Anief: a settembre 288 mila classi e 5,7 milioni di alunni da dividere per attuare il distanziamento

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Anief – Si tratta di 42.258 classi nell’infanzia statale, a cui vanno aggiunte circa 28 mila paritarie o comunali, altre 128.143 classi di primaria, più circa 9 mila non statali, 77.976 collocate nelle superiori, a cui aggiungere oltre 3 mila classi afferenti alle paritarie

I dati sono aggiornati all’anno scolastico in corso ed inclusi nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico consegnato in queste ore al ministero dell’Istruzione in vista del rientro a scuola in presenza a settembre.

Sulla base di questi numeri, al ministero dell’Istruzione spetta ora trovare il modo per dare anche seguito a quanto comunicato pochi giorni fa dalla task force, presieduta dal professore Patrizio Bianchi, che ha indicato l’esigenza di svolgere didattica in presenza fino alla secondaria di primo grado compresa, perché “i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità”. Una priorità confermata pure dalla viceministra Anna Ascani, che ha parlato di suddivisione delle classi in piccoli gruppi, perché “l’anno deve partire in presenza, in modalità quasi esclusiva e si possono immaginare lezioni a distanza solo per gli studenti delle superiori”.

Marcello Pacifico (Anief): “I numeri sugli alunni a cui assicurare scuola ‘vera’ parlano chiaro. Finiamola con gli annunci e i documenti tecnici da valutare. Il tempo stringe: occorre finanziare subito un organico maggiorato di almeno 160 mila docenti e 40 mila Ata, che corrispondono a 15 mila docenti aggiuntivi e 5 mila Ata, indispensabili per rafforzare pulizia, controlli e segreterie, da assegnare agli istituti per ogni anno scolastico partendo dal primo dell’infanzia al terzo delle medie. È il minimo sindacale, sotto il quale qualsiasi protocollo di prevenzione del contagio del Covid19 sarebbe impraticabile. Vanno inoltre individuati da subito i locali aggiuntivi di accoglienza delle classi in eccesso che si andranno a formare, anche questi in condizioni di igiene e sicurezza. Per fare questo abbiamo calcolato un finanziamento che non può andare al di sotto di 7-8 miliardi, quindi ne mancano 6 rispetto a quanto stanziato finora. Se non arriva, assieme alle assunzioni direttamente da graduatoria d’istituto trasformate in provinciali, a settembre ci troveremo punto e daccapo. Ecco perché abbiamo proclamato lo stato di agitazione e non escludiamo di arrivare allo sciopero”.

Sono 288 mila le classi in Italia nelle quali a settembre occorrerà predisporre le lezioni in presenza senza ricorrere alla didattica a distanza.

QUANTI STUDENTI DA “SISTEMARE”

All’interno delle classi, ci dicono i dati ufficiali del ministero dell’Istruzione riproposti nel rapporto del Comitato tecnico-scientifico, sono collocati 901.052 bambini iscritti nella scuola dell’infanzia statale, a cui vanno aggiunti 524.031 alunni sempre fra i tre e i sei anni delle scuole comunali o paritarie, 2.443.092 della primaria, più 167.667 iscritti nelle paritarie dello stesso grado, 1.628.889 delle medie, più 65.406 alunni delle medie paritarie. Poi ci sarebbero 2.626.226 studenti delle superiori, per i quali si prevede il sempre più probabile proseguimento della didattica a distanza alternata a quella in presenza.

In totale, dunque, sono 5.730.137 gli alunni tra la scuola dell’infanzia e terza classe della secondaria di primo grado da far tornare in classe con l’avvio del nuovo anno scolastico, assicurando loro lezioni in presenza, anche in locali aggiuntivi a quelli tradizionali, e senza ricorrere alla DaD: in caso contrario, andando avanti con le lezioni telematiche, anche “miste”, si produrrebbe di un danno formativo notevole, perché fino all’adolescenza la scuola, come giustamente rilevato dalla task force ministeriale di esperti, promuove una crescita non solo formativa, ma anche relazionale e di scambio di fondamentale importanza pedagogica.

QUELLO CHE SERVE

Anief ha calcolato che per fronteggiare la situazione e garantire il diritto allo studio di quasi sei milioni di alunni occorrono non meno di 7-8 miliardi di euro: è la somma che servirebbe a ridurre le classi a non oltre 15 iscritti, così da permettere quel distanziamento minimo di quattro metri quadrati agli alunni ed otto rispetto al docente. Sono le stesse disposizioni che negli altri Paesi UE sono state introdotte per il ritorno a scuola in presenza, con casi ancora più rigorosi, come quello del Belgio, dove gli allievi non potranno essere più di 10 a classe, oppure del Regno Unito e della Spagna, dove si imporrà la mascherina qualora si scenda al di sotto dei due metri di distanza.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ANIEF

Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ricorda che “nel Decreto Rilancio appena approvato di quella somma non c’è traccia: 16 mila supplenti in più nella scuola dell’infanzia e primaria ed altrettanti in surplus da assumere con i concorsi, anche quello straordinario della secondaria, però non prima del settembre del 2021, sono delle risposte a dir poco insoddisfacenti per dare garanzie per un ritorno in classe senza ripercussioni negative sulla didattica. Il nostro sindacato ha invece calcolato che occorre introdurre un organico maggiorato, con 200 mila docenti e Ata in più”.

“Solo in questo modo – continua il sindacalista autonomo – sarebbe possibile attuare la riduzione di alunni per classe, assolvendo quindi il diritto allo studio in presenza, non più quello a distanza che per via del digital divide comporta esclusioni massicce di discenti, oltre che il rispetto delle norme sanitarie, a partire dai distanziamenti fisici minimi. Contemporaneamente, bisogna procedere con l’assunzione dei precari da graduatorie d’istituto, trasformate in provinciali, altrimenti avremo a settembre una enormità di cattedre assegnate a supplenza anche tramite Mad. Senza dimenticare – conclude Pacifico – la stabilizzazione di altre figure professionali, un piano di mobilità straordinaria, la specializzazione dei docenti di sostegno, la trasformazione di tutto l’organico di fatto in diritto, oltre che un piano straordinario di edilizia scolastica per la messa in sicurezza e l’adeguamento alle odierne esigenze didattiche degli edifici scolastici”.

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