ANIEF: il Parlamento ha la possibilità di riaprire le molte graduatorie esaurite dei precari

di redazione
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Comunicato ANIEF – “Ascoltando ancora una volta la piazza, nel confermare il testo del Milleproroghe licenziato dal Senato, si potrebbe garantire la parità di trattamento tra tutto il personale abilitato, confermare nei ruoli a tempo determinate e a tempo indeterminate i docenti licenziati, coprire un terzo delle immissioni in ruolo andate deserte, portare ordine nell’assegnazione delle supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, senza bloccare i nuovi concorsi”.

Queste le parole di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, che continua affermando come “lo scorrimento delle graduatorie ex permanenti, infatti, rappresenti ancora l’unico strumento riparatorio di anni di precarietà su posti vacanti ma non disponibili per i ruoli, come ha ricordato più volte la Cassazione”.

D’altronde è palese come le GaE servano non soltanto per entrare di ruolo, ma anche per coprire le più di 100 mila supplenze assegnate ogni anno, e non vi è ragione di ricorrere al balletto delle supplenze derivato dalla scelta casuale delle venti/dieci scuole che ogni precario ha fatto per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto, quando invece il suo titolo è valido per insegnare.

“Il Parlamento l’ha capito – continua il sindacalista autonomo – e per ben due volte ha riaperto le GaE a seguito, anche, di manifestazioni partecipate. Il 2 ottobre 2008 si svolse la prima manifestazione davanti il Miur con gli specializzandi del IX ciclo SSIS, i laureati SFP, i corsisti del II ciclo AFAM che chiesero e ottennero con ANIEF un emendamento al decreto-legge n. 137 del 1 settembre (legge 169/08). Trascorsero poi quattro anni e la storia si ripete: nel 2012 fu la volta degli specializzandi del III ciclo AFAM e dei nuovi laureati in SFP; dopo diverse manifestazioni in Viale Trastevere, fu approvato un emendamento al decreto legge n. 216 del 29 dicembre (legge 14/12). Oggi, alla vigilia del sesto sciopero generale dall’inizio dell’anno, sono i docenti abilitati con TFA, PAS, SFP, con diploma magistrale o tecnico professionale, idonei all’ultimo concorso, tutti uniti e pronti a manifestare a Montecitorio, alla ripresa dei lavori parlamentari, l’11 settembre 2018, per difendere un emendamento già approvato al Senato al decreto-legge n. 91 del 25 luglio, che potrebbe essere cancellato dall’attuale maggioranza e che riapre per la terza volta le GaE”.

Anche le altre due volte il Governo Berlusconi e il Governo Monti si sono mostrati contrari a riaprire quelle graduatorie ex permanenti che il Governo Prodi aveva chiuso, ma le istanze provenienti dalla piazza convinsero le loro maggioranze ad approvare gli emendamenti di riapertura presentati dalle opposizioni. Oggi Anief chiede al Governo Conte di prestare lo stesso ascolto e di confermare il medesimo parere favorevole espresso al comma 3-quinquies dell’articolo 6, del decreto-legge Milleproroghe licenziato dal Senato.

“Richiediamo la partecipazione, in massa, di tutti gli interessati: ci teniamo a precisare che il momento è decisivo e bisogna essere coesi: se approvato definitivamente, l’emendamento LeU 6.3 all’art. 6 del decreto legge 91 darebbe modo a migliaia di precari, già entro l’autunno, di avere i contratti di supplenza al termine delle attività didattiche o annuali, proprio dalle graduatorie ad esaurimento e concorrere nei ruoli in surroga rispetto ai posti andati vacanti e disponibili”, conclude il sindacalista autonomo.

Tra le motivazioni che hanno spinto il giovane sindacato a indire lo sciopero ci sono, oltre alla difesa della riapertura delle graduatorie ad esaurimento per tutto il personale abilitato e alla salvaguardia dei ruoli, come da piattaforma di protesta, la richiesta di adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, inclusi i posti in deroga su sostegno, la stabilizzazione del personale precario, l’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili, una revisione globale poi della Buona Scuola, la Legge 107/15, che l’attuale governo ha soltanto scalfito, lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale, l’adeguamento degli stipendi all’inflazione, considerando che la categoria percepisce i compensi più bassi dell’area Ocse, quasi 10mila euro sotto la media Ue, di tutta la PA italiana e addirittura in calo. È lampante come i concorsi previsti dalla Buona Scuola o dal Decreto Dignità non porteranno a una soluzione condivisibile per i 100 mila supplenti impegnati da diversi anni come precari nelle nostre scuole, inclusi i 45 mila maestri e gli altri 7 mila assunti nei ruoli, ma che saranno licenziati il prossimo mese di giugno.

Tutti coloro che intendono dare il loro sostegno alla giornata di mobilitazione possono inviare un’e-mail a [email protected] e comunicare la propria partecipazione all’importante evento

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