Anief: ecco il vero #decretosalvascuola

di redazione
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Comunicato Anief – Anief accoglie con fiducia la volontà del nuovo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, di approvare al più presto il decreto salva-precari, non prima però di averlo rimodulato perché a suo dire “presenta criticità”.

Anief lo sostiene da tempo, ricordando che, così come era stato approvato in CdM, avrebbe stabilizzato solo il 10% del precariato storico, mentre nel frattempo sarebbero ancora rimasti a casa i vincitori dei precedenti concorsi, con il rischio concreto, di questo passo, di collocarli in pensione, dopo aver operato per l’educazione dei nostri giovani, senza mai essere entrati in ruolo.

Il decreto salva-precari, approvato un mese fa dal Governo con l’insolita formula del ‘salvo intese’, prevedeva l’indizione dei concorsi straordinari per i precari della scuola di primo e secondo grado, più quello ordinario per medie e superiori, dopo che per il primo ciclo si era arrivati al decreto in Gazzetta Ufficiale. Per la secondaria, si sarebbero riorganizzati, inoltre, i percorsi abilitanti attraverso l’attivazione dei Pas. Peccato che queste procedure, mai approvate in via definitiva, siano rimaste sulla carta. Oltre a contenere delle soluzioni fortemente insufficienti. Il vero #decretosalvascuola è quello, invece, proposto dell’Anief.

“Accogliamo anche con favore l’idea di far stanziare, pena le dimissioni, 2 miliardi nella scuola e 1 miliardo nell’università dove, peraltro, bisogna ripristinare la figura del ricercatore a tempo indeterminato, cancellata dalla riforma Gelmini, senza trascurare di stabilizzare il personale Ata, gli educatori, gli assistenti all’autonomia al pari dei lavoratori delle cooperative dei servizi da esternalizzare, con un imperativo – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: prevedere la totale parità di trattamento tra personale precario e quello di ruolo, anche ai fini della ricostruzione di carriera”.

“Per risollevare in modo netto la figura dell’insegnante, anche socialmente e agli occhi dell’opinione pubblica – continua Pacifico – occorre assolutamente recuperare da subito le risorse risparmiate nella scuola e destinarle al rinnovo del contratto e favorire la mobilità del personale per conciliare diritto al lavoro e alla famiglia. In questo modo potremmo garantire da subito incrementi medi di 200 euro mensili. E a questi soldi aggiungere quelli già approvati con l’ultima Legge di Bilancio. Integrandoli con il massimo che si potrà fare con la prossima, bilancio permettendo. Solo una volta prodotti degli incrementi medi attorno ai 300 euro a lavoratore, quindi finalmente superiori al costo della vita e più vicini a quelli europei, Anief si dirà favorevole ad un eventuale rinnovo contrattuale comprensivo di incrementi legati al merito e a particolari condizioni nelle quali si insegna.

Infine, per combattere la dispersione scolastica, bisogna cominciare a destinare gli organici in base alle esigenze del territorio e non con una media automatica. In questo modo si rispetta e si attua l’autonomia scolastica, che come il ministro ha ricordato non ha niente a vedere con l’autonomia differenziata delle Regioni. Su questi argomenti chiediamo un incontro urgente per arricchire un dialogo del buon senso e rispondente alle esigenze della scuola”.

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