Anief, flop immissioni in ruolo e dirigenti a caccia di supplenti

di redazione
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Comunicato Anief – A quasi un mese dall’inizio dell’anno scolastico vi sono ancora diverse migliaia di cattedre da assegnare: gli Uffici scolastici hanno passato la “palla” alle scuole, che stanno convocando dalle graduatorie d’istituto.

A Milano, la realtà scolastica più grande d’Italia, in estate non si è coperto nemmeno il turn over: il dirigente responsabile, Yuri Coppi, subentrato all’attuale Ministro dell’Istruzione, spiega che ci sono troppe graduatorie esaurite, sia per le discipline che per il sostegno. Ma gli abilitati ci sono. La verità, ricorda l’Anief, è che allo Stato conviene troppo tenere 110 mila insegnanti precari, mantenendo in vita posti in deroga e in organico di fatto: la vessazione legalizzata verso i supplenti, comunque, non sfugge ai giudici, secondo i quali un precario non può esser trattato in modo diversificato o subalterno ad un collega di ruolo. Così scattano risarcimenti con molti zeri a carico dell’amministrazione che avrebbe speso meno immettendo in ruolo.

Gli uffici scolastici stanno riscontrando problemi sempre più grandi nell’assegnare le supplenze annuali: si tratta di oltre 110 mila contratti che in molti casi non possono essere stipulati per mancanza di candidati. I quali, però, a ben vedere ci sono, ma rimangono collocati nelle graduatorie sbagliate: quelle d’istituto. La difficile situazione, che comporta un onere di lavoro non indifferente per le segreterie scolastiche e l’arrivo degli insegnanti sulle cattedre vacanti con settimane se non mesi di ritardo, non risparmia nessuna provincia. Ad iniziare dalle più grandi.

Quanto sta accadendo a Milano, la provincia dove operano più insegnanti e Ata, è davvero emblematico: nella provincia vi sono ben 35 mila docenti che insegnano a 445.038 alunni iscritti in 333 istituti autonomi suddivisi su 1.263 plessi, dove operano 8.722 unità di personale Ata.  In occasione delle assunzioni a tempo indeterminato, non si è coperto nemmeno il turn over, perché nelle GaE e nelle graduatorie di merito non ci sono più candidati.

“Abbiamo immesso in ruolo 1.876 docenti entro il 1° settembre – dice oggi ad Orizzonte Scuola Yuri Coppi, dirigente dell’Ufficio scolastico dell’ambito territoriale milanese, subentrato al dottor Marco Bussetti, chiamato a Viale Trastevere per fare il Ministro  – e come altre realtà anche noi stiamo scontando la carenza dei docenti di sostegno. Ci sono stati complessivamente 2000 pensionamenti solo a Milano. Ai fini delle nomine a tempo indeterminato e determinato va precisato che le Gae sono esaurite nella scuola secondaria di primo grado. Per quanto riguarda il tempo determinato, per la parte di nostra competenza abbiamo nominato 516 persone. Anche per la secondaria di II grado le Gae sono pressoché esaurite”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ritiene che quella di Milano sia una circostanza che rappresenta al meglio le gravi colpe della macchina organizzativa scolastica sulla mancata copertura delle cattedre vacanti e disponibili: nel ribadire il concetto espresso poche ore prima a Rai Radio Uno, nel corso della trasmissione cattedre vuote, Pacifico ha ricordato che “tutto nasce da un organico finto volutamente tenuto in piedi dalla macchina amministrativa italiana per risparmiare soldi pubblici a danno del personale, ma prima ancora degli allievi in formazione. La verità è che allo Stato conviene continuare a mantenere più di 100 mila posti nello stato di precarietà, perché non assegna a docenti e Ata le mensilità di luglio e agosto, oltre agli scatti stipendiali e tutto quello che ne consegue”.

Tutto questo accade, tra l’altro, a dispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea del novembre 2014 e sulla quale si è pronunciata la Cassazione italiana nel 2016, sancendo una volta per tutte l’applicazione del principio di non discriminazione, secondo il quale un docente precario non può esser trattato in modo diversificato o subalterno ad un collega di ruolo.

“Ecco perché – continua Pacifico – ai supplenti deve essere riconosciuta l’anzianità di servizio e tutto il resto. Ma poiché questo non avviene, sempre più insegnanti, anche passati di ruolo, ricorrono contro le condizioni professionali a cui sono stati costretti dallo Stato, il quale è sempre più spesso condannato a risarcimenti cospicui per l’abuso dei contratti a termine. Per mettere la parola fine a questa assurdità comunque un sistema c’è ed e quello di trasformare l’organico di fatto in organico di diritto e contemporaneamente riaprire le GaE: in tal modo, quei posti si renderebbero utili, anziché attendere il termine dei prossimi concorsi pubblici, straordinari e ordinari, che prima di diversi anni non potranno portare al ruolo alcun insegnante”.

“Perché al Miur non si muovano non si comprende. Perché se per il sostegno ci sono oltre 50 mila cattedre libere, si procede per sole 13 mila assunzioni e poi se ne attuano a malapena 1.600, non si può pensare di risolvere tutto con un concorso da 10 mila posti: occorre urgentemente mettere mano alle norme, andando a cancellare, prima di tutto, quella che lascia in deroga il 33% delle cattedre vacanti. Invece, si tira dritto e la situazione di anno in anno va peggiorando”, conclude il sindacalista Anief-Cisal.

02 ottobre 2018

Ufficio Stampa Anief

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