Anief: Precariato, l’accordo tra Governo e sindacati fa acqua da tutte le parti

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Comunicato Anief – Dopo diversi mesi, è stata raggiunta un’intesa che lascerà ancora 200 mila supplenti al balletto delle cattedre per via della mancata riapertura delle GaE provinciali, da cui si attinge per assegnare le supplenze annuali e il 50% dei posti destinati alle immissioni in ruolo.

In pratica, si apre ad un concorso selettivo in entrata che porterà all’assunzione solo di un quinto dei supplenti aventi diritto. Marcello Pacifico (Anief): Si dà il via a un nuovo PAS per migliaia di insegnanti, quando in 70 mila del vecchio PAS ancora aspettano dopo sette anni l’assunzione a tempo indeterminato.

Nella serata di ieri, al ministero dell’Istruzione è stato raggiunto l’accordo con le organizzazioni sindacali sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola. L’accordo è stato chiuso nell’ambito di uno dei tavoli tematici attivati a seguito dell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro Marco Bussetti.

IL GIUDIZIO CRITICO DI ANIEF

Pur apprezzando – come da nostra richiesta – la apertura del percorso abilitante al personale di ruolo, a chi ha prestato servizio nella paritaria e a che ha conseguito il dottorato di ricerca, Anief ritiene insufficiente la sola indizione di un terzo concorso riservato per assumere 24 mila supplenti con 36 mesi di servizio; assunzioni che, peraltro, avverranno in coda a quelle del concorso ordinario e dei 35 mila ex Fit in attesa di una cattedra. Il concorso, peraltro, sarà selettivo in entrata, con un punteggio minimo da raggiungere agli scritti per poter sostenere il colloquio, e porterà alla stabilizzazione soltanto di un precario su cinque avente diritto.

Sbaglia il ministro Marco Bussetti a cantare vittoria ricordando che, parallelamente, in più anni tutti potranno conseguire un’abilitazione per insegnare dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto. È una sconfitta sua perché, piuttosto che riaprire annualmente le graduatorie ex permanenti provinciali per nominare i quasi 200 mila supplenti della scuola, si rassegna a utilizzare un meccanismo casuale che li nomina in base alla scelta fortuita delle dieci-venti scuole segnalate. Questo sistema, come il ministro sa bene, ha portato soltanto l’anno scorso la chiamata di più di 10 mila supplenti dalle domande di messa a disposizione (MAD, da cui si attinge quando è esaurita la terza fascia d’istituto) dei capi dirigenti scolastici. É logico questo sistema? Certamente no.

IL COMMENTO DI MARCELLO PACIFICO

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se in passato il Parlamento avesse riaperto le GaE non ci sarebbe stato bisogno di indire un concorso riservato al personale abilitato che, peraltro, ad oggi ha stabilizzato con le GRME (graduatorie regionali di merito ad esaurimento) neanche un decimo degli aspiranti aventi diritto. E sempre oggi si ripropone lo stesso problema, segno che la politica e il sindacato non sanno trovare una soluzione giusta”, dichiara il leader dell’organizzazione sindacale che si è sempre distinta nella lotta contro la precarietà.

 

“Addirittura – prosegue Pacifico – vi era una soluzione più semplice, quella della stabilizzazione tout court adottata dal Parlamento per il solo personale delle cooperative per i servizi esternalizzati, eppure presentata in una proposta di legge – senza copertura finanziaria – dall’attuale presidente della VII Commissione del Senato, Mario Pittoni. Ma figuriamoci se è stata presa seriamente in considerazione. E che dire del personale educativo, delle sezioni Primavera o dell’assistenza alla comunicazione degli alunni con disabilità? La verità è che la strada scelta non risolverà il problema del precariato e, invece, alimenterà il contenzioso nei tribunali, come sta avvenendo attualmente pure sul TFA di sostegno bandito, per la quale abbiamo chiesto di aumentare decisamente i posti erroneamente banditi. Sul precariato, l’Anief aveva presentato una proposta seria e risolutiva ma il Miur non ci ha ascoltato e ora – conclude il sindacalista – in migliaia continueranno a scegliere la via dei ricorsi”.
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