Anief, dopo avere ricordato che i tagli ai finanziamenti alla scuola sono progressivi e dureranno per oltre 30 anni, giustificati dal calo delle nascite, nel prendere atto della spiegazione, non può non soffermarsi sul fatto che quella dei posti in deroga è un partita che l’attuale Governo sta sinora perdendo.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “la sentenza del Tar d’inizio anno, che ha imposto al Miur di rendere pubblica la consistenza dell’organico di sostegno in Sicilia, è anche un monito all’amministrazione centrale perché finalmente acquisisca quell’assunzione di responsabilità e renda effettiva la revisione degli organici nazionali, di cui non c’è stata traccia sino ad oggi. Solo cancellando gli oltre 50 mila posti in deroga e quella parte della Legge 128 del 2013 che ne impone una soglia minima si potrà infatti finalmente garantire la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno e quella maggiore continuità didattica che oggi, proprio sul sostegno, è solo un miraggio”.

 

I tagli previsti alla scuola previsti dall’ultima Legge di Bilancio cominciano ad avere una consistenza economica più chiara: secondo un esame approfondito della stampa nazionale, che è andata ad esaminare gli allegati annessi alla Legge 145/18, alla scuola pubblica si andranno a sottrarre ben 4 miliardi di finanziamenti. Nello specifico, per l’istruzione la spesa si ridurrà da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi). A subire i tagli maggiori sarà il sostegno, con un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario.

Anief aggiunge che in Italia, dove un docente viene anche pagato la metà dei colleghi europeiè solo l’inizio di un processo: sempre con la stessa ultima legge di Bilancio è stata anticipata una riduzione progressiva nel prossimo ventennio di investimenti rispetto al Pil, con il punto più basso già fissato nel 2040, quando si scenderà dal 3,9% al 3,1%. Tutto questo avviene mentre gli investimenti medi nell’istruzione pubblica da parte dei Paesi dell’Ocse si aggira al 5%.

LA REPLICA

Immediata, stamane, è giunta la replica della senatrice Bianca Laura Granato, la quale, scrive Orizzonte Scuola, ha tenuto a dire che “le spese messe a bilancio per il triennio sono solo quelle fisse, perché i posti in deroga su sostegno vengono contabilizzati di anno in anno. In questa settimana si concluderanno le audizioni per il correttivo al decreto legislativo 66/17. Nessun taglio dunque, si correggono i danni fatti dalla Fedeli due anni fa, invece”.

IL PARERE DEL SINDACATO

Secondo Anief, quando si dice, come ha fatto più volte l’attuale maggioranza parlamentare, che si intende rilanciare il sostegno agli alunni disabili, introducendo importanti modifiche al citato decreto legislativo 66 del 2017, non si può aggirare il problema numero uno che continua ad affliggere il settore: il mantenimento di quasi il 40 per cento di posti in deroga, collocati al 30 giugno, quindi non utilizzabili per immissioni in ruolo e trasferimenti del personale già di ruolo, anche se poi quei posti sono vacanti e disponibili.

Il giovane sindacato ribadisce che è necessario trasformare da subito tutti i posti su sostegno oggi nell’organico di fatto in quello di diritto, proprio al fine di stabilizzare i docenti specializzati e garantire la continuità didattica. La problematica del mancato miglioramento del sistema del sostegno è stata evidenziata anche dall’ultimo Country Report sull’Italia elaborato dalla Commissione europea, dal quale risulta che la dispersione scolastica italiana, ovvero i giovani che lasciano la scuola prima del tempo, non è solo maggiore rispetto agli altri Paesi, molto lontani dalla Strategia Europa 2020 che la voleva al 10%, anziché il nostro 14%, ma tra coloro che non completano gli studi ci sono, con i giovani del Sud e gli alunni stranieri, anche tanti iscritti disabili.

LE IMPUGNAZIONI

Non a caso, Anief da alcuni giorni ha avviato le procedure di pre-adesione agli specifici ricorsi riservati ai docenti abilitati per la scuola infanzia e ai docenti specializzati sul sostegno di ruolo o precari. Si invitano anche le famiglie degli alunni disabili a ricorrere contro tale pratica, scrivendo a [email protected]. Non appena verrà resa poi pubblica la Circolare sugli organici, tale ricorso diventerà effettivo.

Anief ricorda che nei giorni scorsi è stato avviato il contenzioso per aumentare la previsione dei posti di sostegno su tutto il territorio nazionale. Gli interessati alle preadesione ricorso per l’aumento dei posti di sostegno in organico di diritto possono cliccare qui: il ricorso sarà presentato presso il Tar del Lazio per ottenere la trasformazione dei posti di sostegno in deroga in posti in organico di diritto e contestare il decreto interministeriale sugli organici.

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