Anief: sostegno, pre-adesioni per ricorrere e trasformare in organico di diritto i posti in deroga

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Comunicato Anief – A seguita della storica sentenza ottenuta dal Tar Lazio che ha imposto al MIUR di rivedere la consistenza dell’organico di diritto di sostegno in Sicilia, Anief avvia il contenzioso su tutto il territorio nazionale per sbloccare quasi 40 mila posti in vista delle prossime assunzioni.

I docenti supplenti possono pre-aderire al seguente  link mentre le famiglie devono inviare una mail a [email protected] per informazioni su come ricorrere

Marcello Pacifico: In ballo non ci sono solo migliaia di posti da trasformare in organico di diritto, rendendoli così utili per le immissioni in ruolo e la mobilità dei docenti, ma soprattutto il diritto degli studenti con disabilità certificata e delle loro famiglie all’istruzione e alla continuità didattica.

Dopo anni di denunce dell’Anief sul mancato adeguamento dei posti di sostegno in organico di diritto nonostante l’aumento del numero complessivo di alunni disabili iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, la sentenza n. 149/19 del TAR Lazio ha dato ragione al giovane sindacato: i giudici amministrativi, infatti, hanno stabilito che il Miur ha l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base all’effettiva esigenza degli alunni disabili e deve rilevare con precisione il fabbisogno di docenti di sostegno su tutto il territorio nazionale per assicurare non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione degli studenti con bisogni speciali, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.

Bocciata, pertanto, la prassi fino ad oggi utilizzata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca di ricorrere in modo massivo ai cosiddetti posti in deroga che, a differenza dell’organico di diritto, fotografano una situazione che si vorrebbe eccezionale e transitoria, senza quindi riconoscerne la dimensione strutturale. Un artificio, quello dei posti in deroga, che per mere esigenze di cassa in questi anni ha legato l’organico di diritto di sostegno al numero di posti di sostegno attivati nell’anno scolastico 2006/07, ignorando così l’aumento costante delle iscrizioni di studenti disabili che da allora frequentano la scuola.

Un danno enorme in primo luogo per gli alunni disabili e per le loro famiglie, che non solo vedono spesso ridotto il numero di ore di sostegno assegnato ai loro figli, anche se con disabilità grave (su questo, ricordiamo, Anief ha da anni lanciato la campagna ‘Sostegno: non un‘ora di meno!’ per fornire assistenza legale gratuita alle famiglie e ottenere le ore negate) ma sono costrette a subire ogni anno il balletto dei supplenti, con grave compromissione del diritto alla continuità didattica che – è appena il caso di sottolineare – assume importanza cruciale soprattutto nella didattica di sostegno.

Ma a subire le conseguenze di questa situazione sono anche i docenti. Ricordiamo, infatti, che i trasferimenti dei docenti di ruolo e le assunzioni degli insegnanti precari possono avvenire solo sui posti vacanti e disponibili in organico di diritto e non sui posti in deroga. In sostanza, quindi, finché non viene riconosciuto il carattere strutturale di questi posti, su di essi si può solo lavorare con contratti a tempo. Una situazione grottesca e insostenibile se pensiamo alle migliaia di docenti, molti in possesso di specializzazione alla didattica di sostegno, costretti al precariato da anni in barba a qualsiasi norma nazionale ed europea, e ai docenti immobilizzati lontano da casa che non riescono a rientrare nelle province d’origine per mancanza di posti. Posti, in realtà, che ci sarebbero eccome, se non fossero resi indisponibili proprio dall’essere stati illegittimamente etichettati come ‘posti in deroga’.

“In ballo – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non ci sono solo migliaia di posti da trasformare in organico di diritto, rendendoli così utili per le immissioni in ruolo e la mobilità dei docenti, ma soprattutto il diritto degli studenti disabili e delle loro famiglie al sostegno e alla continuità didattica. È arrivato il momento di dire basta a questo malcostume e riconoscere il diritto di tutti gli alunni ad una scuola inclusiva e accogliente. Per questo abbiamo messo in prima linea anche le nostre Rsu con l’Operazione Verità nelle scuole, con cui intendiamo finalmente fare chiarezza proprio sugli organici”.

Dopo la sentenza sugli organici di sostegno siciliani, Anief adesso lancia il contenzioso per rivedere la distribuzione dei posti su tutto il territorio nazionale. Il contenzioso è aperto sia ai docenti di sostegno (con o senza specializzazione) che abbiano prestato servizio per almeno due anni scolastici nella stessa scuola, che alle famiglie degli studenti che non possono contare su un docente di sostegno di ruolo nella propria classe. I docenti potranno aderire gratuitamente al ricorso sul portale Anief, da cui potranno anche scaricare la specifica diffida predisposta dal sindacato; le famiglie invece potranno aderire, sempre in via del tutto gratuita, scrivendo a [email protected].

I docenti di sostegno precari possono pre-aderire al seguente link.

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