Anief: grave errore ridurre di un anno il percorso formativo degli studenti, come quello di introdurre gli albi regionali per il reclutamento degli insegnanti

di Lalla
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Ufficio Stampa Anief – Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, si oppone con fermezza alla volontà espressa nelle ultime ore da alti rappresentanti del Miur e della Commissione Cultura della Camera di ridurre il percorso formativo dei giovani italiani di un anno, da 13 a 12, e di introdurre degli albi regionali per il reclutamento dei docenti.

Ufficio Stampa Anief – Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, si oppone con fermezza alla volontà espressa nelle ultime ore da alti rappresentanti del Miur e della Commissione Cultura della Camera di ridurre il percorso formativo dei giovani italiani di un anno, da 13 a 12, e di introdurre degli albi regionali per il reclutamento dei docenti.

L’idea di cancellare un anno di scuola superiore – sostiene Pacifico – fa il paio con il progetto dell’ex Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, di allungare le vacanze estive: si tratta di proposte che l’Anief respinge con forza, perché la riduzione delle ore introdotta con le ultime riforme della scuola ha dimostrato che le competenze dei nostri alunni sono tutt’altro che migliorate. Bisogna, quindi, andare esattamente nella direzione opposta, portando i nostri ragazzi più tempo possibile nelle classi: solo in questo modo, passando più ore a scuola con gli insegnanti, i giovani potranno approfondire le conoscenze e ridurre le lacune”.

A proposito, specificatamente, dell’indicazione giunta dal sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria di “far coincidere la maggiore età e la fine della scuola, come nei grandi paesi europei”, il Presidente Pacifico ritiene che questa eventualità sarebbe controproducente: “è opinione comune e accertata – ha detto Pacifico – che sebbene il valore della cultura sia in declino, ieri come oggi la Conoscenza rimane il ‘faro’ della promozione del sapere. Quella di migliorare il patrimonio culturale è un’esigenza imprescindibile di tutti i Paesi che vogliano incrementare lo sviluppo economico. E l’Italia, da sempre più avanti sul fronte della cultura e del sapere, non può permettersi di arretrare”.

Il comunicato sulla chiamata diretta dei docenti

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