Anief: niente risarcimento per l’abuso dei contratti se già assunti

Comunicato Anief – Così conferma la Cassazione con una recente sentenza (3474/20) quanto già deciso quattro anni fa.

Per gli ermellini l’aggiornamento delle Gae prima e i concorsi e piani straordinari dopo sono le giuste risposte risarcitorie dello Stato italiano alla violazione per l’abuso dei contratti a termini. Ma Anief non ci sta e continua la vertenza in Europa. Dalla Buona scuola a oggi, quasi raddoppiato il numero degli insegnanti supplenti (200 mila) e poche assunzioni per Ata ed educatori, nessuna per Irc.

In 600 mila parteciperanno ai concorsi ordinari in ogni ordine e grado e anche per religione cattolica, e straordinaria per la scuola secondaria per 70 mila delle 200 mila cattedre assegnate in supplenza annuale o al termine delle attività didattiche.

Per il giovane sindacato è evidente come le soluzioni politiche non siano state adeguate alla violazione della normativa comunitaria nonostante pensino il contrario i giudici italiani perché dal 2015 ad oggi è cresciuto in maniera esponenziale il precariato scolastico: nell’ultimo anno è stata superata la quota storica dei 187 mila i supplenti con contratto in scadenza 31 agosto o 30 giugno, a fronte di un organico complessivo di circa 770 mila cattedre. Una parte di loro entra in classe ancora “senza abilitazione, quindi senza formazione specifica per il lavoro che sono chiamati a svolgere”, ricorda la rivista Orizzonte Scuola. E che dire del personale educativo e Ata, abbandonato a se stesso o degli insegnanti di religione cattolica?

La risposta non può che essere una, per Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato: prevedere un nuovo piano straordinario di assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili riservato ai precari con 36 mesi di servizio inseriti nelle graduatorie di istituto e nelle graduatorie Ata 24 mesi entro il 1 settembre. Stiamo parlando di un esercito di lavoratori che continuano a rimanere ai margini della scuola, pur in presenza, considerando i prossimi pensionamenti, di quasi 200 mila cattedre libere. È ora di pensare a modalità innovative che portino alla loro stabilizzazione, anche direttamente da graduatoria d’istituto, utilizzando il nuovo sistema della ‘call veloce’ senza dimenticare gli Ata ed educatori.

La denuncia arriva alla vigilia dell’intervento della ministra dell’Istruzione quando presenterà le Linee programmatiche del suo dicastero e dovrà parlare di reclutamento in audizione, a partire dalle ore 20, davanti alle Commissioni Istruzione del Senato e Cultura della Camera, in seduta congiunta.

I NUMERI

Quanti sono gli aspiranti docenti? Un esercito di più di 600 mila, tra i 30 mila iscritti nelle GaE (di cui 20 mila con riserva perché in possesso di diploma magistrale), i 40 mila chiamati su posti di sostegno senza specializzazione, i 50 mila delle graduatorie regionale di merito ad esaurimento di ogni ordine e grado e nelle GM dell’ultimo concorso ordinario, ; mezzo milione nelle graduatorie d’Istituto, di cui un quinto con non meno di 36 mesi di servizio; senza dimenticare almeno 100 mila supplenti collocati fuori graduatoria, nelle domande di messa a disposizione dei presidi. A questi numeri impensabili, si aggiungono i 40 mila ata e migliaia di educatori.

LE PROPOSTE DELL’ANIEF

Anief ricorda che è sempre più necessario specializzare sul sostegno: sono oltre 50 mila a chiedere, giustamente, di avere la possibilità di conseguire il titolo di didattica speciale, a seguito dei corsi seguiti presso una struttura universitaria autorizzata. È bene, quindi, allargare la platea di partecipanti ai corsi, anche arrivando a far cadere, almeno in questa fase di estrema esigenza, l’accesso a numero chiuso.

Sulle procedure di abilitazione e concorsuali, da rendere “stabili nel tempo”, Anief chiede correzioni immediate al decreto scuola, la Legge 159/2019, che prevedano un allargamento della platea dei partecipanti alle procedure selettive riservate, anche di altre figure professionali non previste. A questo scopo, sarebbe utile approvare gli emendamenti chiesti dall’Anief al decreto Milleproroghe e che saranno presentati in Senato.

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