Anief: presidi a caccia di supplenti tutto l’anno

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Anief – La scuola è al giro di boa, il secondo quadrimestre sta per iniziare, ma i dirigenti scolastici sono ancora sprovvisti di insegnanti nei loro Consigli di Classe, soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte.

Richiestissimi dai dirigenti sono i supplenti di sostegno, quelli curricolari di matematica per le medie e i docenti di lingue; ma siccome non ci sono più candidati ufficiali, si allarga il ricorso alle convocazioni tramite le Mad e gli annunci sui social. Intanto, il Governo ha cercato di tamponare la situazione in vista del prossimo anno, quando – a seguito dei pensionamenti, del mancato turn over, dei concorsi a rilento e della pessima organizzazione delle graduatorie – le supplenze annuali potrebbero arriveranno al record storico di 250 mila: in occasione del prossimo rinnovo delle liste di terza fascia d’istituto, per l’accesso non sarà indispensabile l’abilitazione ma basterà la laurea con i 24 CFU; inoltre, arrivano le nuove graduatorie d’istituto provinciali.

Marcello Pacifico (Anief): “Peccato che non vengano utilizzate per la ‘call veloce’, voluta giustamente dalla ministra per procedere alle assunzioni a tempo indeterminato direttamente da GaE. Perché l’assurdo è che si continua a tamponare con i precari, senza concentrarsi sulla copertura definitiva delle cattedre libere con i tanti supplenti pronti allo scopo. È proprio un modus operandi sbagliato: lo stesso trattamento miope viene riservato anche agli altri profili, come gli Ata, i Dsga e gli educatori, per non parlare dei docenti di religione. Con gli emendamenti al decreto Milleproroghe abbiamo chiesto di cambiare registro, speriamo che vadano avanti”.

La situazione del precariato scolastico è ormai fuori controllo: secondo il quotidiano ‘La Stampa’, siamo arrivati al punto che “domanda e offerta di supplenti sono talmente alte da aver portato alla nascita di una piattaforma che alla modica cifra di 19 euro mette in contatto gli aspiranti insegnanti con centinaia di istituti. Finora in 2.349 hanno trovato lavoro, sostiene il sito nella sua home-page”.

Il quotidiano ricorda anche i numeri altisonanti della supplentite: “Gli ultimi dati indicano in 155mila numero dei supplenti per il 2018/19, in aumento costante dal 2015, anno in cui Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio, dichiarò guerra alla supplentite. E sembra che non andrà molto meglio nei prossimi anni. A settembre si è raggiunta quota 185mila supplenti, dei quali quasi metà su posti di sostegno. Il prossimo settembre la cifra rischia di aumentare ancora: ci saranno altri 33mila docenti che andranno in pensione, liberando altrettanti posti ma senza avere un numero sufficiente di nuovi insegnanti a occuparli. Aumentano i supplenti e aumentano quelli reclutati attraverso la Mad: circa 14mila lo scorso anno e 16mila quest’anno, secondo le poche stime che circolano”.

Secondo Anief, sono stime in difetto. Perché il ricorso alle Mad quest’anno è stato molto più massiccio che in passato. E laddove non è bastato, alcuni presidi sono arrivati a “postare” annunci, alla disperata ricerca di supplenti annuali, addirittura sui social media. È emblematico che anche le testate on line specializzate in Istruzione si siano prestate a rendere pubblica l’andata continua di richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per supplenze annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste è concentrate al Nord (ha fatto “rumore” quella del preside dell’Istituto nautico “San Giorgio” di Genova e Camogli che ha ‘postato’ un annuncio su Facebook); ma non mancano casi di dirigenti scolastici di istituti del Centro-Sud.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non si meraviglia più: “Quando si parla di precari della scuola, agli occhi dell’Europa, siamo un Paese fuori regola: anche dell’ultimo rapporto UE “Education and Training Monitor 2019”, risulta che assieme agli Stati più in difficoltà siamo quelli dove si riscontra “una carenza di insegnanti qualificati”. Anziché applicare la direttiva Ue 70/1999, si preferisce continuare a lasciare supplenti a vita decine di migliaia di insegnanti, anche se già selezionati, formati, abilitati, si è continuata a perseguire l’idea che conviene mantenerli precari. Basti pensare a quanto accaduto nell’ultimo periodo a più di 7mila maestre con diploma magistrale, licenziate, o in procinto di esserlo, dopo essere state immesse in ruolo e con tanto di anno di prova svolto. Con il Governo che non è andato oltre alla trasformazione del loro rapporto di lavoro da tempo indeterminato a determinato fino al mese di giugno prossimo”.

Per il futuro, qualcosa di buono all’orizzonte si vede. In occasione del prossimo aggiornamento delle graduatorie d’Istituto, previsto in primavera e valido per il triennio successivo, attraverso il decreto scuola è stato deciso che potranno inserirsi nella terza fascia d’istituto anche altre categorie di docenti: docenti già inseriti (potranno far valutare nuovi titoli e servizi, se conseguiti o anche cambiare provincia) e docenti in possesso della laurea più 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Quindi non sarà indispensabile l’abilitazione.

Da settembre 2020, muterà anche il sistema di affidamento delle supplenze: quelle brevi e saltuarie saranno affidate alle venti scuole scelte dai candidati, mentre per quelle di lunga durata, con scadenza al 31 agosto e al 30 giugno 2021, si ricorrerà a nuove graduatorie provinciali con una modifica all’attuale regolamento. Una decisione saggia, rileva il giovane sindacato, che però occorreva completare utilizzando le nuove graduatorie d’istituto provinciali anche per la ‘call veloce’, voluta dalla nuova ministra Lucia Azzolina, utile per le immissioni in ruolo.

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