ANIEF: Aran pubblica rappresentatività 2016/18: confederazioni storiche tallonate da Confedir e Cisal.

di redazione
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Comunicato ANIEF – L’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni ha deliberato l’accertamento alla luce dei mutamenti associativi effettuati dalle organizzazioni sindacali operanti nei comparti “Funzioni centrali” ed “Istruzione e ricerca” e nelle relative aree dirigenziali, che hanno dato loro la possibilità di disporre di una breve finestra temporale al fine di effettuare le aggregazioni o fusioni. Dall’accertamento risulta, in modo chiaro, il consenso sempre maggiori di alcune organizzazioni sindacali. Ad iniziare della confederazioni, con Confedir e Cisal che diventano la quinta forza confederale presente in entrambi i tavoli contrattuali delle aree e dei comparti dopo Cgil, Cisl, Uil e Confsal. A proposito del nuovo comparto “Istruzione e Ricerca”, il dato in crescita è quello dell’Anief, che triplica i voti e raddoppia le deleghe rispetto al 2012, attestandosi al 3%, dopo aver deciso di non “apparentarsi” con altre sigle. Il giovane sindacato reputa questo risultato un segnale davvero incoraggiante e apre subito la campagna per le elezioni Rsu 2018.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir): è un segnale importante, che conferma la volontà dei lavoratori di rinnovare la loro rappresentanza, anche e soprattutto alla luce dei risultati non certo esaltanti raggiunti dai sindacati tradizionali e dalle alleanze storiche, ad iniziare dal mancato rinnovo contrattuale dei comparti pubblici e il conseguente blocco stipendiale. Dalla Legge di Stabilità arriverebbe un miliardo e mezzo – commenta ancora Pacifico – ma il fondo messo in campo dal Governo Renzi è onnicomprensivo di assunzioni e altre spese. Pertanto, è palesemente inadeguato, perché solo per l’indennità di vacanza contrattuale di 3 milioni di dipendenti pubblici servirebbe un miliardo. Ancora ricorsi in arrivo.

Il Collegio di indirizzo e controllo dell’Aran – l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni – ha deliberato l’accertamento della rappresentatività sindacale per il triennio 2016-2018, alla luce dei mutamenti associativi effettuati dalle organizzazioni sindacai operanti nei comparti “Funzioni centrali” ed “Istruzione e ricerca” e nelle relative aree dirigenziali, ai sensi degli articoli 9 e 11 del contratto nazionale del 13 luglio scorso, che hanno consentito ai sindacati interessati di poter disporre di una breve finestra temporale al fine di effettuare le aggregazioni o fusioni, che hanno portato all’attuale rappresentatività,  che  sostituisce  quello pubblicata provvisoriamente il 14 luglio di questo anno.

Dall’accertamento risulta, in modo chiaro, il consenso sempre maggiori di alcune organizzazioni sindacali. Ad iniziare della Confederazioni, per le quali, grazie al nuovo protocollo d’intesa, che li lega in un’azione politico-sindacale unitaria, Confedir e Cisal diventano la quinta forza confederale presente in entrambi i tavoli contrattuali delle aree e dei comparti dopo Cgil, Cisl, Uil e Confsal. Mentre altre rappresentanze, come l’Ugl, rimangono fuori dai tavoli. Dal sito internet dell’Aran è possibile scaricare i dati della rappresentatività sindacale per il triennio 2016-2018.

Esprime soddisfazione Marcello Pacifico, segretario confederale della Cisal e organizzativo della Confedir: “è un segnale importante, che conferma la volontà dei lavoratori di rinnovare la loro rappresentanza, anche e soprattutto alla luce dei risultati non certo esaltanti raggiunti dai sindacati tradizionali e dalle alleanze storiche, ad iniziare dal mancato rinnovo contrattuale dei comparti pubblici e il conseguente blocco stipendiale”.

Sempre Marcello Pacifico ricorda che “risulta evidente come a partire da oggi, l’obiettivo comune delle due confederazioni alleate (Cisal e Confedir), per il prossimo biennio, sotto la direzione dei segretari generali Cavallaro e Poerio, sia quello di raggiungere la rappresentatività anche nei comparti e area del Miur e della sanità, tra docenti, Ata, personale degli ospedali, dirigenti scolastici e medici”.

A proposito del nuovo comparto “Istruzione e Ricerca”, il dato in crescita è quello dell’Anief, che triplica i voti e raddoppia le deleghe rispetto al 2012, attestandosi al 3%, dopo aver deciso di non “apparentarsi” con altre sigle. Il giovane sindacato reputa questo risultato un segnale davvero incoraggiante e apre subito la campagna per le elezioni Rsu 2018. Perché rispetto al 2014, l’anno di realizzazione delle ultime elezioni Rsu, oggi l’Anief è forte dei 30mila iscritti attuali rispetto ai 17mila certificati due anni fa, che corrispondono al 5% del totale.  A questo proposito, Anief chiede pubblicamente, rivolgendosi a chi ha intenzione di cambiare la scuola in meglio, docente o Ata, precario o di ruolo, di iniziare a candidarsi già ora scrivendo a [email protected]

Anief ricorda che il nodo più importante da sciogliere, al momento, rimane quello di un adeguato rinnovo contrattuale: ancora una volta, in base a quanto si apprende sulle ultime versioni della Legge di Stabilità, ai dipendenti pubblici si nega uno stipendio dignitoso, almeno pari al costo della vita, dopo quasi sette anni di un indegno blocco contrattuale. Nella scuola, inoltre, serve un nuovo piano straordinario di assunzioni di docenti, anche da graduatorie d’istituto, e di personale Ata. Urge anche il concorso per dirigenti scolastici e per Dsga, oltre che per Coordinatori dei servizi di segreteria. Anche per questo, Anief ha organizzato per lunedì 14 novembre uno sciopero nazionale con manifestazione davanti a Montecitorio.

“Dalla Legge di Stabilità arriverebbe un miliardo e mezzo – commenta ancora Pacifico – ma il fondo messo in campo dal Governo Renzi è onnicomprensivo di assunzioni e altre spese. Pertanto, è palesemente inadeguato, perché solo per l’indennità di vacanza contrattuale bisogna conteggiare 31 mesi per una media di 10 euro lordi al mese. Il conteggio è semplice: parte da settembre 2015, quindi vanno considerati già 18 mensilità di arretrati, più le 13 dell’anno prossimo. Fanno 310 euro, i quali moltiplicati per 3 milioni di lavoratori della PA, vanno a costituire già un miliardo”.

“E questo servirebbe solo per coprire l’indennità di vacanza contrattuale, che sono corresponsioni non previste peraltro dal DEF, il quale blocca i valori addirittura al 2021. Né le poche assunzioni previste nella sanità possono soddisfare il bisogno o eludere quanto recentemente affermato, anche dalla Corte di Giustizia Europea, e pure in Spagna, sulla specializzazione dei medici. A questo punto, il sindacato promuoverà il contenzioso in Italia, con Prodirmed aderente a Confedir. Come Anief l’ha promosso nella scuola”, conclude il sindacalista Anief-Cisal-Confedir.

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