Anief: abbiamo migliaia di docenti già abilitati e specializzati, inseriamoli in GaE per assumerli

di redazione
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Anief – In principio, nella XIII legislatura, con la legge, a graduatorie esaurite, si decide di riaprire le graduatorie permanenti e d’inserire in fasce progressive i nuovi abilitati con il concorso e con i corsi riservati, ad eccezione della SSIS e Scienze dalla formazione primaria. Successivamente, con la XIV legislatura, si riaprono le graduatorie permanenti ma tutti i nuovi abilitati, compresi i sissini e i corsisti ex lege 143, sono inseriti in un’unica terza fascia, anche quelli che avrebbero conseguito l’abilitazione entro il 30 giugno.

La XV legislatura, nel consentire la stabilizzazione nel pubblico impiego, prevede per la scuola una fase transitoria, in attesa di una nuova formazione iniziale degli insegnanti, un piano straordinario d’immissioni in ruolo e la chiusura delle graduatorie permanenti e la loro trasformazione ad esaurimento. Nella XVI legislatura, mentre è bandito un nuovo concorso a cattedra, si riaprono le GaE, prima agli abilitati dell’ultimo ciclo SSIS che viene chiuso, poi a quelli del corso in Scienze della formazione primaria,‎ entro il 2011; quindi si attiva la fase transitoria con il TFA e una nuova sessione riservata universitaria con il PAS durante un nuovo piano straordinario di immissioni in ruolo.

La XVII legislatura, di nuovo, lascia chiuse le GaE, anche se bandisce un nuovo concorso e programma una nuova fase transitoria con graduatorie di merito regionali ad esaurimento e il FIT, dopo aver attuato un ennesimo piano straordinario di immissioni in ruolo da cui però ha escluso tutti gli abilitati fuori dalle GaE eccetto quelli della primaria e dell’infanzia, da inserire a domanda nelle Grame.

Ma poiché una cattedra su otto continua ad essere assegnate dalle GaE e l’inserimento nelle Grame non assicura l’assunzione in ruolo, la XVIII legislatura che s’insedierà dopo il voto odierno dovrà mettere mano di nuovo alla materia con l’unica soluzione immediata possibile e logica: la riapertura delle GaE, come previsto vent’anni fa, che è motivo dello sciopero indetto da Anief per il 23 marzo prossimo quando si manifesterà davanti Palazzo Montecitorio, dalle ore 9.00 alle ore 15.00, durante l’insediamento del nuovo Parlamento.

“Il problema – ricorda Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato e segretario confederale Cisal – che l’Anief ha sollevato da tempo è che lo Stato piuttosto che assegnare 100mila posti vacanti e disponibili alle immissioni in ruolo, finendola anche con la farsa degli organici di diritto, all’80 per cento costituiti da posti vacanti che andrebbero collocati tra quelli di diritto, li continua ad assegnare ai precari sempre sotto forma di supplenza annuale (circa 85mila di cui la metà su sostegno). Il tutto, in attesa di due nuovi concorsi che creeranno nuove graduatorie di merito ad esaurimento, con tanto di vincitori di concorso per tre anni a fare formazione e supplenze a paga ridotta”.

“La domanda che poniamo ai decisori dei destini della scuola è allora questa: perché abbiamo decine di migliaia di docenti già abilitati, selezionati, specializzati per l’insegnamento che lo Stato non vuole stabilizzare, ma poi ogni anno tra agosto e settembre chiama a rapporto per coprire i tanti posti liberi? Perché ci sono materie, come la matematica alle medie, che necessitano di docenti abilitati, con le GaE e le graduatorie di merito che sono da tempo esaurite, ma poi si continua a fare di tutto per non assorbirli? Questo è ciò che non si comprende ed è anche il motivo per il quale – conclude Pacifico – la nostra azione sindacale non si ferma: in tribunale, ma anche ai tavoli delle trattative, dove contiamo di arrivare dopo le prossime elezioni Rsu di metà aprile”.

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