Anief incontra ministro Dadone sul memorandum della PA. Proposte per Scuola, Università, Ricerca e Afam

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Anief – L’intervento di Chiara Cozzetto della segreteria nazionale dopo quello del segretario confederale Cisal Velardi ha riguardato i temi del reclutamento, degli organici, dei profili professionali di tutto il personale del comparto istruzione e ricerca. Dal MEF possibile apertura su nuove risorse da destinare nel DEF per il rinnovo dei contratti.

Pacifico (presidente Anief): “Bene, ma chiediamo un impegno preciso del Governo ad investire un punto più di PIL entro il triennio nel settore della conoscenza per raggiungere la media europea. Ad oggi spendiamo l’8% rispetto al 30% della previdenza ed ammortizzatori sociali. Bisogna lottare e sconfiggere la piaga della precarietà con la ridefinizione degli organici di diritto, la stabilizzazione di tutto il personale con 24 mesi di servizio su posti vacanti, nuovi profili professionali rispondenti al lavoro di ogni professionalità impegnata. Come sindacato, siamo pronti a partecipare a tavoli politici per spiegare le nostre proposte e soluzioni per una PA più efficiente.”

Anief tiene preliminarmente a ringraziare il Ministro della Pubblica Amministrazione On. Fabiana Dadone per la convocazione che consente la prosecuzione del confronto del Governo e del Parlamento con le Parti Sociali.

Risulta indispensabile evidenziare la situazione di assoluta emergenza che vive al momento l’intero comparto Istruzione e Ricerca e porre in essere serie e programmatiche procedure di investimento e di stabilizzazione di tutto il personale. L’intero comparto sta, infatti, attraversando un periodo di vero e proprio svilimento e precarizzazione del lavoro nonostante i numerosi tentativi di intervento del Parlamento nelle passate e nell’attuale legislatura che non appaiono essere né efficaci né, tanto meno, risolutivi.

In particolare, si tiene a enumerare, in sintesi, le criticità rilevate e, nello specifico:

Scuola

Per il personale della scuola la prima delle emergenze da affrontare è legata agli investimenti. Sia per gli ATA, sia per i docenti l’andamento degli stipendi ha visto una perdita consistente del potere di spesa: il rinnovo contrattuale e la parziale indennità di vacanza contrattuale hanno permesso un recupero che non va oltre il 5%, ben lontano dal +14% del costo della vita registrato nell’ultimo decennio. Anief evidenzia l’urgenza di assegnare, inoltre, almeno l’1% progressivo del PIL nei prossimi 3 anni ai settori istruzione, università e ricerca in modo da garantire l’effettiva attuazione di uno sviluppo concreto che riporti l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Scientifica a livelli di eccellenza ormai lontani dalla realtà.

La Commissione Europea ha inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia, “Paese in cui i lavoratori del settore pubblico non sono tutelati contro l’utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato e la discriminazione come previsto dalle norme dell’UE”; la scuola non è esclusa da questa problematica ma risulta essere, anzi, uno dei settori più colpiti.

La stabilizzazione del personale docente della scuola pubblica non può che avvenire attraverso procedure di reclutamento e abilitative straordinarie riservate a quanti hanno già svolto 36 mesi di servizio nella scuola e procedure ordinamentali regolari, di durata annuale, che diano accesso all’abilitazione e successivamente al ruolo a quanti sono in possesso del titolo di accesso all’insegnamento. Per contrastare l’abuso di contratti a termine in violazione di direttive eurounitarie, bisogna prevedere, infatti, la stabilizzazione di quanti hanno già lavorato per 3 anni nello Stato e adeguare, inoltre, con urgenza l’organico – con special riguardo a quello di sostegno – in base alle effettive esigenze rilevate dalle singole scuole senza dimenticare le peculiarità del territorio, la dislocazione, la rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, l’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio o ancora depresse economicamente. Per rispetto dei principi di merito, affidamento, e ragionevolezza presidiati dalla nostra Costituzione, nonché di continuità didattica, è necessario non solo immettere in ruolo con procedure rapide ed efficaci i lavoratori che hanno superato i 36 mesi di servizio, ma anche confermare i contratti a tempo indeterminato del personale immesso in ruolo con clausola rescissoria all’atto del superamento dell’anno di prova, in modo da consolidare situazioni giuridiche già poste in essere e confermare in ruolo personale con professionalità ormai consolidata la cui presenza risulta indispensabile per un corretto funzionamento del settore scolastico.

Per il personale ATA, alla luce del piano di stabilizzazione autorizzato per il personale delle cooperative utilizzato per i servizi esternalizzati si richiede un piano straordinario di assunzione di 40 mila unità o in sub ordine l’estensione della stessa procedura di reclutamento su tutti i posti vacanti e disponibili, senza titolare. Risulta necessario, altresì, assumere anche sui 20 mila posti da attivare nei profili professionali già previsti per AS) e C) dalla normativa, oltre che su un organico di ulteriori 15 mila posti su potenziamento. Risulta necessario garantire l’assunzione dei facenti funzioni dsga anche senza laurea.

Università

Il continuo ricorso alla contrattazione privatistica, per assicurare la costante erogazione dell’attività didattica, sta mettendo a serio rischio l’intera sopravvivenza del settore universitario. Il tutto, calpestando la Carta europea dei ricercatori. Non è un caso se vi sono sempre meno iscritti, troppi studenti fuori corso e un numero altissimo di cultori, assegnisti, dottori di ricerca, ricercatori, verso l’estinzione, e quasi-docenti in perenne attesa di fare il “salto” negli organici accademici.

Tra le proposte dell’Anief:

– per la salvaguardia del potere economico stipendiale nel tempo ai lavoratori, è necessario garantire una progressione economica, che non può essere negata per insufficienza della destinazione delle risorse;

– assorbire l’indennità mensile prevista dall’art. 41, comma 4 del CCNL 27/01/2005 nello stipendio tabellare;

– rivedere l’attuale sistema di finanziamenti di Ateneo (F.F.O.) che danneggia le Università site in territorio economicamente più svantaggiate a tutto vantaggio di quelle più ricche del paese;

– inserire nel prossimo contratto una disciplina che tuteli la mobilità del personale universitario che opera presso le A.O.U. rispettando le professionalità, i livelli salariali e le attività formative;

– per i ricercatori universitari: abrogare la normativa esistente e ripristinare la figura del ricercatore a tempo indeterminato, attivare concorsi per l’assunzione dei ricercatori universitari o in subordine prevedere l’inserimento dei candidati in un albo nazionale da cui gli Atenei possano attingere per l’assunzione.

Ricerca

Negli ultimi anni i governi hanno ritenuto i finanziamenti alla ricerca un costo anziché un investimento e quindi non soggetti a tagli lineari: innumerevoli tagli alla formazione (al CNR da 3 milioni di euro si è scesi a 300 mila/anno) hanno portato ad una importante “fuga dei cervelli” (da noi ben formati) a vantaggio dei nostri competitor.

Bisogna investire sui giovani, creare attrattività programmandone un futuro dignitoso, concreto e competitivo a livello internazionali; valorizzare le professionalità interne agli enti favorendo la mobilità territoriale per potenziare le realtà periferiche.

Tra le proposte Anief:

  • ricostituire specifico comparto di contrattazione (atto di indirizzo mirato);
  • revisione normativa attribuzione incarichi dirigenziali negli EPR attribuibili a ricercatori e tecnologi (incarichi attribuiti in funzione non del ruolo di appartenenza ma in base alle competenze di specifici progetti);
  • equiparazione della dirigenza tecnologica alla dirigenza amministrativa;
  • attivazione mobilità ricercatori enti di ricerca ↔ università;
  • correttivo su trattenute per assenze per malattia;
  • conglobamento nello stipendio tabellare del salario accessorio corrisposto mensilmente in maniera fissa e ricorrente alla generalità dei lavoratori;
  • definizioni voci stipendiali costituenti tfs e tfr;
  • ampliamento platea precari stabilizzabili con art. 20 d.lgs. 75/17.

AFAM

Si assiste a organici bloccati dal 2000 a fronte di uno sviluppo dell’offerta formativa che è passata da 32 Scuole nei Conservatori e 4 specializzazioni nelle Accademie a oltre 110 settori disciplinari per ciascun ramo e con percentuali di crescita degli studenti iscritti (soprattutto stranieri) paragonabili ai tassi di inflazione sudamericani. A ciò si aggiunge l’assenza strutturale di un centro cui affidare la gestione del Sistema e la programmazione e lo sviluppo delle Istituzioni: ad oggi manca da oltre 10 anni il CNAM, manca un’articolazione MIUR dedicata all’AFAM in grado di gestire anche solo l’ordinario

Tra le proposte Anief:

– Il Ritiro del DPR 143/2019 e la sua riscrittura in termini più aderenti alle necessità: del Sistema e del personale precario in servizio da oltre 36 mesi

– La strutturazione di una Direzione generale implementata di forza-lavoro e competenze. Ricostituzione del CNAM e riconoscimento di ruolo e funzioni delle Conferenze, con conseguente chiusura delle esperienze-tampone finora praticate (Commissioni varie non rappresentative)

– L’avvio di investimenti in conto capitale sulle istituzioni, dando finalmente efficacia alle norme sull’edilizia universitaria anche in ambito AFAM.

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