Anief: scuole non pronte a didattica a distanza, ma diritto all’istruzione è garantito. I docenti ci sono

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Anief – La scuola italiana è in prima linea nel raccogliere la sfida della didattica svolta dalle mura domestiche.

Lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un intervista rilasciata a Teleborsa, consapevole che i problemi di fruizione delle lezioni e dell’assegnazione dei compiti tramite registro elettronico, e-mail e piattaforme digitali sono reali, soprattutto da parte degli alunni. Il sindacalista ritiene anche che rimane alto il rischio del digital divide, visto che il 25% delle famiglie non accede al web, oltre la metà delle famiglie con minori non possiede un computer e un allievo su tre ha problemi ad accedere alle lezioni on line.

“Nonostante le scuole italiane non siano ancora pronte a questa didattica – dice il leader dell’Anief -, siamo sicuri che tutto il corpo insegnante ha abbracciato la sfida attuale: certo, ci sono diversi problemi che riguardano gli utenti. Problemi che riguardano l’accesso, soprattutto degli studenti, dal momento che alcuni di loro non hanno la possibilità di seguire le lezioni. Sarà molto importante capire se e cosa hanno deciso i collegi dei docenti o cosa decideranno nei prossimi giorni, anche da remoto, riguardo ai criteri di valutazione dello svolgimento dell’attività didattica a distanza, al fine di poter validare l’anno scolastico”.

Sono molti e probabilmente non sempre risolvibili i limiti dell’attività didattica condotta da casa. Però, una cosa è sicura: in queste settimane di emergenza, i docenti si stanno facendo in quattro. Anche nei casi, soprattutto tra i precari, di insegnanti che fanno didattica a distanza senza strumentazioni e connessioni adeguate. È questo il pensiero del presidente Anief, Marcello Pacifico, a proposito delle difficoltà che stanno caratterizzando le tante lezioni in remoto, svolte negli ultimi giorni caratterizzati dall’espandersi del Coronavirus.

Il sindacalista autonomo ritiene che “è grande lo sforzo che la scuola, assieme alle famiglie, sta realizzando, assieme alle famiglie, per garantire comunque il diritto all’istruzione. Con il prolungamento della chiusura delle scuole, bisogna aprire un momento di riflessione e di monitoraggio sulla didattica a distanza che è stata attivata nei singoli istituti: occorre capire come si svolgerà l’attività a distanza nelle singole scuole”.

Il leader dell’Anief ha, poi, evidenziato la necessità di prendere decisioni certe riguardo allo svolgimento degli esami di Stato. “È necessario capire dal Ministero se gli esami di Stato saranno rinviati a settembre o se si pensa di svolgerli con altre modalità, visto che è un titolo appunto riconosciuto dallo Stato. Vediamo dunque in questi giorni le decisioni dei collegi e del ministro rispetto ad una chiusura anomala dell’anno scolastico, in questo stato emergenziale”. Pacifico guarda anche al dopo Coronavirus: “bisognerà tenere conto – dice – degli sforzi di tutti e della capacità in futuro anche di attrezzarci sempre più all’uso delle nuove tecnologie e della didattica a distanza”, anche se, sottolinea, “la didattica in presenza è sempre un momento formativo insostituibile”

Il Presidente del giovane sindacato ritiene che ogni “dirigente scolastico in questi giorni dovrà chiarire quali sono le attività che il personale che opera nelle segreterie potrà svolgere da remoto per quel pubblico che non si può muovere per contenere la diffusione del virus. Ma anche segnalando quali sono le attività indifferibili, nel rispetto sempre della sicurezza per il personale, riducendo al minimo gli assembramenti e il contingente, esonerando tutti gli altri a prestare servizio, anche adottando quelle misure di sicurezza” previste dai protocolli, per non allargare il contagio da Coronavirus. E nello stesso tempo “portando avanti l’attività amministrativa, oltre che didattica”.

“Noi, come Anief ci siamo. Il sindacato – conclude il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – siamo pronti ad affrontare questa sfida: stiamo portando avanti attività sindacale a distanza, in tutto e per tutto, così da seguire il personale e garantire il diritto all’istruzione dei nostri studenti”.

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