Anief proclama lo stato di agitazione di tutto il personale deluso dalle soluzioni della politica su precariato, investimenti, mobilità, organici

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Comunicato Anief – Alla richiesta di reclutare dalle graduatorie di istituto si accompagnano altre questioni, tutte motivate:

ridurre a 15 unità il numero massimo di alunni per classe; trasformare tutti i posti oggi in organico di fatto in quello di diritto; reintrodurre il “doppio canale” di reclutamento; confermare in ruolo tutto il personale docente assunto con riserva; dare seguito agli attuali contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva del personale scolastico attualmente impegnato nella didattica a distanza e nel lavoro agile; procedere alle modalità per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento curriculare e ai corsi di specializzazione di sostegno; rivedere l’attuale suddivisione per ateneo dei posti nei corsi di specializzazione su sostegno; svolgere i corsi in modalità telematica; avviare la procedura concorsale straordinaria per l’assunzione a tempo indeterminato come Dsga; assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo di istruzione attraverso la loro assunzione a tempo indeterminato; introdurre un piano di sicurezza adeguato a preservare dal rischio contagio da Covid-19; assumere a tempo indeterminato un numero congruo di collaboratori scolastici e di assistenti amministrativi; approvare un piano straordinario di edilizia scolastica per la messa in sicurezza e l’adeguamento alle odierne esigenze didattiche degli edifici scolastici; avviare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e un piano straordinario di mobilità.

Dopo avere a lungo atteso un piano di investimenti mai attuato, il sindacato Anief ha deciso di uscire allo scoperto proclamando lo stato d’agitazione di tutto il personale scolastico. I motivi della contestazione, che potrebbe confluire nello sciopero, sono svariati: vanno dal ridurre a 15 unità il numero massimo di alunni per classe nelle scuole di ogni ordine e grado, all’innalzare in modo proporzionale gli organici del personale docente, Ata ed educativo, attraverso la trasformazione dell’organico di fatto e di quello in deroga dei posti di sostegno in organico di diritto.

L’agitazione deriva anche dalla necessità di procedere al rilancio del cosiddetto “doppio canale” di reclutamento del personale docente, attraverso la riapertura delle GaE e l’estensione della possibilità di individuare i docenti aventi titolo all’immissione in ruolo anche alle graduatorie di circolo e d’istituto, da aggiornare entro la conclusione dell’a.s. 2019/2020, in modo da poter garantire le immissioni in ruolo dal 1° settembre 2020 ed evitare l’ulteriore incremento dei contratti a tempo determinato, con conseguente grave nocumento alla continuità didattica.

Tra i motivi rivendicati dall’Anief c’è poi la mancata conferma in ruolo tutto il personale docente assunto con riserva per ricorso pendente che ha anche concluso e superato l’anno di formazione e prova o che lo sta sostenendo e lo supererà secondo le modalità previste dalla normativa vigente: in questo quadro rientrano circa 8 mila docenti con diploma magistrale, che si sono ritrovati licenziati e senza possibilità di stabilizzazione alcuna, con la continuità didattica garantita solo fino al prossimo 30 giugno.

Anief chiede quindi di confermare gli attuali contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva del personale scolastico attualmente impegnato nella didattica a distanza e nel lavoro agile, al fine di garantire con maggiore efficacia l’eventuale recupero degli apprendimenti da parte degli studenti con la ripresa delle lezioni. Come anche di garantire l’accesso ai percorsi per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento curriculare e ai corsi di specializzazione di sostegno di tutti i docenti che abbiano prestato servizio per almeno due anni, anche non consecutivi, sulla specifica classe di concorso/tipologia di posto o su sostegno senza specializzazione.

L’organizzazione sindacale chiede poi di rivedere l’attuale suddivisione per ateneo dei posti nei corsi di specializzazione su sostegno, superando le limitazioni causate dall’offerta formativa delle università, in molti casi del tutto inadeguata rispetto alle esigenze del territorio, attraverso la possibilità di svolgere i corsi in modalità telematica, oltre che di avviare una procedura concorsale straordinaria per l’assunzione a tempo indeterminato come Direttore dei servizi generali e amministrativi di coloro i quali abbiano svolto per almeno tre anni, anche non consecutivi, tale funzione pur in assenza del requisito del possesso del titolo di studio.

A chi amministra la scuola, l’organizzazione autonoma chiedi quindi di rendere strutturale l’introduzione degli assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo di istruzione attraverso la loro assunzione a tempo indeterminato, nella misura di una unità per ogni istituto comprensivo o direzione didattica, ma anche di predisporre un piano di sicurezza adeguato a preservare dal rischio contagio da Covid-19 gli alunni e tutto il personale scolastico, anche attraverso lo realizzazione di interventi di formazione specifica sul tema da svolgersi in orario di servizio.

L’emergenza derivante dal contagio, con cui si dovrà convivere a lungo, impone anche di assumere a tempo indeterminato un numero congruo di collaboratori scolastici, al fine di garantire la necessaria sorveglianza, anche in riferimento alle sopra citate misure anti-Covid19, in ogni piano su cui si sviluppa ciascuna istituzione scolastica. Per lo stesso motivo si chiede di assumere a tempo indeterminato un numero congruo di assistenti amministrativi, in modo da garantire alle segreterie delle istituzioni scolastiche una dotazione organica adeguata alle innumerevoli incombenze e alla mole di adempimenti che sono chiamate a gestire.

Il Governo deve quindi impegnarsi nella celere realizzazione un piano straordinario di edilizia scolastica per la messa in sicurezza e l’adeguamento alle odierne esigenze didattiche degli edifici scolastici, nell’avvio dei tavoli negoziali per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro di comparto, scaduto il 31 dicembre 2018, così da rispondere alle impellenti necessità di riconoscimento e valorizzazione delle professionalità della scuola nonché all’improcrastinabile esigenza di superare qualsiasi perdurante forma di discriminazione tra personale precario e personale di ruolo, come ci chiede la Commissione UE da più di 20 anni.

È infine necessario avviare un piano straordinario di mobilità sulla base della sopra indicata richiesta di trasformazione dell’organico di fatto e in deroga in organico di diritto, eliminando il vincolo quinquennale di permanenza nella provincia di assunzione.

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