Anief: “Chi insegna Istruzione e formazione professionale è un docente dello Stato che va ammesso ai concorsi pubblici”

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Dopo la sentenza n. 180 emessa il 30 luglio scorso dalla Corte Costituzionale (redattore il vicepresidente Giuliano Amato) non vi sono più dubbi: “deve essere chiaro che il servizio prestato nella scuola secondaria, in un Istituto paritario o legalmente riconosciuto, non dà alcun punteggio per la mobilità. Cosa diversa è per il servizio prestato in una scuola “pareggiata”, che ha la stessa identica valenza della scuola Statale”.

Gli enti del sistema di istruzione e formazione professionale sono pareggiati, poiché rilasciano un titolo di studio con valore legale, sono gestiti da un ente pubblico territoriale, la Regione che delega finanziamenti che arrivano dallo Stato centrale agli enti di formazione. Quindi, trattasi di scuole in cui il personale è stato reclutato secondo gli stessi criteri della scuola statale, quindi scorrendo una regolare graduatoria con criteri di pubblica trasparenza. L’Anief è da tre anni che lo sta dicendo.

“Abbiamo sempre ritenuto – dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’Anief – che i docenti IeFP sono insegnanti dello Stato perché reclutati secondo bandi pubblici, o scorrendo graduatorie pubbliche, come attestano le prove depositate al Tar e al Consiglio di Stato e sono realtà gratuite per le famiglie come quelle statali”. Non essendoci, dunque, alcuna diversità rispetto alle scuole statali, va da sé, che i docenti IeFP che hanno pagato l’iscrizione al concorso straordinario 2020 facendo ricorso con Anief debbano essere ammessi a sostenere la prova attraverso una sessione straordinaria con la medesima modalità selettiva.

“Sono stati lesi dei diritti, ora dopo aver superato una sola prova scritta del concorso straordinario il primo settembre molti docenti entrano di ruolo con retrodatazione giuridica di un anno – fa sapere Pacifico – ma altri non hanno potuto partecipare a quel concorso, pur avendo pagato la tassa di iscrizione di 40 euro. Ora penso sia venuto il momento di fare giustizia, per questo l’ANIEF chiede al ministro Patrizio Bianchi di porre rimedio e ammettere ad una sessione straordinaria urgente coloro che si sono iscritti, ma sono stati ostacolati dalla partecipazione da un bando che li ha esclusi, pensando che il servizio non fosse equivalente a quello statale, ora con la pubblicazione della sentenza 180, non ci sono più dubbi”.

Secondo Anief, dunque, è ora che i diritti dei docenti IeFP siano equiparati a quelli dei docenti che prendono servizio nelle scuole dello Stato, peraltro il punteggio di servizio è già equiparato, mancava la possibilità di sostenere concorsi statali riservati. “Differenziare i docenti pubblici – afferma Pacifico – equivale a dividere gli studenti discriminandoli, invece i docenti IeFP non solo per le famiglie dei loro allievi, ma per il loro carattere di scuole pareggiate, devono considerarsi equivalenti alle scuole statali non solo per le supplenze, ma anche per i concorsi banditi dal Ministero dell’Istruzione, la mobilità e la ricostruzione della carriera”.

A questo punto, dunque, pare essere illegittimo anche l’ultimo emendamento al Dl sostegni bis che ancora una volta esclude dalla procedura straordinaria per l’accesso al ruolo nello Stato i docenti dei percorsi di Istruzione e formazione professionale.

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