And: Stipendi docenti, vergogna nazionale. Pronti alla protesta

di redazione

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Comunicato Stampa – La Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza del 2019 smentisce clamorosamente gli impegni del Governo in materia di istruzione.

Le risorse destinate alla scuola non aumenteranno, ma addirittura diminuiranno (pag. 48, TAVOLA R1: PREVISIONE DELLA SPESA PUBBLICA IN PERCENTUALE DEL PIL), dall’attuale 3,6% del PIL passeranno al 3,4% nel 2020, con una previsione verso il 3,0% negli anni successivi. In netta controtendenza rispetto ai Paesi OCSE.

Per contro, prendiamo atto delle dichiarazioni di volontà del Ministro Fioramonti, espresse sin dal suo insediamento, di sostenere verso il Governo una pressante richiesta di maggiori risorse. Ma di fronte alla Nota di aggiornamento al DEF, presentata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, che smentisce ogni aspettativa, la sua amarezza è anche la nostra!

Siamo alle solite! Si continua a marginalizzare la scuola e con essa la cultura, dimenticando che investire nell’istruzione e nella formazione significa imprimere una spinta positiva all’economia stimolando lo sviluppo del Paese nel giusto verso.

Siamo stanchi di aspettare dal governo di turno la necessaria svolta alle politiche economico sociali. Urge un significativo passo verso una maggiore assegnazione e più equa ridistribuzione delle risorse da destinare all’istruzione pubblica, una doverosa riduzione degli sprechi e l’attuazione di investimenti oculati. Misure che permetterebbero una adeguata remunerazione dei lavoratori della scuola.

Chiediamo che si attui, ora, senza altre dilazioni, l’allineamento degli stipendi dei docenti a quelli dei colleghi europei. LA RETRIBUZIONE DEI DOCENTI ITALIANI È ORMAI UNA VERGOGNA NAZIONALE!

Non accetteremo più le solite elargizioni di spiccioli, gabellate per aumenti, che servono solo a mortificare la nostra professionalità.

Pretendiamo, con ragione, il rinnovo contrattuale, puntualmente procrastinato oltre la scadenza convenzionale, grazie all’immobilismo complice delle note sigle sindacali conniventi e il recupero degli aumenti tagliati.

Chiediamo l’adeguata copertura degli organici, non solo del personale docente ed educativo, ma anche dei collaboratori ATA, la cui riduzione numerica avvenuta negli anni passati ha danneggiato fortemente la sicurezza delle scuole, rimaste prive della necessaria opera di sorveglianza degli allievi e di cura degli ambienti scolastici.

Contestiamo condizioni lavorative al limite della sopportazione, siamo gli unici, tra le tante categorie di lavoratori, a prestare lavoro al contempo sommerso e gratuito!

Chiediamo la giusta considerazione della nostra condizione, siamo pronti alla mobilitazione generale unitamente a tutte le categorie che condividano le nostre rivendicazioni.

Per tali motivi, nei prossimi giorni siamo pronti a manifestazioni pubbliche per dire no a soluzioni di compromesso, che distraggano dai veri obiettivi, e per esigere risposte concrete ed esaustive. È ora che il cambiamento sia nei fatti e non nelle parole.

Associazione Nazionale Docenti

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