Anief: 2019 senza ambiti, chiamata diretta e FIT. Tutte le novità

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Comunicato ANIEF – A giugno licenziati 50 mila docenti assunti con riserva da GAE se non vincitori del nuovo concorso, sempre che il Consiglio di Stato e le Sezioni Unite della Cassazione non cambino idea prima della primavera. Attesa per la sentenza della Corte di Giustizia sul risarcimento da attribuire al personale di ruolo per l’abuso dei contratti. 

Anief e Radamante ricorrono al TAR per conto degli esclusi dal concorso DSGA e TFA sostegno. Scopri tutte le novità legislative.

Per il 2019 è previsto lo sblocco dell’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale (dal 1 aprile), del salario accessorio e quota 100 da luglio con la penalizzazione del 16% dell’assegno; contratto triennale per la mobilità e rinvio a settembre della riforma sul sostegno (d.lgs. 66/17) di cui si attende il primo bando per un nuovo TFA a cui potranno partecipare anche i laureati con 24 CFU o con 36 mesi di servizio. Possibili novità pure sugli organici di sostegno dopo che Anief ha ottenuto l’annullamento della circolare sugli organici di sostegno dell’USR Sicilia per il mancato computo dei posti di sostegno in deroga in organico di diritto rispetto alle effettive esigenze rilevate, mentre dal 2020 sono senza copertura finanziaria gli stipendi di 65 mila supplenti su posti di sostegno per la sottrazione di 1,1 miliardi prevista dalla legge di stabilità. Attesa anche per la sentenza della Consulta sul concorso riservato ai dirigenti scolastici e su quello per i docenti abilitati.

Dopo l’approvazione del decreto dignità (legge 96), del decreto milleproroghe (108), della legge di stabilità (legge 145), con la sottoscrizione dell’accordo sulla mobilità l’ultimo giorno dell’anno (CCNI 2019/2021), si è chiuso certamente l’ennesimo anno molto travagliato per il personale della scuola. Ma cosa ha in riservo la politica in questo inizio di 2019 per la scuola? E quali novità arriveranno dalle aule dei tribunali?

Innanzi tutto, il nuovo anno di apre, da parte del Governo, con il disegno di legge Concretezza approvato dal Senato e in corso di esame (AC 1433) presso la Camera, e il decreto-legge n. 135/18 Semplificazione all’esame del Parlamento (AS 989). Nel primo caso, si prevede un successivo decreto per normare le nuove procedure contro l’assenteismo per il personale scolastico, mentre nel secondo caso si elimina l’anno di formazione e tirocinio per i vincitori dell’ultimo concorso a preside. Su entrambe le proposte ANIEF ha presentato diversi emendamenti in audizione.

Il Senato, ancora, esamina il disegno di legge approvato dalla Camera (ex AC 523 – AS 992) recante Delega al Governo in materia di insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria che si vuole introdurre in via sperimentale in alcune istituzioni scolastiche, come da Anief sempre richiesto dalla sua fondazione.

Diverse, invece, sono le proposte di legge presentate da esponenti della maggioranza, di cui è iniziato l’iter e tutte nate in risposta alle battaglie portate avanti da Anief nelle scorse legislature e denunciate all’opinione pubblica, dal precariato, agli organici, alle classi pollaio nonostante la giovane associazione sindacale, oggi rappresentativa, non sia ancora stata audita dalle Commissioni parlamentari referenti: (AS n. 763) dalla Modifica delle legge 107 del 13 luglio 2015 in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta, per la quale sono già stati presentati emendamenti (tra cui l’1.0.2. sulla riapertura delle Gae) alla (AC 877) Modifica all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e disposizioni concernenti la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado, per la quale si è chiesto il parere del Governo sulla copertura finanziaria.

Nei prossimi mesi ci si attende che vengano banditi concorsi già annunciati per la scuola secondaria I e II grado, per il corso TFA sostegno, per il concorso ordinario selettivo per 10.183 posti per la scuola primaria e che si concludano quelli in corso: concorso riservato per la primaria e l’infanzia, il concorso riservato agli abilitati per la secondaria, il concorso per il reclutamento dei dirigenti e per i DSGA.

I concorsi straordinari – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – non hanno risolto il problema, perché la chiusura delle GaE e del doppio canale di reclutamento ha prodotto oltre 100 mila i supplenti. Con il paradosso che quasi 33 mila immissioni in ruolo del 2018, oltre la metà delle complessive autorizzate dal Mef, è andata deserta. Nel frattempo, è a buon punto la procedura d’infrazione europea per l’abuso dei contratti a termine 2014/4231 pendente presso la Commissione europea sulla violazione dell’Italia della normativa comunitaria dei contratti a termine, acuita dall’approvazione della Legge 107/2015. Invece di puntare tutto sui concorsi, il Governo dovrebbe riaprire le GaE per sanare la posizione di migliaia di insegnanti formati dallo Stato, ma costretti a cambiare cattedra ogni anno”.

Entro pochi giorni si attende il decreto che disciplinerà l’anticipo per andare in pensione anche a 62 anni. Oltre a quota 100, il decreto si occuperà pure della pensione anticipata, dell’opzione donna e dell’Ape social: l’ape sociale, che permette di uscire dal mondo del lavoro a 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi (36 nel caso delle attività gravose, come ad esempio per le maestre dell’infanzia); l’opzione donna, con l’uscita con il ricalcolo contributivo per chi ha almeno 35 anni di contributi ed è nata entro la fine del 1959 (il 1958 se autonome). Per almeno 50 mila lavoratori della scuola, quindi, si potrebbero aprire le porte della pensione dal 1° settembre 2019, ma con una penalizzazione dell’assegno fino al 16% per via degli anni anticipati senza contributo.

La complicata vicenda dei diplomati magistrale che hanno promosso ricorso per l’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento potrebbe trovare una prima soluzione il prossimo 20 febbraio, giorno in cui è prevista l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che si riunirà nuovamente per una nuova decisione sul punto. Tre settimane dopo si attende la decisione da parte della Cassazione con possibili pasticci nell’ipotesi di giudizi contrastanti sia pure nella diversità dei poteri esercitati. Infatti, sentenza n. 11 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017, negativa per i diplomati magistrale, è stata impugnata dinanzi alla Cassazione con motivazioni che oscillano dall’eccesso di potere giurisdizionale al difetto assoluto di giurisdizione, fino alla violazione della Costituzione e della Cedu. Per i precari storici che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, 36 mesi di servizio, invece, sarà riservato soltanto il 10% degli accessi al nuovo concorso piuttosto che un concorso riservato. Ma tutto ciò è inutile, perché per coprire i posti e cancellare il precariato storico bisogna riaprire le GaE a decine di migliaia di docenti già selezionati, formati e abilitati all’insegnamento, abilitare il personale sprovvisto di abilitazione e reclutarlo nei ruoli. L’approdo della giurisprudenza comunitaria, inoltre, potrebbe evolversi con una nuova sentenza della Corte europea sulla causa Rossato relativa al risarcimento negato al personale di ruolo dalla Cassazione per la reiterazione ingiustificata dei contratti a tempo determinato, per la quale Anief ha aperto un contenzioso seriale. Inoltre, Anief continua la battaglia giudiziaria per l’immissione in ruolo per chi ha svolto almeno 36 mesi di supplenze su posto vacante e disponibile ed è ancora precario: gli interessati possono consultare il portale Anief.

Si discuterà anche della questione degli aspiranti DS che hanno impugnato D.M. 449/15 laddove ha escluso i ricorrenti avverso il concorso del 2011 dalla frequentazione del precedente corso-concorso che ha portato alla nomina di altri 440 dirigenti scolastici. La questione, con quattro ordinanze del Consiglio di Stato (3008-3011/17), è giunta in Corte Costituzionale iscritta a ruolo n. 173/17. Il Presidente del Consiglio ha chiesto e ottenuto il 5 novembre 2018 un rinvio dell’udienza pubblica per via di modifiche che però non sono pervenute.

Una grossa novità per il mondo della scuola, che caratterizzerà certamente l’anno, sarà la partecipazione ai tavoli di negoziazione dell’ANIEF dopo trent’anni di assoluta immobilità sindacale. Il giovane sindacato si impegna a limitare il ricorso all’utilizzo del personale collocato su “potenziamento”, inteso invece oggi quasi sempre come una sorta di “tappabuchi”, a garantire la partita di trattamento nell’anzianità retributiva tra personale assunto prima e dopo il 2001 e tra personale precario, nell’adeguare gli stipendi e l’indennità di vacanza contrattuale all’inflazione. Per il personale già di ruolo, Anief punta a far riconoscere la ricostruzione di carriera dell’intero servizio pre-ruolo, a far rivalutare i livelli di stipendio dei profili Ata, oggi invece praticamente bloccati, ad adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, inclusi i posti in deroga di sostegno, attivando anche un profilo specifico per collaboratori scolastici e per gli assistenti. C’è poi la volontà di garantire la formazione per altre abilitazioni al personale di ruolo o specializzazione su sostegno, favorendo in tal modo pure i passaggi verticali del personale Ata.

Sulla mobilità, il sindacato autonomo intende dare battaglia per avviare un piano straordinario sul 100 per cento dell’organico di diritto e di fatto su posti vacanti e disponibili, per eliminare il blocco su sostegno e per riconoscere il servizio svolto nelle scuole paritarie, oltre che per riconoscere per intero servizio pre-ruolo nelle graduatorie interne d’istituto.

Nel 2019 potrebbe concretizzarsi la realizzazione dell’autonomia differenziata di alcune regioni, il cui iter è stato già avviato e che porterebbe alla gestione di importanti materie, quali organici, assunzioni e trasferimenti con effetti incerti e differenziati con grande preoccupazione dei risvolti problematici che questa scelta comporterebbe, innanzitutto per il Veneto e le altre regioni interessate come la Lombardia e l’Emilia Romagna. “Il primo partito di governo, – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato – sulla regionalizzazione della scuola, come della sanità e di altri servizi pubblici essenziali, deve uscire allo scoperto. Senza ripensamenti o posizioni contraddittorie. La nostra organizzazione lo ha fatto da tempo. Ricordando che stiamo parlano di un tentativo che diversi governi hanno tentato, inutilmente, di attuare: in tutti i casi, però, le aule dei tribunali hanno rimesso le cose a posto, stoppando sul nascere i vari progetti per palese incostituzionalità”.

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