Anief, docenti possono ancora aderire a ricorso contro punteggio test TFA sostegno

Messaggio sponsorizzato

item-thumbnail

Anief – Dagli atenei italiani continuano a giungere prove di ammissione sugli errori maldestri che hanno caratterizzato le selezioni dei docenti che, lo scorso 15 e 16 aprile, hanno partecipato ai test preselettivi per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili.

A Foggia – scrive Orizzonte Scuola – alcuni candidati, dopo la diffusione dei test, hanno segnalato all’Università un errore nel requisito n. 22 “Individuare la parola sillabata erroneamente”. L’ateneo pugliese ha spiegato che “a seguito di segnalazioni su un quesito (n. 22 del questionario tipo) con duplice risposta esatta (A. Pres-sapo-chis-mo – B. At-tua-l-men-te), si comunica che in entrambi i casi la Commissione ha attribuito il punteggio di 0.50. Pertanto sono ammessi alla prova scritta della scuola secondaria di I grado, che si terrà il 17/05/2019, tutti coloro che hanno sommato il punteggio di 26″. Sul sito dell’università di Foggia è quindi comparsa una nuova ulteriore graduatoria corretta.

Ma ad ammetterne altri è anche la struttura organizzatrice “madre” delle prove, che ha fornito le domande della preselettiva a tutti gli atenei, tanto che sono state riformulate alcune delle graduatorie della scuola di infanzia in cui i candidati avevano svolto il test preparato dal Consorzio interuniversitario CINECA. La domanda in questione era quella relativa a Piaget: “Nei processi fondamentali che caratterizzano lo sviluppo cognitivo del bambino, J. Piaget individua delle fasi evolutive, che chiama “stadi”. Quante sono?” la risposta corretta è “quattro” e non “sei” come in un primo tempo era stato indicato.” A correggere l’errore sono state l’Università di Salerno, Enna, Messina. Errori sono stati corretti anche presso l’Università di Cassino e Cagliari. Nel frattempo, continua la formulazione delle prove scritte e arrivano i primi risultati dei candidati ammessi alla prova orale. Le quali prove, però, ora rischiano fortemente di essere inficiate dai troppi errori commessi nelle fasi precedenti e quindi, perlomeno, di essere ripetute anche più volte, anche con delle verifiche suppletive.

Davanti a questo festival dell’inefficienza, Anief ribadisce tutta la sua disponibilità ad accogliere le impugnazioni dei docenti che, dopo mesi di preparazione e attese snervanti per lo svolgimento delle prove, si sono visti sfumare l’accesso ai corsi specializzanti per motivi che non hanno nulla a che vedere con le loro conoscenze e competenze. Ma in questa situazione, avere introdotto una soglia “ballerina”, mutevole da ateneo ad ateneo, è risultato l’errore più grande: per questo motivo, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio.

L’approdo in tribunale si basa anche sul fatto che i bandi delle Università, sulla scia delle discutibili indicazioni fornite dal Miur, hanno limitato l’accesso alle prove scritte a un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per ogni ordine e grado, riducendo l’accesso in moltissimi casi solo di poche decine di aspiranti. Per Anief la decisione è meritevole di un intervento del giudice amministrativo, il quale sarà chiamato a valutare i profili di legittimità dell’esclusione a priori di questi candidati dalle prove successive al test preselettivo.

Va ricordato che Anief aveva anche impugnato con successo, al Tar del Lazio, la decisione del Miur, attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, di autorizzare un numero di posti, rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, decisamente più piccolo rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Miur l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “organizzare delle selezioni per appena 14 mila posti, a fronte di 51.107 cattedre nell’anno in corso assegnate sul sostegno senza il prescritto titolo di specializzazione, e poi cadere in un errore organizzativo dopo l’altro, la dice lunga sullo stato di efficienza del Miur sul fronte del sostegno. Noi, come sindacato che tutela i diritti dei lavoratori, non possiamo stare a guardare: per questo motivo, siamo intervenuti più volte e stiamo dando l’opportunità ai docenti, a nostro parere sacrosanta, di tentare l’accesso ai corsi passando per le prove vere. Ecco perché siamo convinti che debbano accedervi tutti gli idonei che hanno conseguito almeno 18/30”, conclude il presidente del sindacato autonomo.

Per tutti coloro che hanno conseguito almeno 18/30 al test preselettivo del 15 e 16 aprile 2019 per i corsi di specializzazione di sostegno, Anief ha prorogato la data di adesione ai ricorsi: è possibile partecipare fino al 13 maggio.

Versione stampabile
Argomenti: