Anief: il 2020 sarà l’anno del rilancio della Scuola

Anief – Secondo Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, nel nuovo anno l’ineguaglianza sociale si vince introducendo una tassa globale sovranazionale e con più investimenti su istruzione e sanità.

Per il premier Giuseppe Conte bisognerà migliorare la didattica e, per contrastare la dispersione scolastica, investire sulla professionalità degli insegnanti. Anche secondo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel 2020 occorrerà adeguare gli stipendi degli insegnanti, aumentare l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, concordare con i sindaci l’apertura fino alle 18 di tutti i plessi scolastici nei quartieri.

Anief concorda con le posizioni espresse da economisti e rappresentanti di Governo. Lo stesso spacchettamento del Miur, con l’arrivo dei ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, potrebbe rappresentare la giusta premessa: “Se vogliamo rendere costruttivi consigli e buoni propositi, per il prossimo anno servono più risorse umane e finanziarie, un progetto condiviso per far funzionare meglio i settori della scuola, dell’Afam, dell’Università e della Ricerca, tanto ascolto e confronto, rispetto del lavoro che ogni giorno svolgono oltre un milione di persone per garantire un servizio che la nostra Costituzione prevede: gli stipendi non si aumentano a parole; le scuole non rimangono aperte tutto il giorno senza educatori e sorveglianti. Ben venga anche la proposta di allungare l’obbligo formativo, anche questa non fattibile senza risorse e condivisione. Sono questi gli atti concreti da portare avanti per dare seguito alle parole espresse da economisti, governanti e leader di partito sull’investimento della scuola da considerare come priorità”.

Per superare l’ineguaglianza sociale occorre agire su due fronti: il primo è quello di favorire il coordinamento delle politiche di tassazione dei vari paesi a livello globale, contrastando in questo modo la sempre più difficile tassazione dei ricchi e del capitale “perché questi si spostano più facilmente da un paese all’altro a seconda del diverso livello di tassazione”; la seconda azione da attuare riguarda l’allargamento del campo delle opportunità offerte ai cittadini. La ricetta contro l’ineguaglianza è di Carlo Cottarelli, direttore Osservatorio Conti pubblici Università Cattolica di Milano, dal 1988 al 2013 dirigente del Fondo Monetario Internazionale.

LA “RICETTA” COTTARELLI

Tra le analisi economiche proiettate all’anno che verrà, vale la pena soffermarsi su quella tracciata da uno dei massimi economisti nazionali, che è stato anche commissario straordinario alla spending review per il governo Letta fino al 2014. Cottarelli spiega infatti perché è necessario introdurre “una tassa globale e più investimenti su istruzione e sanità”: “Pubblica istruzione e sanità sono beni essenziali per la costruzione del capitale umano e devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (sappiamo che questo non è il caso in Italia, per esempio). È anche ovvio che politiche volte a rimuovere disparità di ogni altro tipo, soprattutto quelle di genere e quelle relative alle disabilità, sono ugualmente importanti e possono concretizzarsi anche attraverso adeguati strumenti di regolamentazione e di tassazione differenziata. Non si tratta certo di un percorso facile, ma non vedo alternative se vogliamo rendere più accettabile il capitalismo nel XXI secolo”, conclude l’economista.

L’IMPEGNO DEL PREMIER CONTE

Le indicazioni di Cottarelli trovano spazio anche nell’ambiente di Governo. Ad iniziare dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale nel corso del suo discorso alla Camera dei Deputati, prima tappa dell’iter per la fiducia al nuovo esecutivo, ha detto che “per quanto riguarda la scuola occorre intervenire per migliorare la didattica e per contrastare la dispersione scolastica, concentrando i nostri sforzi sulla professionalità dei docenti, ai quali occorre garantire la giusta valorizzazione, anche economica, in linea con quanto accade in altri Paesi europei”.

I BUONI PROPOSITI DI ZINGARETTI (PD)

Anche il segretario dem Nicola Zingaretti, alla vigilia della conclusione dell’anno 2019, lancia le proposte per la scuola del nuovo anno: “Il 2020 – afferma Zingaretti – dovrà essere l’anno di un nuovo vocabolario civile e con politiche di vera ricostruzione. Le proposte per la scuola sono: adeguare gli stipendi degli insegnanti, aumentare l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, concordare con i sindaci l’apertura fino alle 18 di tutti i plessi scolastici nei

quartieri”, ha concluso il leader del Pd.

L’ANALISI DI PACIFICO (ANIEF)

“Il presidente del Consiglio ha l’occasione di avviare una nuova politica sull’Istruzione e sulla Conoscenza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -. Alla scuola, in particolare, serve il potenziamento degli organici; snellire il reclutamento del personale, avendo come priorità l’azzeramento del precariato; investire su formazione, valorizzazione e progressione di carriera del personale”.

In un’intervista pubblicata su Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo chiede su questi temi “un incontro immediato anche prima dell’Epifania per andare a tracciare un’agenda di breve termine, che riguardi quindi interventi da portare a termine nell’anno 2020. Si possono poi affrontare diversi temi: revisione totale dell’ultimo decreto scuola, della legge 107/2015 e della 240/2009, con particolare attenzione a quanto è stato approvato in Europa, in particolare dalla direttiva sul precariato e sull’organizzazione dell’orario di lavoro alla carta europea dei ricercatori. Bisogna rilanciare in questo Paese una società più equa, giusta e solidale e portare l’Italia ad agganciare gli altri Paesi in quanto a sviluppo economico e sostenibile”.

Per realizzare tutto questo, però è fondamentale capire cosa vuole mettere il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’aggiornamento del Documento di economia e finanza: “In base alle risorse stanziate ad oggi, che sono insufficienti, vogliamo da Conte un atto chiaro – dice Pacifico – perché dopo il superamento della crisi che sarebbe scaturita dall’aumento dell’Iva e dopo le politiche economiche del reddito di cittadinanza e quota 100, vogliamo capire se nella prossima legge di bilancio c’è la volontà di aiutare anche i Ministri a portare avanti delle trattative per tradurre in atti di indirizzo quegli aumenti contrattuali, che non possono essere più legati a mera propaganda. C’è bisogno di atti concreti e dunque di risorse economiche che vengono rese disponibili per il rinnovo contrattuale”.

Oltre al rinnovo del contratto, tra le urgenze per il personale della scuola da affrontare nel prossimo anno, il leader dell’Anief ricorda che “a livello sistemico bisogna adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto, specialmente sui posti di sostegno, abbattendo prima di tutto la vergogna del 35% di posti di sostegno assegnati con contratti a termine. Così come nella mobilità, gli attuali paletti dei vincoli quinquennali non tengono conto né del ciclo di studi né della necessaria coniugazione del diritto al lavoro e alla famiglia”.

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