Anief, per sostegno confermati 37.400 posti in deroga

di redazione
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ANIEF – Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Ida Mendicino e Alberto Agusto hanno ottenuto nuovamente ragione presso il Tribunale di La Spezia con la condanna del Miur al ripristino del dovuto monte ore di sostegno necessario al corretto sviluppo dell’alunno, superando i vincoli di ore imposti dagli Uffici scolastici regionali e giustificati da “ragioni di bilancio” che nulla hanno a che fare con il rispetto del diritto all’istruzione e all’inclusione degli alunni disabili.

 Il nuovo provvedimento ottenuto dai legali Anief, infatti, rileva come, sulla questione, sia già intervenuta la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 25011/2014 stabilendo che “una volta che il piano educativo individualizzato, elaborato con il concorso determinante di insegnanti della scuola di accoglienza e di operatori della sanità pubblica, abbia prospettato il numero di ore necessarie per il sostegno scolastico dell’alunno che versa in situazione di handicap particolarmente grave, l’amministrazione scolastica è priva di un potere discrezionale, espressione di autonomia organizzativa e didattica, capace di rimodulare o di sacrificare in via autoritativa, in ragione della scarsità delle risorse disponibili per i servizio, la misura di quel supporto integrativo così come individuato dal piano, ma ha il dovere di assicurare l’assegnazione, in favore dell’alunno, del personale docente specializzato, anche ricorrendo – se del caso, là dove la specifica situazione di disabilità del bambino richieda interventi di sostegno continuativi e più intensi – all’attivazione di un posto di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni, per rendere possibile la fruizione effettiva del diritto, costituzionalmente protetto, dell’alunno disabile all’istruzione, all’integrazione sociale e alla crescita in un ambiente favorevole allo sviluppo della sua personalità e delle sue attitudini”.

 

Viene, dunque, ribadito che in materia di servizio di sostegno scolastico le decisioni da parte delle Amministrazioni devono essere improntate nel pieno rispetto del PEI “atteso che il piano in questione provvede a stabilire il numero di ore di sostegno necessario a garantire una corretta formazione all’alunno disabile” e che una qualsiasi “contrazione del diritto fondamentale del disabile all’attivazione, in suo favore, di un intervento corrispondente alle specifiche esigenze rilevate, non accompagnata da una corrispondente contrazione dell’offerta formativa riservata agli altri alunni normodotati, costituisce una discriminazione indiretta vietata dalla legge (il comportamento omissivo dell’amministrazione pubblica preposta all’organizzazione del servizio scolastico avendo l’effetto di porre il bambino con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto agli altri alunni)”.
“A un’amministrazione che si arroga il diritto di ‘risparmiare’ sulle spalle degli alunni più deboli – commenta Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – noi abbiamo risposto prestando il nostro impegno e il nostro lavoro per la tutela dei loro diritti e per ripristinare la legalità e il rispetto di precetti di rango costituzionale. La nostra iniziativa ci rende orgogliosi a ogni vittoria riportata in tribunale contro il Miur per ripristinare la legalità; è un’azione doverosa che il nostro sindacato ha ritenuto di dover promuovere schierandosi, come sempre, in prima linea dalla parte del Diritto”. L’Anief, nel ribadire il proprio impegno a tutela dei diritti degli alunni con disabilità con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, ricorda che, in caso di inadempienze sulla corretta attribuzione delle ore di sostegno, le segnalazioni (da parte delle famiglie, dei docenti, dei dirigenti scolastici e del personale tutto) possono essere inviate scrivendo a [email protected]

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