Anief. Carrozza nega l’inserimento di 100mila precari abilitati nelle graduatorie: siamo alla truffa di Stato

di Lalla
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Anief – Il Ministro conferma durante un question time alla Camera la volontà di non permettere l’inserimento nelle GaE di 40mila docenti che hanno frequentato i TFA e sono stati reputati idonei al concorso a cattedra. Cui si aggiungono altri 70mila prossimi iscritti ai PAS. Risultato: lo Stato prima li forma e poi li abbandona.

Anief – Il Ministro conferma durante un question time alla Camera la volontà di non permettere l’inserimento nelle GaE di 40mila docenti che hanno frequentato i TFA e sono stati reputati idonei al concorso a cattedra. Cui si aggiungono altri 70mila prossimi iscritti ai PAS. Risultato: lo Stato prima li forma e poi li abbandona.

Non si comprende perché Maria Chiara Carozza e il Governo si ostinino a negare l’evidenza: rispondendo a un question time alla Camera dell’On. Marco Di Lello (Gruppo Misto) sulla necessità di valorizzare i docenti abilitati, il Ministro ha detto che è intenzione del Miur di intervenire solamente nella parte del D.M. 249/2010 che riguarda l’approdo di tali docenti nelle graduatorie d’istituto.

Ma “in ordine all’inserimento di ulteriori docenti nelle graduatorie ad esaurimento”, abilitati tramite TFA ordinario e prossimamente attraverso i PAS, Carrozza ha detto “che con la legge n. 296 del 2006 è stato chiuso il canale di reclutamento delle graduatorie permanenti, trasformate, appunto, in graduatorie ad esaurimento. Questa scelta – ha continuato il Ministro – è stata più volte confermata dal Governo e dal Parlamento ed è coerente con l’attuale sistema di reclutamento. I pochi casi di successivo inserimento di docenti nelle graduatorie stesse sono stati relativi a situazioni del tutto eccezionali di soggetti che avevano precedentemente maturato legittime aspettative”.

Le porte, dunque, rimangono incredibilmente chiuse agli idonei del concorso: “sarebbe estraneo alla logica del sistema”, ha specificato il Ministro. Aggiungendo che “il decreto interministeriale n. 460 del 1998, recante norme transitorie in materia di abilitazione, ha previsto che l’abilitazione all’insegnamento è riconosciuta solo ai vincitori e non agli idonei. Questa previsione è stata recepita nel bando relativo al concorso del 2012. Solo per i futuri concorsi, dunque, potrà essere valutata una modifica del citato decreto”, ha concluso Carrozza.

Il Miur continua quindi a perpetrare una insensata disparità di trattamento tra lo stesso personale docente precario. Discriminando coloro che sono stati formati dallo Stato con le stesse modalità dei loro predecessori. Si tratta di una situazione anomala, presente solo in Italia. Dove si bandisce un concorso a cattedra su dei posti vacanti e disponibili, ma poi si lasciano parte dei vincitori per strada perché nel frattempo quei posti sono spariti per errori di calcolo.

Un paese dove si abilitano all’insegnamento 40mila docenti, attraverso i TFA ordinari e il concorso a cattedra a numero programmato. Tramite il quale si dà la possibilità a dei cittadini meritevoli di abilitarsi in classi di concorso, come l’arabo o il cinese, bandite sulla base di posti vacanti e disponibili ma non occupabili. E dove prossimamente altri 70mila si abiliteranno tramite i PAS. Ma poi si decide di abbandonarli tutti al loro destino di supplenti a tempo indeterminato.

“È assurdo – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – che dei lavoratori dello Stato per far valere un loro diritto debbano per forza ricorrere al tribunale. Il Ministro Carrozza farebbe bene a prendersi le sue responsabilità, portando a termine le procedure concorsuali avviate dai suoi predecessori. È impensabile che si sbarri la strada a docenti che per abilitarsi hanno speso anche 4mila euro. E che i vincitori di un concorso pubblico nazionale vengano lasciati ai margini dell’insegnamento dopo aver superato la preselezioni, le prove scritte e orali. Quella assunta dal Ministro – conclude Pacifico – è una scelta in spregio al buon senso, ai diritti dei cittadini e alla normativa comunitaria”.

La risposta del Ministro Carrozza

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