Anief: dopo abolizione ambiti serve piano straordinario mobilità per il 2019/20

di redazione
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Comunicato ANIEF – Con la scomparsa degli ambiti territoriali, serve semplificare nuovamente le procedure dei trasferimenti e dei passaggi di ruolo del personale docente e ripercorrere una mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti in organico di diritto e di fatto senza fase alterne o algoritmi. Appare necessaria anche l’organizzazione di corsi abilitanti a costo zero per lo Stato rivolti al personale a tempo indeterminato per evitare pure situazioni di sovrannumerarietà. La proposta vuole essere una prima risposta alle domande poste dai docenti esiliati o immobilizzati dalla Buona scuola.

Uno dei provvedimenti utili al miglioramento organizzativo dei nostri istituti scolastici è l’avvio di una fase di mobilità straordinaria rivolta a tutto il personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia: l’occasione è dovuta alla cancellazione degli ambiti territoriali prevista dalla Legge di Bilancio approvata dieci giorni fa alla Camera in via definitiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Approvando il nostro emendamento sull’apertura della mobilità a tutti i docenti già immessi in ruolo si semplifica il passaggio di tanti insegnanti assunti nell’ultimo biennio su ambito territoriale, sino ad oggi privati di certezze sulla loro collocazione. Scarica la memoria presentata dalla delegazione Anief al Senato.

Uno dei punti dolenti della scuola è quello della mobilità del personale: per migliorarne l’efficienza, Anief ha chiesto formalmente il provvedimento di apertura delle operazioni di trasferimento per tutto il personale docente assunto a tempo indeterminato, prescindendo dalla data di immissione in ruolo, attraverso l’adozione di un emendamento ad hoc al disegno di legge n. 989, il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, presentato lunedì scorso alla prima Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama assieme ad altre 14 richieste di modifica.

Nell’emendamento si chiede che di aggiungere al comma 2 dell’articolo 10, il seguente periodo all’articolo 1, comma 796 della legge 30 dicembre 2018, n. 145: “Conseguentemente per la a. s. 2019/2020 è prevista una mobilità straordinaria per tutto il personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all’articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, su tutti i posti vacanti e disponibili”.

Anief ha spiegato, durante l’audizione e all’interno della memoria consegnata ai senatori della Commissione di competenza, all’interno del Capo 4, che la norma intende riproporre una fase straordinaria semplificando le procedure di mobilità del personale docente a seguito dell’abolizione degli ambiti territoriali, come già previsto dalla legge 107/15, in virtù della loro introduzione e che per realizzare tale modifica non sono nemmeno previsti nuovi oneri a carico dello Stato.

“Quello che si andrebbe a determinare con l’approvazione del nostro emendamento sull’apertura indistinta della mobilità rivolta ai docenti già immessi in ruolo – spiega il professor Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è l’inserimento nell’organico delle scuole, in via definitiva, di tanti insegnanti assunti nell’ultimo biennio su ambito territoriale, sino ad oggi privati di certezze sulla loro collocazione”

“Permettere loro di passare dall’ambito, in via di dismissione, a qualsiasi scuola, ove ovviamente vi siano dei posti vacanti e disponibili per la loro classi di concorso e d’insegnamento, porterebbe un doppio vantaggio: innanzitutto si tratterebbe di un atto di giustizia nei confronti di chi è stato discriminato rispetto agli immessi in ruolo prima della Buona Scuola; in secondo luogo si andrebbe a collocare alcune migliaia di docenti su dei posti liberi, rendendo più agevole il successivo percorso di stabilizzazione dei precari”, conclude il presidente nazionale Anief. La proposta è seguita da un’altra che intende consentire la partecipazione del personale di ruolo a nuovi corsi abilitanti per agevolare i passaggi di ruolo o evitare di diventare sovrannumerari.”

MEMORIA ANIEF

AS 989

DECRETO-LEGGE 14 dicembre 2018, n. 135

Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione.

 SEMPLIFICAZIONE PROCEDURE DI MOBILITA’

 Al comma 2 dell’articolo 10, aggiungere il seguente:

All’articolo 1, comma 796 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, aggiungere il seguente periodo: Conseguentemente per la a. s. 2019/2020 è prevista una mobilità straordinaria per tutto il personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all’articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, su tutti i posti vacanti e disponibili.

Motivazione [semplificazione delle procedure di mobilità del personale docente]: la norma intende riproporre una fase straordinaria semplificando le procedure di mobilità del personale docente a seguito dell’abolizione degli ambiti territoriali come già previsto dalla legge 107/15 in virtù della loro introduzione. Non sono previsti nuovi oneri a carico dello Stato.

 Al comma 2 dell’articolo 10, aggiungere il seguente:

Al fine di rendere possibile una maggiore mobilità professionale all’interno del comparto della scuola, in relazione a fenomeni di diminuzione della popolazione scolastica e quindi di emergenza di situazioni di soprannumerarietà del personale docente, ovvero in relazione a cambiamenti negli ordinamenti degli studi e nei programmi di insegnamento, sono effettuati corsi di riconversione professionale, aventi, ove necessario, anche valore abilitante. I corsi, a costo zero per lo Stato, sono organizzati dalle Università anche telematiche in convenzione con gli Uffici scolastici regionali, nonché da enti ed organizzazioni esterni ed organismi aventi strutture e tecnologie avanzate. Nei corsi con valore abilitante è comunque garantita nella Commissione la presenza di personale docente universitario e di personale direttivo e docente della scuola ai fini della valutazione finale, nominato dallo stesso Ufficio scolastico regionale. I corsi medesimi si svolgono secondo modalità che ne rendono compatibile la frequenza con la normale prestazione del servizio da parte dei partecipanti, nonché del coordinatore e dei docenti qualora questi ultimi siano stati scelti tra il personale della scuola. Requisito di ammissione ai corsi, di cui al presente articolo, è il possesso del titolo di studio previsto per l’insegnamento cui si riferiscono i corsi stessi.

Motivazione [correzione della norma di semplificazione delle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici]: l’abolizione del sistema di formazione iniziale degli insegnanti come disposto dalla legge n. 145/18 impone una semplificazione delle procedure per conseguire un’ulteriore abilitazione già prevista nel Decreto legislativo n. 59/17 oggi modificato, al fine di agevolare le procedure di mobilità e di passaggio di ruolo previste già dal Decreto legislativo n. 297/94. I costi sono a carico dei partecipanti e a costo zero per lo Stato e possono svolgersi anche in modalità telematica.

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