Anief: sostegno a docenti Iefp, Fioramonti consideri tutti nel salva-precari

di redazione
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Comunicato Anief – L’Anief esprime solidarietà ai docenti a cui è precluso il concorso straordinario riservato in base al documento dell’11 giugno prodotto dai sindacati confederali.

L’Anief sostiene i docenti Iefp: il ministro Fioramonti tenga in considerazione tutti i docenti nel salva-precari

È impensabile che i sindacati presenti al tavolo con il Miur (Flc-Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda) facciano distinzioni tra lavoratori, ritenendoli alcuni di serie A e altri di serie B; non vengano dunque a dirci che “abbiamo fatto un passo in avanti”. L’Anief lancia un appello al ministro Fioramonti, affinché riveda il documento iniquo e ascolti le proposte del giovane sindacato, che sempre si è battuto per i precari, in tutte le sedi.

Si ricorda, inoltre, che esiste una normativa scolastica precisa e che le graduatorie di terza fascia, frutto di un bando pubblico, non possono venire rovesciate, considerando utili dei servizi e altri no. Come è pensabile che alcuni servizi valgano per il PAS e i medesimi non valgano per il percorso riservato straordinario? Parliamo di docenti inclusi nelle graduatorie di istituto, da bando pubblico e controllo da parte delle scuole, che oggi lavorano nella scuola statale con supplenze annuali al 31 agosto. Docenti che si trovano in cima alle graduatorie di istituto con un punteggio maturato in modo misto, nella scuola statale, nei percorsi Iefp o nelle paritarie e che, se attualmente riescono ad avere supplenze annuali, secondo quanto uscito dal tavolo Miur-sindacati confederali (escludendo Anief dalla trattativa), si troverebbero improvvisamente senza lavoro.

Se i docenti con punteggio misto sono ai primi posti nelle graduatorie di istituto significa che hanno esperienza decennale e questa va assolutamente rispettata. Questi insegnanti non vanno considerati in “subordine” a nessuno e tantomeno è possibile ritenere ammissibile l’accesso ai percorsi riservati ai soli fini abilitanti, ma non al percorso straordinario riservato.

Nel precedente ciclo di Pas e nella fase successiva (Fit non selettivo) i docenti dei percorsi Iefp non hanno avuto nessuna disparità di trattamento e oggi, proprio grazie ai ricorsi dei sindacati (anche di quelli presenti al tavolo), hanno ottenuto il ruolo in scuola statale da GaE; molti ruoli ancora sono con riserva e dunque potrebbero facilmente essere impugnati da chi in questa tornata verrebbe escluso.

I Centri di formazione professionale vivono di fondi che lo Stato gira alle Regioni, dunque pubblici; i professori sono laureati, ma hanno anche master, certificazioni e un minimo di tre annualità di servizio. Le Regioni che avviano nei loro territori percorsi Iefp li monitorano continuamente con controlli frequenti e commissioni regionali; tali percorsi vengono realizzati anche all’interno della scuola statale, ovvero nelle stesse aule scolastiche dei percorsi “statali”. Gli studenti con difficoltà di apprendimento a rischio dispersione scolastica scelgono prima questi percorsi che conducono al mondo del lavoro, alcuni proseguono per conseguire il diploma all’interno della stessa scuola statale. Gli stessi docenti fanno lezione sia nella scuola statale che nei percorsi Iefp.

L’Anief è del parere che l’accordo uscito dal Miur-sindacati presenti al tavolo della trattativa sia in netto contrasto con la normativa scolastica e penalizzi insegnanti fondamentali per il buon andamento del sistema scolastico italiano. Perché oggi invece dovrebbe avvenire la discriminazione che nel 2013 e nel 2018 non è avvenuta?

L’Anief ritiene che la stessa misura del 2013 debba essere attualmente applicata e che per quelle classi di concorso in cui non ci sono più abilitati si possa assumere anche dalla terza fascia, a seguito di un percorso di abilitazione fatto a costi contenuti nelle scuole in collaborazione con le università e le università online, ma secondo le graduatorie di terza fascia in essere che garantiscano equità in rispetto della normativa vigente; oltretutto, in questo modo si risponderebbe all’emergenza cattedre in alcune province del nord, a seguito dei numerosi pensionamenti dovuti a Quota 100. Individuare nuove graduatorie sarebbe impensabile, poiché le segreterie sono già sovraccariche di lavoro; perciò si possono rendere a scorrimento quelle già esistenti.

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