Anief: la CEI dia risposte alle motivate preoccupazioni degli insegnanti di religione

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Alessandro Manfridi Referente ANIEF IRC – La Presidenza della CEI, riunitasi in sessione straordinaria online il 17 agosto, riflette nel primo punto al suo ODG sulla situazione relativa agli insegnanti di religione cattolica. Recepiamo la dichiarazione di profonda stima che i presuli affermano di avere per i docenti di religione cattolica.

I sentimenti della Presidenza della CEI riportati nella Nota del 18.08.2021 riferiscono: “attenzione, preoccupazione, vicinanza e solidarietà”.

 

Anief, che incontrò a Roma il Direttore dello Snirc il 19 febbraio 2020, con delegazione guidata dal Presidente Pacifico, aveva già fatto presente le problematiche che un eventuale concorso ordinario avrebbero comportato per i docenti non stabilizzati da anni e da decenni.

Data l’Intesa sottoscritta tra la CEI e il Ministero dell’Istruzione il 14.12.2020 in ordine alla realizzazione del concorso e il DPCM dello scorso 20 luglio che autorizza il Ministero stesso a provvedere alla realizzazione del bando concorsuale, le preoccupazioni dei docenti di religione sono più che fondate e i loro Vescovi devono non solamente accoglierle con “vicinanza e solidarietà” ma recepirle come fondate sul reale rischio di perdita del posto di lavoro di due insegnanti su tre, come dice la lettura dei numeri, con conseguente ricaduta sulle loro famiglie.

Anief dunque chiede una reale e responsabile attenzione verso questa pesante situazione.

Ci permettiamo, nel nome dei colleghi di religione, di smentire qualsiasi fiducia riposta in un Tavolo tra Snirc e Ministero dell’Istruzione che non apra alle proposte sindacali che da mesi e da anni sono state presentate agli stessi.

URGE UNA PROCEDURA STRAORDINARIA DI STABILIZZAZIONE DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE PRECARI CHE SIA NON SELETTIVA, PER TITOLI E SERVIZIO E PRECEDA IL CONCORSO ORDINARIO AUTORIZZATO DAL DPCM.

Si proceda a questa o si rimandi quello.

In caso contrario, insegnanti a servizio delle Scuole Italiane di ogni ordine e grado, formati e proposti dalla CEI per l’insegnamento della religione cattolica, anche con oltre vent’anni di docenza, potrebbero dover restare a casa.

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