Anief: 2019 un anno di successi con la certificazione della rappresentatività

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Comunicato – La certificazione della rappresentatività nel comparto istruzione e ricerca nel decennale della fondazione, il 46° Consiglio nazionale e le nuove sfide. Emendamenti, audizioni in Parlamento sulle principali norme. La campagna #nonunoradimeno sul sostegno. Cinque scioperi nazionali. L’intervento in Europa con Cesi e Commissione UE. Gli incontri con le Istituzioni. L’operazione verità con le RSU e le linee guida per il rinnovo del CCNL. “Questa è la forza di un sindacato che continua a crescere e oggi rappresenta più di 50 mila delegati, il decimo in Italia per numero di iscritti,” dichiara Marcello Pacifico, il suo presidente.

Se si scorrono i mesi di quest’anno appena trascorso, si comprende come l’azione corale di più di 400 dirigenti sindacali oltre alle mille RSU elette sia stata frenetica, a volte incisiva e certamente rilevante nella politica scolastica e in generale della pubblica amministrazione portata avanti dai Governi presieduti dal premier Conte, in base alle scelte discusse e assunte in sei Consigli nazionali, per non parlare del contenzioso patrocinato da più di cento avvocati presso i tribunali nazionali ed europei.

Nelle relazioni sindacali l’esclusione dell’Anief dai tavoli, durante l’accertamento della rappresentatività, e la sua opposizione alle intese raggiunte in primavera (26 aprile) e d’estate (12 settembre) tra il Governo e i sindacati firmatari di contratto, i cinque scioperi generali (27 febbraio, 8 marzo, 10 maggio, 17 maggio insieme ai sindacati di base, 12 novembre autonomo) hanno certamente costretto le altre organizzazioni sindacali a cambiare idea e a proclamare lo Stato di agitazione del personale – poi revocato a seguito di una conciliazione con un ministro che una settimana dopo si è dimesso. Se il ministro Bussetti è stato commissariato per i posti di strumento musicale non attivati, il ministro Fioramonti ha fatto approvare un decreto scuola – oggi legge n. 159/190, come spesso dal presidente Pacifico invocato, che tuttavia nella sua stesura ha continuato a non risolvere il problema della supplentite. In autunno si sono svolti i primi incontri ufficiali di una delegazione Anief, presieduta dal presidente nazionale Marcello Pacifico presso il Miur, l’Aran, il Senato, la Funzione Pubblica.

Centinaia sono stati gli emendamenti presentati dai parlamentari su richiesta dell’Anief sui principali provvedimenti d’urgenza (decreto semplificazione – oggi legge 12/2019, quota 100 e reddito di cittadinanza – oggi legge 26/2019, concretezza p.a. – oggi legge 56/19, crescita – oggi legge 58/2019, scuola – oggi legge 159/2019, inclusione – oggi d.lgs. 96/19, legge di bilancio – oggi legge 160/2019, educazione civica – oggi legge 92/2019), con alcune proposte approvate. Il giovane sindacato ha approvato anche alcune linee guida per il rinnovo del CCNL, una piattaforma per il personale ATA e la revisione dei suoi profili presentata in Aran, e lanciato un’operazione verità con le RSU in alcune istituzioni scolastiche. Migliaia i partecipanti agli incontri formativi organizzati in collaborazione con Eurosofia e diverse le consulenze richieste a Cedan su materia fiscale e ai patronati afferenti alla Cisal in materia previdenziale.

Le vertenze legali come illustrato nella XX conferenza organizzativa hanno prodotto, nei soli ultimi due anni, 20 milioni di risarcimenti a favore dei lavoratori precari della scuola, nell’anno in cui la Cassazione ha chiarito come in tutti i decreti di ricostruzione di carriera emessi debba essere valutato per intero tutto il servizio effettivamente prestato, nei cedolini dei supplenti brevi e saltuari debba essere riconosciuto il salario accessorio, e la Corte dei Conti ha chiarito come per il personale ATA nei passaggi di ruolo sia facoltativa la temporizzazione. La campagna #nonunoradimeno, alla sua sesta edizione, continua a garantire le ore di sostegno alle famiglie che lo richiedono in base al PEI con risarcimenti che hanno convinto il legislatore, nell’ultima Legge di bilancio, ad aumentare di mille posti l’organico di diritto in esecuzione alle sentenze.

In Europa il giovane sindacato ha contribuito a realizzare per la CESI (Confederazione europea che rappresenta più di 5 milioni di lavoratori e dirigenti del lavoro pubblico e privato) la Carta dei docenti e con l’Accademia Cesi un progetto per la formazione dei quadri sindacali sulla tutela dei lavoratori a termine che ha visto il primo incontro internazionale svolgersi a Palermo. Presso la Corte di giustizia il sindacato si è costituito nella causa relativa ai contratti a tempo determinato dei ricercatori universitari, mentre a seguito dei continui interventi sulla procedura d’infrazione NIF 4231/2014, la Commissione europea ha inviato una lettera di messa in mora nei confronti dello Stato italiano in estate.

Certamente, la data da ricordare rimane il 19 novembre 2019, giorno della sottoscrizione da parte di tutte le sigle sindacali ad eccezione della CGIL e della CISL dell’Accordo quadro per l’attribuzione delle prerogative sindacali per le organizzazioni rappresentative nelle aree e nei comparti del pubblico impiego per il triennio 2019-2021. “Da quel giorno, abbiamo iniziato a costruire una nuova storia, conclude Marcello Pacifico, sempre fermi nei nostri ideali e cultori del diritto, pronti a continuare a lottare per realizzare nel 2020 una scuola più giusta, equa e solidale”.

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