Anief: pensione quota 100 va accompagnata con piano stabilizzazione precari

di redazione
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Comunicato ANIEF – A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista pubblicata dalla rivista Orizzonte Scuola: “L’operazione avrà un senso soltanto se si procederà ad assumere tutti i precari abilitati o senza abilitazione ma con 36 mesi su questi posti, e se si coglie l’occasione per assumere anche i docenti idonei degli ultimi concorsi, del FIT e far rientrare tutti i docenti immobilizzati per colpa di un algoritmo impazzito”.

Considerando che due insegnanti su tre hanno oltre 50 anni, bisogna da subito “riaprire le GaE ed estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto”.

Per la scuola, l’anticipo di uscita dal lavoro introdotto da “quota 100” deve essere necessariamente affiancato ad un piano straordinario di assunzioni con il pieno utilizzo del vecchio doppio canale di reclutamento finalizzato a stabilizzare tutti i precari abilitati o non con 36 mesi di servizio e risultati idonei negli ultimi concorsi: a sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista pubblicata dalla rivista Orizzonte Scuola, incentrata sulla recente comunicazione dell’Aran di collocare l’Anief come sindacato rappresentativo del personale del comparto dell’istruzione e Ricerca, alla luce dei risultati delle ultime elezioni Rsu, oltre che sui temi caldi al centro di prossimi scioperi e manifestazioni nazionali a cui ha aderito anche l’Anief.

LE CONDIZIONI PER REALIZZARE UN RICAMBIO PROFICUO

“Certamente– spiega il presidente Marcello Pacifico -, la pensione anticipata produrrà un aumento del turn over la cui domanda potrà essere soddisfatta soltanto se si procederà ad assumere tutti i precari abilitatio senza abilitazione ma con 36 mesi su questi posti, e se si coglie l’occasione per assumere anche i docenti idonei degli ultimi concorsi, del FIT e far rientrare tutti i docenti immobilizzati per colpa di un algoritmo impazzito”.

Secondo il sindacalista autonomo, se si vuole finalmente arrivare ad un turn over reale nella scuola, quindi ad un proficuo ricambio generazionale del corpo docente e del personale tutto, che poi è quello di cui ha fortemente bisogno il comparto, considerando che due insegnanti su tre hanno oltre 50 anni, bisogna da subito “riaprire le GaE ed estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto”. Altrimenti, il prossimo mese di settembre ci ritroveremo con 150 mila posti vacanti, di cui solo una minima parte coperti da nuovi assunti, considerando che la scorsa estate la maggior parte delle immissioni in ruolo accordate dal Mefnon si è realizzata proprio per la mancata collocazione dei docenti, pur già abilitati, nelle famigerate GaE.

I DOCENTI ITALIANI PIÙ VECCHI DI TUTTI

Si tratta di un’operazione indispensabile, sempre che l’Italia voglia davvero perderel’ultimo posto che occupa in Europa per numero di insegnanti più anziani. Quella di “quota 100”, tra l’altro, non è affatto una concessione. Perché in altri Paesi, come la Germania, i docenti con oltre 27 anni di anzianità possono lasciare il servizio senza decurtazioni sostanziali. I governanti tedeschi, evidentemente, sanno bene che la scienza ci dice che la professione dell’insegnante è tra le più esposte alle malattie psichiatriche e oncologiche. Invece da noi si costringono a rimanere in servizio, oppure si permette ora di lasciare il lavoro in cambio di una riduzione vistosa dell’assegno, fino al 30%, mantenendo comunque uno stipendio ben al di sotto il costo della vita.

A questo proposito, il leader dell’Anief sostiene che è giunta l’ora di “ripensare l’intera struttura dello stipendio del personale docente, educativo ed Ata e la sua buonuscita, perché non tutti i lavori sono usuranti come quello che si svolge a scuola e non si può essere penalizzati in un sistema contributivo dove gli stipendi sono stati sganciati dell’inflazione e la pensione sarà sempre più vicina all’assegno sociale. Ci vuole un salario minimo di cittadinanza nel rispetto dei dettami della Costituzione e un rateo-pensione dignitoso per chi ha lavorato almeno 35 anni nella scuola”.

LA STRADA DEI RICORSI

Qualora il legislatore non trovasse una soluzione, sarà l’Anief a pretenderla nelle sedi opportune. “Se l’amministrazione e il Governo rispetteranno la legge, in primis, europea e quindi costituzionale”, il giovane sindacato potrà anche abbandonare la strada dei ricorsi in tribunale. Tuttavia, ricorda ancora Marcello Pacifico ad Orizzonte Scuola,“gli ultimi atti del Miur lasciano presagire il contrario. Abbiamo attivato ricorsi contro il bando per il concorso Dsga, Infanzia e Primaria edex TfaSostegno”.

Il presidente Anief si dice, infine, sempre pronto“a dialogare, a suggerire analisi e soluzioni, ma se le idee possono cambiare mai tradiremo la fede in una scuola più giusta, equa e solidale. Se le parole non saranno ascoltate dalla politica, ci rivolgeremo alla magistratura come la nostra Costituzione ci dà facoltà di fare e lotteremo fino alla fine per dimostrare la bontà delle nostre scelte, a meno che qualcuno ci dimostri che ne esistono di migliori”.

INFORMAZIONI SULLE DOMANDE DI PENSIONAMENTO

Si ricorda che fino al 28 febbraio è possibile presentare la domanda per “quota 100” attraverso il sistema Polis, avvalendosi dei patronati e gli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’INPS. Contatta CedanS.r.l.s. per avviare la tua pratica.Infatti, per qualsiasi informazione relativa alle pensioni o per la compilazione della nuova domanda, è possibile contattare la sede Cedan S.r.l.s. più vicina e visitare il sito internet della struttura; è possibile inoltre chiedere un’informazione o una consulenza anche via e-mail all’indirizzo [email protected] oppure chiamare il numero 091 7098356.

Infine, è possibile aderire al ricorso predisposto per Radamante per recuperare la liquidazione sottratta tra il 2011 e il 2012 al momento del suo versamento, cioè il 2,69% dell’importo previsto nel biennio.

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