ANDIS, Marotta su riforma: protesta legittima, ma sproporzionata. Serve avvio concorso dirigenti, più di mille scuole in reggenza

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“La protesta dei docenti è rispettabilissima, ma forse è sproporzionata rispetto alle vere questioni in gioco”.

“La protesta dei docenti è rispettabilissima, ma forse è sproporzionata rispetto alle vere questioni in gioco”.

Il Presidente Andis (Associazione nazionale dirigenti scolastici) Paolino Marotta non ravvisa negli articoli della riforma né una scorciatoia verso la scuola-azienda né una ferita mortale al protagonismo della comunità scolastica, ma pure sollecita decreti attuativi veramente chiari a riguardo. Qualche perplessità in più per l’inizio del nuovo anno, per il clamore di certi richiami sindacali e col timore che i presidi finiscano col fare i “vigili urbani”.

Presidente Marotta, che giudizio dà della condotta generale tenuta dal Governo? La riforma è stata approvata praticamente con un blitz e tra i fischi degli insegnanti. Quale ritratto dell'Italia ne esce, pensiamo a chi ha visto tutto questo da fuori.

“La maggioranza ha scelto di portare a conclusione il suo progetto di riforma nonostante la forte contestazione di parlamentari, docenti e sindacati, ma lo ha fatto utilizzando le normali procedure parlamentari. Non credo si sia trattato di un blitz. Tra l’altro  nella storia dell’Italia repubblicana le riforme si son sempre fatte a colpi di maggioranza. 

Preoccupa ovviamente la dimensione della protesta, che utilizza modalità e toni a volte esasperati. Chi ci guarda da fuori stenta a comprendere come una riforma del sistema di istruzione, che garantisce l’assunzione di più di 100.000 insegnanti e distribuisce alle scuole, dopo un decennio di tagli, finanziamenti davvero consistenti, possa generare una contrapposizione politica e sociale così estesa e soprattutto così veemente”.
 
Che cosa pensa allora dei docenti che protestano, alcuni dei quali fanno addirittura lo sciopero della fame. Hanno tutti paura di non essere 'scelti'? Pensa che ci sarà un clima diverso nelle scuole d'ora in avanti?

“La protesta dei docenti è rispettabilissima, ma forse è sproporzionata rispetto alle vere questioni in gioco. Credo che ci sia un fraintendimento di fondo: il rafforzamento dell’autonomia ed il conseguente rafforzamento delle responsabilità gestionali del dirigente scolastico vengono percepiti come elementi che potrebbero condurre ad un’aziendalizzazione della scuola, invece che in termini di accresciuto protagonismo della comunità scolastica. Quest’aspetto dovrà essere chiarito nei decreti attuativi senza ambiguità. In realtà nel testo di legge mai compaiono logiche di natura aziendalistica, la scuola viene definita ‘comunità attiva, aperta al territorio’ o ancora ‘laboratorio permanente … di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva’.

Sorprende  che abbia fatto tanta presa sui docenti lo scenario della ‘chiamata diretta’ e dei cosiddetti super-poteri del dirigente scolastico. Eppure la legge di riforma disegna, se pur in maniera poco organica, un’idea di scuola democratica e partecipata: ‘le istituzioni scolastiche garantiscono la partecipazione alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione è orientata alla massima flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico’.  All’interno di questo quadro di valori e di regole, definiti dalla istituzione scolastica, ‘il dirigente scolastico svolge compiti di gestione direzionale, organizzativa e di coordinamento ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio nonché della valorizzazione delle risorse umane e del merito dei docenti’. Il profilo del ds rimane quello disegnato nell’art. 25 del D.Lgs 165/2001. Nell’ambito di un’autonomia rafforzata il dirigente scolastico assume alcune responsabilità nuove relative alla valutazione del periodo di prova dei docenti neo-assunti, alla chiamata dei docenti dall’albo territoriale, all’attribuzione del bonus, ma tutte queste prerogative dovranno essere esercitate – come è ben sottolineato nella legge – nel rispetto delle competenze degli organi collegiali.

Non si giustificano a mio avviso le paure, né tanto meno le grida o le invettive che corrono sui social: la legge non cancella affatto la democrazia e la partecipazione nella scuola!”.

Non la pensano come lei i sindacati che promettono un autunno caldo, anzi caldissimo. Quale scenario potrebbero trovarsi a fronteggiare i dirigenti? La sua organizzazione sta portando avanti iniziative per aiutarli a gestire il caos in cui probabilmente verseranno le scuole a settembre?

“Preoccupa oggettivamente la prospettiva che si sta delineando per l’inizio del prossimo anno scolastico. Le dichiarazioni di alcuni leader sono davvero inquietanti: “a settembre ogni istituto diventerà la Stalingrado della Buona scuola”(Di Meglio-Gilda), “la riforma uscirà da Montecitorio per entrare nei tribunali” (Anief), “sarà una resistenza non violenta”(Bernocchi-Cobas).  Si annuncia uno scenario di proteste e contenziosi diffusi, che creerà non pochi problemi a quei docenti e a quei dirigenti che cadranno nella trappola del muro contro muro, scenario che non lascia tranquilli nemmeno studenti e famiglie per le oggettive ripercussioni che si potranno avere sul regolare svolgimento delle lezioni e sugli apprendimenti degli alunni. Spero che il mondo della scuola, che ha sempre dimostrato un altissimo senso di responsabilità, sappia anche questa volta essere all’altezza della sua tradizione, cogliendo nella riforma gli elementi di positività che pure ci sono e che possono aiutare le autonomie scolastiche a migliorare il servizio di istruzione e formazione.

Vorrei aggiungere un ulteriore punto di riflessione: il Rapporto Invalsi sulle rilevazioni degli apprendimenti di maggio-giugno 2015, presentato l’altro ieri al Miur, disegna una scuola italiana ancora a due velocità, con situazioni di grave insufficienza in alcune aree del Centro-Sud e delle Isole, che chiamano in causa la qualità dei processi di insegnamento-apprendimento. Dovremmo, dirigenti e docenti insieme, avvertire la responsabilità che ci viene da questi dati e provare a migliorare i livelli di equità e di efficienza delle nostre scuole. 

Di fronte agli scenari che si preannunciano per settembre la nostra Associazione fa appello ai suoi iscritti perché tengano – come sempre – comportamenti di responsabilità, moderazione ed equilibrio, perché sappiano esprimere quella leadership educativa (ampiamente descritta nel nostro Codice Etico) capace di orientare l’azione formativa della scuola verso i fini istituzionali.

Nella prossima settimana il Direttivo nazionale dell’Andis prenderà in esame gli aspetti più problematici della legge e proporrà un contributo qualificato agli estensori dei decreti attuativi.      Nella stessa direzione va anche il nostro Seminario nazionale di Laceno del 16 e 17 luglio prossimi, nel quale metteremo a fuoco alcuni aspetti della riforma nella prospettiva di una sua immediata e completa applicazione”.

In un comunicato di qualche giorno fa deplorava in modo molto fermo i ritardi nei procedimenti concorsuali per la nomina dei nuovi dirigenti scolastici in Lombardia e Campania. Quali nuove procedure auspica perché i concorsi futuri?

“Con il comunicato del 3 luglio scorso l’Andis ha chiesto con forza all’Amministrazione ed ai responsabili politici nazionali di trovare una soluzione che concluda rapidamente e definitivamente le vicende concorsuali della Lombardia e della Campania.

C’è preoccupazione diffusa tra i dirigenti scolastici per la situazione di criticità che si profila anche per il nuovo anno scolastico, con oltre 1300 scuole da assegnare in reggenza. L’Andis intende rappresentare l’interesse legittimo delle istituzioni scolastiche di avere un dirigente a tempo pieno, quale fattore non secondario per il perseguimento delle finalità istituzionali. E’ fin troppo evidente che la mancata copertura dei posti di dirigente mette in crisi la tenuta delle autonomie scolastiche e soprattutto i livelli di efficienza e di efficacia del servizio.

È urgente, pertanto, che si bandisca il più volte annunciato nuovo concorso a dirigente scolastico per coprire le sedi vacanti con modalità e procedure che garantiscano, in tempi ristretti, un esito certo e di qualità. Nella conduzione del prossimo corso-concorso la Scuola Nazionale di Amministrazione dovrà organizzarsi in modo da riuscire a selezionare quei candidati che dovranno diventare non semplici dirigenti amministrativi, bensì dirigenti fortemente connotati da quella specificità psico-pedagogica e organizzativa che deve possedere un leader per l'apprendimento.

Dopo i tanti errori del passato di superficialità sciatteria e incompetenza, sarà necessario garantire innanzitutto procedure corrette e trasparenti, a partire dall’individuazione dei componenti delle commissioni giudicatrici”.

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