Anief: riaprire GaE per evitare contenziosi con esiti spesso contrastanti

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Comunicato Anief – Bisogna superare il Decreto Dignità e riaprire le GaE con il decreto Milleproroghe. Ogni giorno una sentenza conferma nei ruoli o licenzia un docente. È necessario ripristinare le regole del diritto. Chi è abilitato alla professione insegni e venga assunto. Ultimo caso a Pistoia.

 Ancora giudici dalla parte delle diplomate magistrale. Il provvedimento dell’Ufficio Scolastico di Pistoia è successivo alle sentenze del Giudice del Lavoro sfavorevoli all’Amministrazione che hanno visto le maestre vincere contro il licenziamento di maggio: è una “sospensione dell’efficacia della risoluzione del contratto” e ha carattere temporaneo. Il Tribunale di Pistoia ha sentenziato contro l’Amministrazione e dunque “deve dichiararsi sospesa l’efficacia dei decreti di depennamento delle docenti dalle GaE, nonché dei consequenziali decreti di risoluzione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato sottoscritti dalle ricorrenti”.

Dunque viene ripristinata la situazione giuridica ante emissione del decreto di depennamento. Va specificato che i contratti sono ripristinati con clausola risolutiva, poiché il contenzioso riguarda esclusivamente “le modalità di applicazione della clausola stessa, che, nella sua forma particolare – e difforme rispetto alla maggior parte degli altri casi – richiederebbe in base alla sentenza un giudizio passato in giudicato relativamente al contenzioso che l’ha originata”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, afferma come sia necessario “difendere il testo del Milleproroghe licenziato dal Senato con l’emendamento salva-precari nel primo giorno di riapertura dei lavori parlamentari a Montecitorio. Se approvato definitivamente, l’emendamento LeU 6.3 all’art. 6 del decreto legge 91 darebbe modo a migliaia di precari di avere i contratti di supplenza al termine delle attività didattiche o annuali, proprio dalle graduatorie ad esaurimento e concorrere nei ruoli in surroga rispetto ai posti andati vacanti e disponibili. Verrebbe poi sterilizzato il contenzioso pendente che ha intasato i tribunali amministrativi e del lavoro, ponendo fine alla particolarità tutta italiana del mancato incontro tra domanda e offerta, cioè tra posti vacanti e personale abilitato pronto a subentrare”.

02/09/2018

Ufficio Stampa Anief

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione