AND: no crocifisso nelle aule scolastiche. Laicità dello Stato sancito dalla Costituzione

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Comunicato Associazione Nazionale Docenti – Il principio di laicità dello Stato è sancito dagli artt. 7 e 8 della nostra Costituzione (art. 7: lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani»; art. 8: tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge) ed è stato confermato e rafforzato nei successivi interventi del legislatore e della giurisprudenza, anche costituzionale, che ne hanno sostanziato il contenuto nel pluralismo confessionale, nella parità tra i culti e nella posizione di equidistanza dello Stato rispetto alle varie confessioni religiose.

Uno stato laico è uno stato che distingue tra diritto e morale, tra politica e religione, tra sfere ed ambiti delle diverse competenze di questi e che garantisce la reciproca non ingerenza nelle rispettive questioni interne. È neutro, non deve cioè identificarsi in alcuna dottrina, né deve essere condizionato da alcun credo o da alcuna ideologia. Diversamente, richiamarsi preferibilmente ad una confessione religiosa, riconoscendo solo i suoi principi e valori morali e spirituali, finirebbe per avere efficacia escludente nei confronti dei cittadini che in quei valori non si riconoscono, creando discriminazioni tra essi.

L’ostensione nelle aule scolastiche del simbolo per eccellenza della cristianità, improntando forzatamente la nostra cultura, sarebbe facilmente interpretabile come adesione tacita generalizzata a quella confessione di cui è espressione, a detrimento di valori universali che trascendono quelli specificamente religiosi oltreché di sensibilità diverse.

Il ruolo di uno Stato che si professa solo laico è proprio quello di rendersi parte attiva per garantire che nessuno imponga la propria visione del mondo agli altri. I principi laici al quale deve informarsi l’azione statale non devono essere mutuati da alcuna religione, ma dal diritto positivo. Per questo motivo si preferirebbe che le pareti delle aule fossero decorate ed arredate lasciando libero spazio alla creatività degli allievi ed ai contenuti squisitamente culturali, senza interferenze religiose o ideologiche di alcun genere, salva la libertà di ciascuno di professare il proprio credo.

Ugualmente inopportuna, dunque, è da ritenere l’affissione della croce in tutti gli spazi dove si esercitano le pubbliche funzioni (aule di tribunale, uffici amministrativi) poiché non si vede la ragione di connotare confessionalmente quei luoghi e quelle funzioni che solo nella legge devono trovare fonte e limite. Si pensi in particolare ai tribunali ove con le parole “La giustizia è amministrata in nome del popolo” è richiamato il c. 1 dell’art. 101 della Cost., quale significato può assumere il crocifisso quando addirittura è posto sopra la solenne esplicitazione della funzione giudiziaria?

La progressione culturale della società ci impone di guardare alle religioni con maggiore spirito critico valutando gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi prodotti nella storia dei popoli, che ci testimonia, da sempre, quanto possano essere dannose le appartenenze e gli integralismi.

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione