Anief: ferie e permessi, no alle discriminazione per i docenti precari

di redazione
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Comunicato Anief – Superare le differenze di trattamento fra insegnanti a tempo determinati e di ruolo.

Il giovane sindacato chiede l’abrogazione di alcuni commi. Pacifico (Anief): “Siamo da sempre al fianco dei precari e spesso ci siamo rivolti ai tribunali per fare riconoscere pienamente i loro diritti. Nel prossimo contratto meritano di non avere disparità per i periodi di vacanze e per le assenze dovute a motivi familiari o di salute”

Non discriminare, non fare differenze fra docenti precari e di ruolo, in ogni ambito della scuola. Anief combatte da sempre questa battaglia, anche nei tribunali. E vuole ulteriormente sensibilizzare la platea del mondo della scuola, in vista del prossimo rinnovo del contratto, anche per quanto riguarda le ferie e i permessi.

La piattaforma di Anief, svelata nel corso del recente Consiglio nazionale, ha elaborato alcune proposte in più direzioni per chiedere tante svolte e cambi di passo: dagli aumenti economici per il personale al recupero della centralità della funzione docente, dalla difesa delle lavoratrici vittime della violenza alla modifica del sistema disciplinare, da nuove regole per la mobilità al riconoscimento del ruolo del personale educativo.

A proposito dell’istituto delle ferie del personale docente, Anief ritiene fuori luogo la differenza che emerge nell’art. 13 comma 3 e 4 del CCNL 06/09 tra docenti che insegnano da un periodo inferiore ai 3 anni (tra pre ruolo e ruolo) e i docenti con oltre tre anni di servizio e chiede una parità totale di tale istituto per tutti i docenti immessi in ruolo, anche al primo anno di insegnamento.

Anche per i permessi non c’è omogeneità in materia giuridica e retributiva per i lavoratori della scuola a tempo determinato. Più di un’intesa è stata disattesa e c’è una evidente differenza tra art. 15 e art. 19 del CCNL 06/09; nel primo i beneficiari sono i dipendenti della scuola con contratto di lavoro a tempo indeterminato, che hanno più ampi margini di manovra, nel secondo il personale a tempo determinato. Nell’articolo 19 sono due i commi inaccettabili di cui Anief richiede l’abrogazione: al comma 7 dove viene specificato che il personale precario ha diritto a permessi non retribuiti, per la partecipazione a concorsi o esami, nel limite di otto giorni per anno scolastico, e a permessi retribuiti per motivi personali o familiari, fino a un massimo di sei giorni; al comma 8 si evince poi che, per i precari, i periodi di assenza senza assegni interrompono la maturazione della retribuzione, dei relativi contributi previdenziali e dell’anzianità del servizio.

Le differenze di trattamento nei confronti dei supplenti temporanei, rispetto a quelli di ruolo, è evidente anche per la malattia. Ai sensi dell’art. 19 comma 10 del CCNL 06/09 “nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico spettano 30 giorni di malattia in un anno scolastico retribuiti al 50% (non interrompono l’anzianità di servizio a tutti gli effetti).”. Anief chiede l’abrogazione del comma 10 dell’art. 19 e l’equiparazione dell’istituto della malattia dei docenti temporanei al pari dei supplenti sino al termine delle attività didattiche e delle supplenze annuali. Anief richiede inoltre che il prossimo contratto contempli un adeguamento della normativa in analogia con quanto istituito per il personale Ata, visto l’art. 33 del CCNL 16/18 dove vengono istituite 18 ore di permesso per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici.

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