Ancora sul blocco dei 5 anni per i docenti abilitati. Lettera

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Inviato da Luca Gallo-  Come tutti sanno i docenti abilitati tfa-pas hanno dovuto subire ogni genere di ingiustizie,  dal mancato inserimento in GAE, al concorso beffa 2016, un vero e proprio terno all’ otto, al concorso farsa 2018 che ha costretto migliaia di persone a percorrere centinaia di km -vedi aggregazioni territoriali- per svolgere semplicemente un colloquio, e per finire alla beffa della legge di bilancio del 31 dicembre 2018 che cambia i criteri per i neoassunti, prevedendo il blocco di 5 anni sulla stessa sede anche per chi proviene dalle grame del concorso per abilitati 2018.

Come se non bastasse il D.M. 831, per le graduatorie pubblicate entro il 31 dicembre 2018, ci ha obbligati a scegliere i posti residui disponibili a.s. 2017-18, non tenendo conto dei nuovi organici ne dei numerosissimi pensionamenti tenendo conto anche di quota 100, i cui posti potrebbero essere utili per le assunzioni a partire dal 1 settembre 2019.

Per cui visto che il concorso 2018 e’ stato regionale ecco allora che scegliere dei posti residuali anche a centinaia di km da casa e poi constatare che magari nella propria provincia di residenza o anche nella propria citta’ si stanno liberando dei posti e’ una beffa enorme, poi leggere sul contratto firmato all’ USR di appartenenza che si deve restare nella stessa sede per 5 anni, e’ un’ ingiustizia enorme, questa norma infatti penalizza solo una parte dei neoassunti, non riguarda infatti le GAE ne GM 2016 ma solo gli ex terzo anno FIT, docenti abilitati, non piu’ giovani che avevano scelto la regione dove affrontare il concorso in base alle disponibilita’ e in base alle proprie esigenze personali e familiari, e che si vedono ancora una volta in una situazione difficile e paradossale, infatti non avendo diritto alla mobilita’ per i prossimi anni, i posti che si dovessero liberare nella propria provincia di residenza saranno dati ai nuovi assunti del concorso 2019, rischiando di non poter piu’ fare ritorno a casa, con disagi a questo punto impensabili.

Mi rivolgo ai sindacati per portare avanti questa vicenda fuori da ogni logica, anche perche’ se uno e’ assunto dal 1 settembre 2019 come mai deve scegliere i posti residui del contingente dell’ anno scorso, come al solito i primi in graduatoria, tranne qualche eccezione, saranno i piu’ penalizzati.

A parte le varie interpretazioni e la varie tipologie di contratto che i vari USR stanno facendo firmare ripeto agli ex terzo anno FIT, passati  come se niente fosse ad un nuovo sistema di reclutamento dove all’ atto del bando di concorso 2018 non c’ era traccia,  che si possa almeno derogare per il prossimo anno questo blocco  assurdo, che per alcuni e’ incostituzionale, per altri del tutto legittimo, in nome di una continuita’ didattica che calpesta totalmente i diritti e che non tiene conto della assurdita’ della vicenda, chi ad  esempio ha firmato prima del 31 dicembre non si trova con il blocco su citato, in puglia le convocazioni sono state fatte ad aprile 2019 e nel contratto  che doveva essere una liberazione dopo anni e anni di precariato abbiamo trovato questo bel regalino, prendere o lasciare, infatti non pochi hanno rinunciato al ruolo dopo tanti anni di sacrifici, ma per alcuni dover ricominciare tutto da capo e’ stato troppo.

Un appello infine ai rappresentanti dei docenti abilitati italiani affinche’ si adoperino in tutti i modi per aggiustare questa situazione,  noi in molti casi non abbiamo scelto un bel nulla, che ci si dia almeno la possibilita’ per il prossimo anno di trasferiirci in una sede piu’ vicina a casa, una volta ottenuto il trasferimento si puo’ anche prevedere un blocco max di tre anni come prevede per altro il contratto sulla mobilita’, ma il blocco cosi’ come e’ concepito  e’ inammissibile,  soprattutto al sud dove i posti risultano sempre troppo pochi sia per le assunzioni che per  la mobilita’.

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