Anief. Organico di potenziamento “calderone” a disposizione di Presidi e Uffici scolastici

di redazione
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Anief – Quello che temeva il sindacato si sta avverando: l’organico potenziato non costituisce quel valore aggiunto che le scuole hanno deciso di determinare per realizzare progetti e attività previste dal Piano triennale dell’offerta formativa. Questo organico dell’autonomia si sta rivelando soprattutto un grande “calderone” a disposizione di presidi e Uffici scolastici regionali.

Anief – Quello che temeva il sindacato si sta avverando: l’organico potenziato non costituisce quel valore aggiunto che le scuole hanno deciso di determinare per realizzare progetti e attività previste dal Piano triennale dell’offerta formativa. Questo organico dell’autonomia si sta rivelando soprattutto un grande “calderone” a disposizione di presidi e Uffici scolastici regionali.

Non solo i dirigenti scolastici decideranno unilateralmente chi assegnarvi, compresi docenti di discipline diverse e personale di ruolo con decenni di anzianità, ma ora si scopre che gli uffici periferici del Miur stanno facendo a gara anche per cambiare la fisionomia dei posti richiesti dagli istituti, al fine di trovare una collocazione al personale docente soprannumerario.

A far emergere l’anomalia è stamane Orizzonte Scuola: “Perché – scrive – gli organici quest'anno cambiano in continuazione? Per far posto agli esuberi. Anche se non c'è una indicazione ufficiale, questa sembra essere l'indicazione e il modo in cui si è proceduto in Sicilia e in Campania ce lo conferma. In Sardegna il caso "anomalo" riguarda – ci riferiscono alcuni docenti – il potenziamento della classe C270, in esubero da più di un decennio. In data 26 luglio sono state pubblicate, dall'USP di Cagliari, le rettifiche alle operazioni di mobilità e il 27 luglio è stato pubblicato i il decreto del 21 luglio con allegati relativi al nuovo organico di diritto. Ma i posti di potenziamento – si chiedono dalla rivista specializzata – non dovevano essere richiesti e motivati dalle amministrazioni scolastiche?”.

Oramai le esigenze di assegnazione dei docenti soprannumerari hanno avuto la precedenza su tutto. Pure sulle regole più elementari, che sino allo scorso anno non erano state toccate. Ora, invece, con l’autonomia della Buona Scuola vale tutto: “può succedere pertanto – ha scritto sempre Orizzonte Scuola – che un posto di A050 sull'organico di diritto venga trasformato in posto di A019 (sull'organico di potenziamento), riassorbendo così l'esubero. Il posto di A050, tuttavia, non scompare ma cambia natura, ossia si trasforma in posto sull'organico di fatto, da assegnare quindi a supplenza”. È chiaro, non bisogna essere esperti di normativa, che non è la stessa cosa.

“Siamo arrivati al punto – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che se un istituto ha chiesto con priorità un docente di potenziamento con determinate caratteristiche, si ritrova sempre più spesso un insegnante diverso. Anche laddove vi siano docenti abilitati in quella materia, disposti a coprirla. L’ordine che arriva da Viale Trastevere è, evidentemente, quello di dare la priorità assoluta all’assegnazione dei soprannumerari. In barba ad esigenze didattiche, Ptof e organi collegiali che hanno fornito indicazioni precise e motivate. Se questa è la scuola della qualità, che mette al centro l’allievo e l’offerta formativa, allora al Miur farebbero bene a fermare tutto e porsi qualche domanda”.

Anief lo ha detto da tempo: dopo la riforma, si sta andando verso un modello di scuola dove nessuno è più titolare della propria cattedra. Sarebbe stato più onesto ammettere che il potenziamento serviva in via preliminare per far tornare i conti su organici e consuntivi da presentare al Mef. Senza scomodare e oberare di lavoro organi collegiali e dirigenti scolastici, con le loro richieste che, sempre più spesso, risultano oggi disattese. Se a questo aggiungiamo il caos delle ultime ore, venutosi a determinare con la difficoltosa assegnazione dei 50mila docenti di scuola dell’infanzia e primaria sugli ambiti territoriali, ci rendiamo conto del livello di improvvisazione raggiunto da chi governa oggi la scuola italiana.

“Noi, come Anief – continua Pacifico – abbiamo però la coscienza a posto: avevamo avvisato Governo e amministrazione scolastica chiarendo loro a cosa sarebbero andati incontro. Lo stesso non si può dire per chi ci ha portati a questo: se anche oggi il Sole 24 Ore, che non ci risulta faccia strenua opposizione al Governo, sostiene che sul caos dei trasferimenti della scuola dell’infanzia su ambito, il Miur non deve limitarsi alle scuse e “sarebbe carina anche una spiegazione”, ci rendiamo conto che siamo arrivati ad un punto di non ritorno”.

“Polemiche a parte, è un dato oggettivo che ad un anno dalla fallimentare riforma ci ritroviamo con tanti soprannumerari da sistemare a tutti i costi e 100mila neo assunti in balìa di un ‘cervellone’ ministeriale chiaramente non in grado di governare la loro assegnazione definitiva perché frettolosamente incrociata con la fase interprovinciale dei vecchi assunti e su tutti i posti vacanti e disponibili. Non vogliamo essere facili profeti, ma la parte più corposa di errori e dei reclami deve ancora arrivare: ne riparleremo tra qualche ora, quando – conclude il sindacalista Anief-Cisl – verranno pubblicati i movimenti della scuola primaria su ambito territoriale”.

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