Anief: nonostante immissioni in ruolo, precarietà rimane male endemico scuola italiana

di redazione
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comunicato Anief – Come riporta Orizzonte Scuola, le immissioni in ruolo volgono ormai al termine, “sebbene il Miur abbia cambiato più volte la tempistica, considerati i ritardi di alcuni Uffici periferici. La data ultima, secondo l’avviso del 7 agosto, per le operazioni di assegnazione degli ambiti ai neo immessi è l’8 agosto p.v”. Ma, inutile dirlo, è già polemica.

Infatti, un posto su sei rimane scoperto a Milano dopo le assunzioni per il mancato aggiornamento e inserimento nelle Gae; “In provincia di Milano la carenza di docenti si fa sentire. Terminato il giro di convocazioni, restano scoperte ancora numerose cattedre. Secondo i dati diffusi da provveditorato, alle medie resteranno nelle mani dei precari una cattedra su due, mentre alle superiori una su cinque. Copertura totale invece per l’Infanzia, così come per la primaria. Particolare carenza per quanto riguarda il sostegno e la matematica alle medie”.

Per il personale Ata non viene coperta neanche la metà del turn over, per non parlare dell’organico di fatto. Restano scoperte più di mille presidenze nonostante i ricorsi pendenti da poter sanare. Semaforo rosso per i Dsga con più di 1.700 nuove reggenze. Soltanto un posto vacante su dieci assegnato agli educatori.

“Altro che trionfo – dichiara stupito Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal -. La precarietà rimane un male endemico della scuola italiana, vuoi perché non viene coperto neanche il turn over come per il personale Ata – assunzioni comunque sbloccate grazie alla class action promossa da Anief al Tar Lazio a cui chiederemo il raddoppio delle nomine – o non viene trasformato tutto l’organico di fatto in diritto (al di là della costituzione di cattedre orarie dagli spezzoni) o ancora perché il Miur si ostina a non aggiornare le graduatorie ad esaurimento, laddove le stesse sono esaurite e non consente al personale abilitato di poter essere assunto nei ruoli dello Stato dopo averlo formato a sue spese”.

“È il caso della regione Lombardia e della provincia di Milano dove si è concentrato il più alto numero di assunzioni per matematica e sostegno, in cui tutte le relative graduatorie di merito e ad esaurimento sono esaurite, e quindi avrebbero potuto inserirsi a pieno titolo quei docenti abilitati con Tfa e Pas che fra qualche mese saranno chiamati come supplenti per scorrimento delle graduatorie d’istituto. E tutto questo perché il Governo non vuole riaprire le Gae e preferisce – quasi in maniera surreale – soccombere in giudizio nelle cause del rito del lavoro sulla violazione del diritto comunitario piuttosto che assumere un giovane insegnante”, continua Pacifico.

“Ora, sarebbe bene porsi alcune domande. Ad esempio, chi le paga queste spese legali? Ovviamente, i cittadini. Per non parlare del concorso a dirigente scolastico, da mesi annunciato con continui ricorsi in tribunale e sanatorie parziali; non riescono a risolvere la catastrofica gestione delle prove concorsuali. E che dire dell’emendamento approvato e poi rimangiato al Decreto Legge ‘Vaccini’, per il no del Tesoro al bando del nuovo concorso per Dsga? Sugli educatori addirittura le assunzioni sono un decimo di quelle previste in organico di diritto. Cosa pretendere di più se non un po’ di buon senso?”, conclude il sindacalista autonomo.

Nel frattempo, questi precari ricorreranno con Anief per ottenere risarcimenti, scatti di anzianità e mensilità estive, e il contenzioso al tribunale amministrativo continuerà il suo corso.

8 agosto 2017

Ufficio Stampa Anief

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