Anief: ora il rientro in classe, subito dopo i concorsi

Anief – C’è anche quello di religione ma ancora Anief aspetta di sapere cosa è stato concordato e intanto l’anno inizia con il record di precari. Serve una soluzione urgente che sarà presentata dal giovane sindacato nell’ultimo decreto legge l’avvio delle lezioni. Stabilizzare i precari con 36 mesi è la parola d’ordine.

Appena terminate le complesse operazioni di ritorno a scuola, la macchina organizzativa dell’amministrazione scolastica si sposterà sui tanti concorsi da svolgere. Lo ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riferendo in Aula sulle modalità di ripresa dell’anno scolastico. “Il tema dell’organico è centrale per la scuola – ha assicurato la ministra -. Partiamo dai concorsi. Abbiamo bandito 78 mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo già a partire dal prossimo mese di ottobre, per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Come noto, avrei voluto farli prima. Ma ci siamo quasi”. Ha quindi assicurato che è in via di definizione la procedura “per lo svolgimento del concorso ordinario finalizzato al reclutamento dei docenti di religione”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Auspichiamo che i concorsi si possano svolgere il prima possibile ed evitando immotivate esclusioni a priori dei candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che prevedono le norme vigenti. Inoltre, non ci stancheremo mai di chiedere l’emanazione di un decreto ad hoc che sblocchi l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. E di chiedere un concorso riservato poiché dopo tanti anni non possono rischiare di andare in pensione da supplenti per colpa delle burocrazie e delle scelte sbagliate di chi governa la scuola pubblica”.

La ministra dell’Istruzione ha ben chiara l’importanza dei concorsi ai fini del reclutamento nella scuola. Quelli già programmati sono dei “concorsi – ha detto Lucia Azzolina – che valorizzeranno l’esperienza dei docenti con più annualità di servizio alle spalle, e che, al contempo, permetteranno ai giovani che vogliono cominciare a insegnare e che da diversi anni attendono queste procedure di cimentarsi e ottenere l’agognato ruolo. Abbiamo avuto oltre 76 mila domande di partecipazione per il concorso ordinario di infanzia e primaria, più di 430 mila per la secondaria di I e II grado. Mentre sono circa 64 mila le domande di partecipazione presentate per la procedura straordinaria per l’immissione in ruolo di docenti per la scuola secondaria di I e II grado, con almeno tre annualità di servizio”.

“Inoltre, proprio in queste settimane, il Ministero dell’istruzione, grazie ad un apposito Tavolo costituito con la Conferenza episcopale italiana, sta proficuamente lavorando alla definizione dell’Intesa per lo svolgimento del concorso ordinario finalizzato al reclutamento dei docenti di religione. Sarà presto bandito, come previsto dal decreto n. 126/2019. Abbiamo voluto – ha concluso Azzolina – concorsi selettivi, come impone la Costituzione, diversificati, certo, per dare a chi ha anni di insegnamento alle spalle il giusto riconoscimento del percorso fatto, ma seri”.

RISERVATO ALLA SECONDARIA

Sono quindi tre i concorsi già predisposti e regolamentati che attendono solo le condizioni epidemiologiche più favorevoli per essere svolti e al termine dei quali verranno assunti quasi 80 mila nuovi insegnanti. Per il primo, quello riservato ai docenti con esperienza diretta, le domande di partecipazione sono state 64.000 per 32.000 posti, suddivisi per regioni: tutti i docenti che supereranno la prova scritta con almeno 7/10 potranno conseguire l’abilitazione. Di questi, 32.000 posti circa 22.000 sono già stati accantonati per l’anno scolastico 2020/21. I docenti che si collocheranno in questi posti avranno la retrodatazione giuridica del ruolo al 1° settembre scorso. La prova scritta si svolgerà presumibilmente ad ottobre. Le nomine in ruolo avverranno quindi a partire dall’anno scolastico 2021/22 anche oltre i tre anni inizialmente individuati, fino allo scorrimento totale delle graduatorie che si andranno a formare.

ORDINARIO PRIMARIA E SECONDARIA

Sono poi già pronti i concorsi ordinari, sia della scuola d’infanzia e primaria sia della secondaria. La prima prova, presumibilmente sarà quella preselettiva, che si svolgerà qualora il numero dei candidati risulti superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250: i tempi, anche per lo svolgimento delle prove, non dovrebbero essere lunghi.

IL CONCORSO DIMENTICATO

Un discorso a parte merita, purtroppo, il concorso di religione: l’ultimo è stato attuato addirittura nel 2004 e oltre 2.000 idonei (molti dei quali hanno ben 30 anni di servizio) continuano ad essere oggi precari, non avendo beneficiato di una graduatoria a scorrimento. A questi si aggiungono oltre 10.000 precari storici abilitati per i quali è stata prevista una forma di reclutamento riservata solo al 20 per cento. Il sindacato ribadisce la necessità di procedere con urgenza ad una fase di immissioni in ruolo, nelle more dell’espletamento del nuovo concorso ordinario sul quale c’è stato nel frattempo pure il consenso della Conferenza episcopale italiana e alla pubblicazione di un concorso riservato per chi ha 36 mesi di servizio.

LE RICHIESTE DELL’ANIEF

Il giovane sindacato ricorda che la scuola ha estremo bisogno di assumere dalle graduatorie di merito dei concorsi, come da quelle d’Istituto e ora provinciali. Avere deciso di puntare tutto sulle prime e di non procedere con le seconde, che invece la Commissione UE ritiene attuabili per non incorrere nell’abuso di precariato, è la decisione alla base dei 250 mila posti rimasti scoperti che quest’anno verranno assegnati con supplenza annuale. È una logica sbagliata, la stessa che ha prodotto precariato in eccesso tra il personale Ata, tra i Dsga, con i ‘facenti funzione’ abbandonati al loro destino, gli educatori, gli stessi docenti di religione e diverse altre figure professionali rimaste al palo.

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