Anief al governo: ecco come sconfiggere il precariato. Riconoscere stato giuridico docenti

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Oggi incontro per i sindacati rappresentativi. Marcello Pacifico (Anief): “Risulta necessario mettere i due nuovi ministeri in condizione di operare”

“Ben venga l’incremento del personale dei ministeri e degli UU.SS.RR. annunciato dai capi-segreteria dei due costituendi nuovi ministeri, ma si ponga attenzione anche alla consistenza del personale nelle scuole, a partire dagli assistenti amministrativi, cui gli UU.SS.RR. hanno demandato sempre più compiti. Il tema della carenza del personale è congenito a tutti i livelli, si avvii un percorso concreto di stabilizzazione di tutti i precari, Ata, ricercatori e docenti, li si abiliti ove necessario e si coprano tutti i posti disponibili, trasformando l’organico di fatto in organico di diritto”

Reclutamento del personale, organizzazione della rete scolastica, risorse finanziarie, percorsi di abilitazione e specializzazione, sicurezza, edilizia scolastica. Questi alcuni dei punti evidenziati dal giovane sindacato Anief in occasione dell’incontro di oggi sul D.L. n. 1/2020 riguardante i costituendi Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e Ricerca a cui hanno preso parte i sindacati rappresentativi.

DOPO LO “SPACCHETTAMENTO”

Per il buon funzionamento dei due Ministeri Anief ha chiesto al governo un impegno per l’aumento progressivo di un punto percentuale di PIL nel prossimo triennio e la revisione dei profili professionali del personale per adeguare gli stipendi all’inflazione e ai parametri europei; necessario anche ripensare un sistema di accesso che premi il merito, stabilizzi il personale a tempo determinato e sconfigga il precariato. Indispensabile, in questo senso, ridefinire gli organici, sulla scorta delle singole istituzioni scolastiche e delle esigenze del territorio. Inevitabile, per migliorare complessivamente i servizi, l’attivazione di profili professionali previsti dalla normativa per il personale ATA (As e C), docenti (vicari collaboratori del DS) e il rilancio di quelli soppressi (ricercatori a tempo indeterminato negli atenei). Per sconfiggere la “supplentite” è necessario adeguare l’organico di fatto, inclusi i posti in deroga in organico di diritto, laddove per un biennio non risulti un titolare e procedere a un piano straordinario di immissioni in ruolo che stabilizzi i precari con più di 24 mesi di servizio anche attraverso le graduatorie già esistenti, il loro aggiornamento o la creazione di fasce aggiuntive.

STATUS GIURIDICO, PAS E TITOLI D’ACCESSO

In particolar modo, nell’appuntamento svoltosi oggi, Anief ha sottolineato alcune posizioni riguardo funzioni di competenza ministeriale: ribadire lo status di pubblico ufficiale del personale docente, con sanzioni certe e più gravi per chiunque arrechi offesa o danno all’immagine degli insegnanti; definire percorsi di abilitazione e specializzazione del personale docente interni ai percorsi universitari di laurea magistrale e procedure abilitanti con selezione in uscita per chi ha lavorato nel sistema nazionale di istruzione per più di 24 mesi; rivedere alcuni titoli di accesso all’insegnamento. Risulta urgente, inoltre, ridefinire le modalità attuative per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero: ci sono casi di ritardi di anni nella risposta sull’equipollenza del titolo in Italia che hanno leso il diritto di lavoratori che svolgono attività come docenti non abilitati, ma da anni in attesa di riconoscimento.

PIÙ RISORSE E ATTENZIONE ALLA RIDEFINIZIONE DELLA RETE SCOLASTICA

Anief ha anche puntato il dito sulla definizione dei criteri e dei parametri per l’organizzazione della rete scolastica, oltre che degli obiettivi formativi e degli indirizzi di formazione per garantire livelli di prestazioni uniformi sul territorio nazionale. Occorre ripristinare i criteri ante legge 133/2008 sul rapporto alunni/docenti e i plessi soppressi; necessario anche riattivare l’autonomia didattica soppressa con i DD.PP.RR. del 2009 legati alla riforma Gelmini. Indispensabili risorse aggiuntive per garantire quei parametri utili per l’attuazione di politiche sociali nella scuola e la definizione di interventi a sostegno delle aree depresse per il riequilibrio territoriale della qualità del servizio scolastico ed educativo; è necessaria se non indispensabile l’erogazione di specifiche risorse economiche aggiuntive rispetto alle attuali.

SICUREZZA E TUTELA DEI LAVORATORI

Occorre depenalizzare il ruolo dei DS in materia di sicurezza per le inadempienze che sono da ascrivere agli enti proprietari degli Istituti Scolastici e inserire nelle procedure di selezione di tutto personale, anche ATA, specifiche aree tematiche in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per i docenti di tutti gli ordini e gradi di istruzione, inoltre, risulta necessario il riconoscimento del loro lavoro nello status di lavoro gravoso e soggetto a stress da lavoro correlato ai fini di accedere al collocamento a riposo entro termini più congrui.

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