Anief: ripristino delle 5 ore di lezione settimanali in ogni ordine e grado, obbligo scolastico tra 3 e 18 anni

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Comunicato Anief – All’indomani dell’incontro “Assemblea nazionale con il mondo della scuola” organizzato dal Partito Democratico, il sindacato fa il punto della situazione riflettendo su tutti gli spunti. Marcello Pacifico (Anief): ieri abbiamo avuto la prova che proposte e idee non mancano, mettiamo tutte le forze al centro di progetti atti a ricreare davvero un’istruzione di qualità. La politica può risolvere i problemi della scuola, ricostruiamo la scuola e l’Italia partendo dal confronto e dal dialogo”.

Nella scuola siamo abituati a insegnare a risolvere i problemi e, in questo momento, l’emergenza sanitaria in corso ci ha fatto riflettere sui problemi che ha la scuola: è necessario affrontarli per far ripartire l’Italia e l’Europa, come ha sottolineato ancora il commissario al lavoro e ai diritti sociali Schmit durante i lavori di chiusura del congresso della Cesi a Bruxelles.

Le risorse del bilancio italiano, unite a quelle comunitarie del Recovery plan, devono essere investite su quattro assi fondamentali per ridurre il fenomeno dei Neet, garantire la socializzazione e migliorare i processi di apprendimento degli studenti, promuovere la formazione permanente di ogni lavoratore, collegare le scuole autonome al territorio, tutelare il diritto all’istruzione di tutti i cittadini anche con bisogni educativi speciali.

Rimodulazione del tempo scuola: ripristino delle cinque ore di lezione settimanali in ogni ordine e grado tolte dai decreti attuativi della legge 133/2008; potenziamento delle competenze in lingua straniera e di quelle digitali; introduzione dell’obbligo scolastico tra i 3 e i 18 anni; ritorno all’insegnamento per moduli nella scuola primaria, con insegnamento specialistico della lingua inglese e dell’educazione motoria; trasformazione in materia di studio autonoma del modulo di cittadinanza e costituzione; ampliamento del tempo pieno e prolungato in ogni regione.

Riformulazione degli organici del personale: attribuzione del personale alle scuole autonome con un rapporto variabile per classe e per istituto in base alle effettive esigenze modulate sulle realtà socio-economiche (tasso di dispersione scolastica, di immigrazione o emigrazione, di disoccupazione) e geo-fisiche (luoghi difficilmente raggiungibili) del territorio; cancellazione dei tagli previsti dai decreti attuativi della legge 133/2008: in particolare del 17% del personale ATA, della rete di scuole autonome e di plessi dismessi (4 mila sedi, 12 mila plessi), del dimensionamento degli istituti sotto i 600 alunni e sotto i 300 nelle zone montane o nelle piccole isole, dell’innalzamento di un punto percentuale del rapporto alunni / personale docente-amministrativo; adeguamento dell’organico di fatto in organico di diritto, a partire dal cosiddetto “organico Covid” e dai posti attivati “in deroga” di sostegno; introduzione dei posti relativi ai profili professionali AS e C, già previsti dal CCNL per il personale amministrativo e dei posti di assistente tecnico in ogni istituto comprensivo.

Revisione del sistema di reclutamento: stabilizzazione del personale amministrativo ed educativo con 36 mesi di servizio come per il restante personale della pubblica amministrazione di cui alle leggi 296/2006 e 244/2007; inserimento del personale docente con 36 mesi di servizio nel doppio canale di reclutamento attraverso la riapertura annuale delle graduatorie ad esaurimento o la trasformazione dell’attuale concorso straordinario, da estendere anche per la scuola dell’infanzia e primaria, per il personale educativo e per i docenti di religione cattolica, in una procedura ordinaria non selettiva con aggiornamento annuale della relativa graduatoria; abolizione del numero programmato con corsi universitari annuali, da svolgere anche in modalità telematica, per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento e della specializzazione per il sostegno; conferma dei ruoli attribuiti “con riserva” al personale che, assunto dalle GaE o dalle GM, abbia superato l’anno di prova; attivazione di passaggi verticali volti a far transitare nel profilo D il personale amministrativo facente funzione; assunzione di tutti gli idonei delle procedure concorsuali già bandite e di tutti i docenti già inseriti nelle GaE.

Valorizzazione dei profili professionali: riconoscimento del rischio biologico per l’attività svolta in presenza durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 attribuendo una specifica indennità e, in generale, riconoscimento del carattere gravoso del lavoro svolto dal personale amministrativo e docente (rischio burnout) con previsione di finestre specifiche per un pensionamento senza penalizzazioni; abolizione dei vincoli per i trasferimenti e la mobilità come già previsto nella precedente versione del decreto legislativo 297/1994 e nella legge 128/2013; allineamento degli stipendi del personale scolastico al costo della vita registrato dal 2008 e, progressivamente, allineamento degli stessi alla media europea; adozione del principio di parità di trattamento economico e giuridico tra personale precario e di ruolo anche all’atto della ricostruzione di carriera e, in generale, nel sistema nazionale d’istruzione; introduzione della figura della vice-dirigenza e del middle management; adeguamento dei livelli stipendiali del personale amministrativo alle responsabilità e ai profili d’accesso; rivisitazione della materia relativa alla tutela della salute nei luoghi di lavoro, anche relativamente alle responsabilità del personale.

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha affermato che “in questi mesi, di fronte all’esigenza di garantire il diritto all’istruzione, come sindacato rappresentativo abbiamo sottoscritto protocolli e accordi per la riapertura delle scuole in sicurezza e per lo svolgimento del lavoro agile e della didattica a distanza. Oggi siamo più che mai convinti che la didattica si debba fare in presenza, perché la scuola non è solo mera trasmissione di conoscenze e competenze, ma per poterlo fare davvero in sicurezza, appare necessario che, già nella legge di bilancio, siano approvate almeno alcune delle modifiche da noi proposte. Per ricostruire l’Italia siamo pronti come parte sociale a indicare i cluster fondamentali, a predisporre progetti specifici sia da inserire all’interno delle voci di spesa del Recovery plan sia in quelle dell’ordinaria gestione del bilancio. Siamo tutti di fronte a un bivio e, come Anief, siamo pronti al confronto costruttivo, ma fermi nella convinzione che il rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola sia indispensabile per costruire insieme, e grazie proprio alla nostra Scuola, una società più giusta, più equa e più solidale”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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