Anief. Lavoratori fragili dimenticati, servono più tutele e il pensionamento a 61 anni

La dimenticanza dei lavoratori fragili della scuola negli ultimi protocolli istituzionali sul rientro a scuola non può passare sotto traccia.

Secondo il presidente nazionale Anief “è vero che è intervenuta la norma che ha corretto la definizione stessa di lavoratore fragile, solo che ora non si parla più dell’over 55 ma di essere affetto di alcune patologie croniche che sono e che potrebbero portare, vista la diffusione del Covid, ad un peggioramento irrimediabile dello stato di salute. E ad oggi dal ministero dell’istruzione e dal ministero della sanità – ha continuato il leader dell’Anief – non sono giunte istruzioni specifiche per il personale della scuola, un  personale che nel 40% dei casi è over 55, e in più del 60% è over 50”.

Pacifico torna quindi a ricordare che “l’insegnamento porta più burnout”, poiché crescono le patologie derivanti dallo stress da cattedra: “dobbiamo svecchiare anche la classe docente ed in generale tutto il personale della scuola. In tutto questo, il decreto agostano n.104 addirittura elimina il personale amministrativo da quello smart working che è invece permesso in tutte le altre amministrazioni. Anche su questo – conclude il sindacalista autonomo – abbiamo espresso i nostri dubbi, perché riteniamo che per il personale amministrativo ci siano dei compiti lavorativi che si possono realizzare da casa” in determinate condizioni.

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