Anief, Organici e tempo scuola insufficienti, due piaghe da superare già con la Legge di Bilancio

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Comunicato Anief – Riempire gli enormi “buchi” di organico del personale scolastico e predisporre una quota aggiuntiva per incrementare il tempo scuola e i cicli d’istruzione, al fine anche di ridurre la dispersione scolastica.

È questo il filo conduttore che ha portato il sindacato Anief a presentare una serie di emendamenti presentati al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586, ora all’esame della V Commissione del Senato.

Le richieste vanno dall’utilizzo razionale di posti liberati con “Quota 100” alla cancellazione dell’organico di fatto; dal miglioramento del rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi al ripristino dell’insegnamento per moduli nella scuola primaria; dall’avvio dell’Educazione motoria nella scuola primaria all’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni; dall’insegnamento curricolare dell’educazione civica all’attivazione dei posti in organico profilo AS e C del personale ATA, di un corso di formazione rivolto al personale, della mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali, sino al ripristino di organici adeguati e di supplenze senza gli attuali vincoli.

Sono molte e tutte ampiamente motivate le richieste sindacali di modifica della manovra di bilancio, nelle parti in cui si affronta il problema degli organici del personale, fortemente ridotti e quindi da rimpolpare il prima scuola, e del tempo scuola che a seguito delle ultime riforme ha subìto un decremento che è alla base del mancato arretramento della dispersione scolastica.

Tra le disposizioni rivendicate dal sindacato figurano quelle di accantonare i posti lasciati liberi dal personale che ha lasciato anticipatamente il lavoro attraverso “Quota 100”, cancellare l’organico di fatto, ad iniziare dai posti in deroga di sostegno e delle sezioni primavera; di migliorare il rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi; di ripristinare l’insegnamento per moduli nella scuola primaria, rifacendosi al modello vigente fino alla Legge 133/08, anche sulla base dei deludenti risultati indicati nei rapporti PIRLS sulle capacità di lettura e sui processi di apprendimento degli alunni del primo ciclo; di introdurre in modo obbligatorio e istituzionale la pratica dell’Educazione motoria nella scuola primaria; di estendere l’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni anziché a 6 anni.

Sempre nello stesso ambito, il giovane sindacato ha chiesto di introdurre l’insegnamento curricolare dell’educazione civica, intesa come disciplina autonoma e non inglobata in altre materie; attivare i posti in organico profilo AS e C del personale ATA, prevedendo in questo modo la possibilità, prevista da diversi anni nel contratto collettivo nazionale di categoria, di fare elevare professionalmente assistenti e collaboratori scolastici; di prevedere anche un corso di formazione rivolto al personale, la mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali. Infine, sempre per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, Anief chiede di ripristinare gli organici su livelli numerici decisamente maggiori degli attuali e l’attivazione di supplenze senza gli attuali vincoli, a iniziare dalla riattivazione delle supplenze brevi sin dal primo giorno di assenza del titolare.

DISEGNO DI LEGGE

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022

AS 1586

Emendamenti all’articolo 28

28.14.13

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“Allo scopo di assicurare la copertura dei posti rimasti vacanti e disponibili a seguito della cessazione dal servizio del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario collocato a riposo in applicazione della riforma della “quota 100”, nonché allo scopo di corrispondere alle legittime attese di coloro che sono inclusi a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato, è accantonato, distinto per tipologia, per classe di concorso e per provincia, un numero di posti pari a quelli rimasti vacanti e disponibili successivamente alla chiusura delle procedure di formalizzazione dell’organico, di attuazione della mobilità territoriale e professionale e di immissione in ruolo del personale docente in riferimento all’anno scolastico 2019-2020. Il suddetto numero di posti accantonati sarà sottratto a tutte le operazioni di mobilità e di nomina in ruolo relative all’anno scolastico 2020-2021 e sarà attribuito con decorrenza giuridica 2019/20 e decorrenza economica 2020/21 a coloro che avevano titolo alla nomina in ruolo già in relazione all’anno scolastico 2019/20.”

Motivazione [recupero posti quota 100] La procedura di pensionamento con Quota 100 è più complessa di quella ordinaria per raggiungimento del limite d’età, poiché ogni caso deve essere verificato dall’INPS, che ha il compito di accertare la sussistenza del diritto alla pensione e poi darne comunicazione all’amministrazione di appartenenza. Nel 2019, primo anno di applicazione, troppe volte è accaduto che la comunicazione dell’esito positivo da parte dell’INPS agli uffici periferici del MIUR è pervenuta successivamente alla data di chiusura del sistema informativo per la gestione dell’organico e della mobilità, che non era stata opportunamente raccordata.

28.14.14

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“Nella definizione delle piante organiche di cui all’articolo 6 e del capo terzo del decreto legislativo30 marzo 2001, n. 165 e del capo secondo del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, per il settore scolastico, è previsto, a partire dall’a. s. 2020/2021, l’adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto in assenza di ragioni sostitutive e in presenza di posti in deroga su sostegno assegnati per coprire effettive esigenze, anche sui posti relativi alle sezioni primavera attivati ai sensi dell’art. 3, comma 2, lettera b) del decreto legislativo n. 65 del 17 aprile 2017, e la revisione dei criteri di assegnazioni degli organici alle istituzioni scolastiche di cui al decreto del presidente della repubblica 20 marzo 2009, n. 81 e all’articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133, da sottoporre alla Conferenza Stato – Regioni, in base alle effettive esigenze del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio o ancora depresse economicamente.”

Motivazione [adeguamento organico di fatto a organico di diritto anche sui posti in deroga di sostegno e per le sezioni primavera nonché alle effettive esigenza della comunità]: la modifica interviene in vista dello sblocco delle assunzioni sul 100% del turnover e per garantire maggiore efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, grazie all’adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto per il funzionamento degli uffici pubblici – in particolar modo nella Scuola dove i posti in deroga sul sostegno costituiscono oggi più del 40% della pianta organica – e le sezioni primavera sono state inserite dal legislatore come dotazione organica ordinaria.

28.14.15

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“L’articolo 64, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è sostituito dal seguente:

Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 sono adottati interventi e misure volti a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2022/2023».
All’onere derivante dall’attuazione della disposizione di cui al comma 1, pari a 338.500.000 euro per l’anno 2019, a 1.180.000.000 di euro per l’anno 2020, a 1.715.100.000 euro per l’anno 2021 e a 2.130.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2022, si provvede:
– quanto a 338.500.000 euro per l’anno 2019, a 1.180.000.000 di euro per l’anno 2020 e a 1.715.100.000 euro per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero;- quanto a 2.130.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2022, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvede ad apportare modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, ai fini di prevedere nuovi criteri per la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto dei seguenti princìpi:1) prevedere che la dotazione organica complessiva definita annualmente sia a livello nazionale che per ambiti regionali si basi, altresì, sulla distribuzione degli alunni nelle classi e nei plessi diminuendo il rapporto medio, a livello nazionale, alunni/classe di 0,40, da realizzare nel triennio 2019-2021;

2) prevedere il divieto di costituire le classi iniziali delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, comprese le sezioni della scuola dell’infanzia, con un numero di alunni superiore a 22, elevabile fino a 23 qualora residuino resti;

3) prevedere l’obbligo di costituire le classi iniziali delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, anche dell’infanzia, con non più di 20 alunni nel caso accolgano alunni con disabilità.”

Motivazione [Rapporto alunni-docenti e formazione delle classi]: il miglioramento del rapporto alunni/docenti avrà ricadute positive sulla didattica e sull’apprendimento degli alunni e consentirà di assicurare agli studenti ambienti idonei allo svolgimento delle attività, laboratori e aree comuni di condivisione. Ridurre il numero massimo di alunni per classe garantisce inoltre sicurezza, igiene e vivibilità degli ambienti di apprendimento. Rivedere il rapporto tra alunni e docenti è necessario altresì in vista della piena integrazione degli studenti disabili, spesso inseriti in classi composte da più di 20 allievi, in deroga a quanto previsto dall’attuale normativa. La norma ripropone quanto previsto nel disegno di legge AC 877 a firma dell’on. Azzolina con le relative coperture finanziarie lì definite.

28.14.16

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“A decorrere dall’a. s. 2018/2019, a partire dalle prime classi della scuola elementare è ripristinato l’insegnamento per moduli di cui alla legge 5 giugno 1990, n. 148. Conseguentemente, è abrogato l’articolo 4 della legge 30 ottobre 2008, n. 169. Con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è riprogrammata progressivamente negli anni successivi la dotazione organica del personale docente. Per la copertura degli oneri derivanti dal presente intervento, si dispone del fondo di cui all’articolo 1, comma 613 della legge 29 dicembre 2017, n. 205.”

Motivazione [Ripristino insegnamento per moduli scuola elementare]: i rapporti PIRLS sulle capacità di lettura e sui processi di apprendimento dei bambini della scuola elementare dimostrano peggiori risultati dopo il passaggio all’insegnante unico a partire dal 1 settembre 2009, e alla scomparsa dell’insegnante specialista di lingua inglese. La copertura finanziaria è garantita dal fondo di cui al comma 200 articolo 1 della legge 23 dicembre 2014 n. 190.

28.14.18

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“Sono reintrodotte le disposizioni di cui all’articolo 1 Legge 20 gennaio 1999, n. 9, con gli opportuni adeguamenti normativi, in merito all’innalzamento dell’obbligo scolastico a diciotto anni. Nel decreto del presidente della repubblica 20 marzo 2009, n. 89, all’articolo 4, commi 1 e 2, le parole “sei” sono sostituite con “cinque”.”

Motivazione [estensione obbligo scolastico a diciotto anni e anticipo obbligo scolastico a 5 anno] considerati i dati sulla dispersione scolastica, l’aumento dei neet, la scarsa percentuale di giovani che conseguono un diploma terziario si ritiene necessario investire sulla formazione del capitale umano e innalzare l’obbligo formativo a diciotto anni per dotare gli studenti di quel bagaglio di competenze che potrà sostenerli nella ricerca di un lavoro di qualità e nella formazione universitaria. Anticipare l’obbligo scolastico a 5 anni, introducendo una classe ‘ponte’ che preveda la compresenza dei maestri dell’infanzia con quelli della scuola primaria, all’interno di una rinnovata programmazione e organizzazione degli spazi d’aula consentirebbe di valorizzare l’esperienza educativa dei bambini di cinque anni collocandola in continuità con l’apprendimento del percorso di formazione successivo: nell’era della tecnologia ‘spinta’, infatti, i bambini già in tenerissima età “sono immersi nella Rete” ed occorre adeguarsi alle loro richieste “di orientarsi, imparare e apprendere.

28.14.19

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“È ripristinato, per ciascun ordine di scuola, il tempo scuola previgente a quanto previsto dalle disposizioni seguite all’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Conseguentemente, a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, è attivato come materia curricolare l’insegnamento di educazione civica di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92 con un monte ore annuale di almeno 33 ore per la scuola secondaria di primo grado e di 66 ore nella scuola secondaria secondo grado, in deroga alle limitazioni di organico ivi previste.”

Motivazione [introduzione dell’insegnamento curricolare di educazione civica]: la norma introdurre dare la dignità di disciplina all’insegnamento della materia recuperando il monte di 4 ore settimanali ridotto dall’attuale normativa nell’ultimo decennio.

28.14.20

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“È prevista l’attivazione, a partire dall’a. s. 2020/2021, dei posti relativi al profilo AS dei coordinatori dei collaboratori scolastici e del profilo C professionale dei coordinatori amministrativi e tecnici, al fine dell’indizione delle procedure per la mobilità professionale e dei passaggi verticali di cui all’art. 4, comma 3 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del Comparto Scuola del 3 dicembre 2009. A tal fine, entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge, è rideterminato l’organico del personale ATA come disciplinato dal Decreto interministeriale del 22 giugno 2019, ed è pubblicata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca l’Ordinanza con cui si autorizzano le procedure relative ai passaggi d’area da una inferiore a quella superiore dei collaboratori scolastici e degli assistenti tecnici e amministrativi, per l’a. s. 2020/2021. Nello stesso decreto, sono disciplinate le modalità per la formazione del personale che ha partecipato alle precedenti procedure indette con Decreto Direttoriale n. 979 del 28 gennaio 2010, al fine del collocamento in una graduatoria utile per l’assunzione nel nuovo profilo su posti vacanti e disponibili prima dell’attivazione delle nuove procedure. Per la copertura degli oneri derivanti dal presente intervento, si dispone del fondo di cui all’articolo 1, comma 613 della legge 29 dicembre 2017, n. 205.”

Motivazione [Attivazione posti in organico profilo AS e C del personale ATA, corso di formazione, mobilità professionale graduatorie 2010 e indizione nuove procedure]: dal 1994 sono stati individuati i profili di coordinatore tecnico e amministrativo delle segreterie, peraltro previsti dal legislatore ma mai attivati. Inoltre non sono mai stati organizzati i corsi di formazione dei dipendenti di ruolo graduati che hanno partecipato ai passaggi verticali nel 2010 e che pertanto non sono mai stati assunti nella qualifica superiore, mentre si rende necessario una nuova procedura su tutte i profili attivabili in base ai molti posti vacanti e disponibili. La copertura finanziaria è garantita dal fondo di cui al comma 200 articolo 1 della legge 23 dicembre 2014 n. 190 incrementato dal presente provvedimento.

28.14.21

Dopo il comma 16, inserire il seguente:

“Sono abrogati il comma 2 dell’articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133 e il comma 333 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190.”

Motivazione [ripristino organici e supplenze personale ATA] per un corretto svolgimento dei servizi scolastici è urgente il ripristino del taglio degli organici nonché l’abrogazione del divieto a conferire supplenze brevi per il personale ATA. Attualmente la carenza di personale amministrativo e ausiliario mette in seria difficoltà le scuole anche rispetto alla possibilità di garantire standard minimi di funzionalità, come l’apertura e la chiusura degli edifici scolastici, lo svolgimento delle normali attività amministrative, un’efficace attività di vigilanza per tutelare la sicurezza degli alunni e in generale dei luoghi di lavoro.

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