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Andare in pensione a 60 penalizza l’assegno mensile?

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Anticipare la pensione ha sempre un costo che però è ammortizzato da maggior numero di anni di prestazione percepiti.

Come abbiamo scritto in diverse occasioni l’anticipo della pensione ha sempre un costo. Anche se l’assegno spettante non viene decurtato, infatti, subisce sicuramente una diminuzione rispetto a quanto spetterebbe al raggiungimento dei 67 anni. Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

SalveSono insegnante di scuola media, 
Mi sono recata presso il sindacato Snals per capire se potevo andare tranquillamente in pensione dopo aver maturato i tanto attesi 41 anni e 10 mesi  di contributi  ma con 60 anni di età. Mi è stato però prospettato un quadro poco piacevole ossia:visto la giovane età pensionabile il mio stipendio subirà una decurtazione di circa 400euro al mese e di circa 5000 euro sul TFR., pur rimanendo bloccato lo stipendio allo stato attuale perché già appartenente all’ultima fascia. È mai possibile ciò? A chi posso rivolgermi per chiarimenti sicuri?
Grazie mille per la risposta 

Il prezzo dell’anticipo pensionistico

Quello che le hanno detto è vero e vado a spiegarle perchè. Quando si va in pensione si smettono di versare i contributi. Di fatto se attendesse i 67 anni avrebbe un montante contributivo più pesante grazie ai 7 anni in più di contributi versati. Inoltre per quel che riguarda la quota contributiva della pensione (ovvero tutti i contributi versati a partire dal 1996 che per lei dovrebbero essere circa 26 anni) si trasformano in pensione con l’applicazione del coefficiente di trasformazione.

Si tratta di un moltiplicatore che aumenta al salire dell’età.  A 60 anni questo coefficiente è pari a 4,515%. Praticamente per determinare la sua pensione annua, almeno per la quota contributiva, si moltiplicano tutti i contributi versati a partire dal 1996 per questo numero che aumenta al crescere dell’età. A 67 anni il coefficiente di trasformazione applicato è del 5,575%, più alto, quindi, di oltre un punto percentuale.

Se somma, quindi, i mancati versamenti e il coefficiente di trasformazione meno vantaggioso, si comprende il perchè l’anticipo è sempre meno conveniente della pensione di vecchiaia. Quello che deve valutare, a mio avviso, non è solo quando andrebbe a perdere ma anche il maggior numero di anni in cui percepirebbe la pensione anticipando. Infatti, in questo modo la pensione le verrebbe erogata per 7 anni in più (che anche considerando una pensione di 1000 euro al mese corrispondono a 91mila euro di pensione in più che si percepisce) che in qualche modo vanno ad ammortizzare l’importo meno elevato.

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