Anief, Dati biometrici obbligatori per 210 mila unità di personale Ata: legge Bongiorno in Gazzetta Ufficiale

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Comunicato Anief – Arriva in G.U. la Legge n. 56/2019, cosiddetta legge Concretezza, approvata il 19 giugno scorso, riguardante gli “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”: nel comparto Scuola, il testo prevede, tra le altre cose, la videosorveglianza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, e anche la rilevazione delle presenze del personale Ata con moderni sistemi biometrici. L’iter di approvazione verso la conclusione.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, la ministra Giulia Bongiorno si dovrà assumere la responsabilità di avere approvato una legge inutile che comporterà centinaia di milioni di euro iniziali, più altri per l’assistenza e la manutenzione dei dispositivi biometrici. Lo continuiamo a dire: si vogliono far passare i dipendenti della scuola come dei delinquenti. Senza dimenticare l’enorme problema di privacy che si verrà a determinare.

Ai fini della verifica dell’osservanza dell’orario di lavoro – si legge nell’articolo 1 della Legge 56/19 – le amministrazioni pubbliche, con esclusione dei dipendenti di cui all’articolo 3 del decreto 165/01, introducono sistemi di verifica biometrica dell’identità e di video sorveglianza degli accessi. Tra gli esclusi dall’obbligo di rilevazione automatizzato delle presenze a scuola vi sono i docenti.

LA MINISTRA BONGIORNO: FINITA L’EPOCA DELLE TRUFFE

Secondo la ministra della P.A., Giulia Bongiorno, con la legge 56, tra le altre cose, viene introdotto “un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l’epoca delle truffe”, ha detto ancora la ministra leghista. Sarebbe “pronto, infatti, il regolamento, previsto dalla legge Concretezza, sulle impronte digitali per la verifica degli accessi a lavoro dei dipendenti pubblici. Secondo quanto apprende l’Ansa, infatti il regolamento sarebbe stato inviato proprio oggi al Garante della privacy. A seguire sarà mandato, per i relativi pareri, alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato. I decreti attuativi relativi all’istituzione del ‘Nucleo per la Concretezza’ saranno, invece, ultimati entro il mese di settembre”.

ALTI COSTI E DIRITTI LESI

I dubbi che la disposizione sui controlli automatizzati comporta permangono tutti, a partire dal costo esorbitante che la misura comporterà, al fine di dotare 45mila sedi scolastiche di apparecchiature apposite, ha scritto Orizzonte Scuola. Forti dubbi sono stati espressi anche dal Garante per la Privacy, Antonello Soro, il quale si è detto contrario a questa imposizione “perché l’assenteismo, la falsa attestazione di presenza è una cosa molto grave, è un reato e bisogna contrastarlo. Ma la strada scelta per contrastarlo a mio parere è sproporzionata”, in quanto, continua Soro, basterebbe riflettere solo su un dato: “il numero dei reati contestati, accertati sono nell’ordine delle decine in Italia, mentre gli impiegati pubblici sono tre milioni”. La norma, quindi, rischia di andare a ledere la sfera personale dei lavoratori pubblici, che prima di essere tali sono cittadini dello Stato da tutelare.

IL PARERE DELL’ANIEF

Anief ricorda che la scuola è il luogo con un altissimo numero di utenti sempre presenti nelle varie sedi: è un contesto dove, per la continua presenza di alunni e l’alto flusso di genitori, docenti e cittadini, sarebbe impossibile essere presenti e invece stare da un’altra parte. “Tra l’altro – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – stiamo parlando di personale che con la scuola dell’autonomia si è visto triplicare gli incarichi quotidiani da assolvere: compito che si raggiunge solo con quotidiano impegno e senso del dovere. E poi, di quale assenteismo stiamo parlando? Invece di fare processi alle intenzioni e imporre norme dall’alto, si sarebbero potuti spendere tutti questi soldi per formare il personale o per assumere tanti precari, i quali dopo essere stati selezionati attendono solo di essere assunti e non di andare in pensione da precari”.

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