Anief: i concorsi per 80 mila nuovi docenti partiranno ad ottobre. Non dimenticare chi si è fatto le ossa sul campo

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Anief – Il record di insegnanti precari che si toccherà quest’anno – con 250 mila posti rimasti scoperti da assegnare con supplenza annuale – è dettato anche da una pessima gestione dei concorsi pubblici e riservati. L’Anief lo sostiene da quando è nata.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, lo ha confermato. “Di concorsi negli anni se ne sono fatti pochi – ha detto in queste ore -, si sono creati molti precari: ora abbiamo un Governo che vuole puntare sulla qualità della scuola. A ottobre i concorsi si faranno, sono tre in tutto. Si sarebbero dovuti fare questa estate, c’è stato un accordo di maggioranza”.

“Le parole della ministra dell’Istruzione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci confortano, perché la scuola ha estremo bisogno di nuovi insegnanti, considerando l’alta percentuale di posti vacanti e disponibili. Allo stesso modo cogliamo l’occasione per chiedere di modificare le immotivate esclusioni da questi concorsi a priori di tanti candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che indicano le norme in vigore. Rimane necessario, inoltre, bandire il concorso riservato per il reclutamento di oltre 8 mila docenti di religione che da 15 anni si sono fatti carico del servizio senza alcuna opportunità di essere assunti in ruolo. C’è l’accordo di massima con la Conferenza episcopale italiana, seppure solo per una parte, ma non si vede luce. Come va organizzata una procedura diretta per stabilizzare tutti quelli che hanno insegnato su disciplina comune e su sostegno per almeno tre anni, anche non consecutivi: la Commissione Europea lo chiede agli Stati membri da più di 20 anni. Invece ci siamo ostinati a tenere chiuse le GaE e ad assumere solo da quelle di merito, arrivando a dilapidare il 60 per cento delle quasi 85 mila immissioni in ruolo che il Mef quest’anno aveva avallato e finanziato. E nemmeno si è provveduto ad avviare dei corsi abilitanti ordinari rivolti ai docenti della terza fascia d’istituto”.

Uno dei mali cronici della scuola pubblica italiana sono le scelte sbagliate sul reclutamento del personale. Ad iniziare da quello del corpo insegnante: il rallentamento dei concorsi pubblici, che andrebbero banditi ogni biennio ed invece si materializzano ogni 4-5 anni, peraltro pure sbagliati nella forma e nei regolamenti, è uno dei motivi che ha prodotto il numero assurdo di supplenze annuali che gli Uffici scolastici hanno iniziato a conferire in questi giorni e che si protrarranno chissà per quante settimane.

QUANDO SI SVOLGERANNO

Sarebbe bene, quindi, che i tre concorsi in cantiere vengano svolti il prima possibile, ovviamente nelle condizioni di massima sicurezza. A partire da quello della secondaria per 32.000 posti, le cui domande di partecipazione sono state 64.000, con le cattedre già suddivise per regione. Poi, a seguire, prenderanno il via i concorsi ordinari, sia della scuola d’infanzia e primaria, sia ancora della secondaria. La ministra dell’Istruzione, parlando durante “Cartabianca” su RaiTre proprio sui concorsi per i docenti ha detto: “Noi abbiamo deciso di investire sulla qualità della scuola, dando in mano il futuro degli studenti agli insegnanti. Entro ottobre si faranno i concorsi”.

IL SINDACATO COSA DICE

Secondo Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato Anief, “il concorso rimane certamente la via preferenziale per selezionare i candidati alla docenza, ma nello stesso tempo non possiamo dimenticare chi si è fatto le ossa sul campo, formandosi nelle scuole e specializzandosi nelle Università. Glielo dobbiamo, non possiamo abbandonarli. Come anche prevedere una volta per tutte la totale parità di trattamento tra personale precario e quello di ruolo, anche ai fini della ricostruzione di carriera. È la logica che va cambiata, la stessa che è alla base del mancato assorbimento nei ruoli del personale Ata, dei ‘facenti funzione’ Dsga e di tante altre figure professionali che continuano ad essere ignorate”.

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