Ancora per mesi supplenti senza stipendio, negata esistenza libera e dignitosa, mancano fondi? Perchè?

di Avv. Marco Barone
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Per l’ennesima volta si deve intervenire su una questione che per un periodo è stata anche all’attenzione della stampa nazionale, per poi finire nel dimenticatoio.

Ma i problemi non sono stati risolti, almeno non per tutti. Ciò perchè in rete sono diverse le segnalazioni che riguardano soprattutto i supplenti brevi e/o saltuari senza stipendio da mesi. Una vergogna degna di Paesi sull’orlo della bancarotta. I problemi riguardano i mancati pagamenti dello stipendio come minimo a partire dal mese di maggio ed in questo periodo è ancora più difficile ottenere informazioni. NoiPa è stato letteralmente e comprensibilmente preso d’assalto, ma non è NoiPa il responsabile del mancato pagamento o dei vergognosi ritardi. Il problema è che non ci sono fondi? E che questi non sono stati adeguatamente preventivati? Cosa accadrebbe se in una qualsiasi azienda centinaia di lavoratori non si vedessero liquidati lo stipendio? E per diversi mesi? Come minimo si attuerebbe uno sciopero ad oltranza anche di solidarietà tra tutti i lavoratori dell’azienda.

Il DPCM del 31 agosto 2016 è quello che disciplina le modalita’ di pagamento delle somme spettanti al personale supplente breve e saltuario. (16A07391) (GU Serie Generale n.241 del 14-10-2016) .
Si legge chiaramente che le istituzioni scolastiche e le competenti articolazioni del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e del Ministero dell’economia e delle finanze agiscono attivando ogni opportuna forma di cooperazione al fine di garantire, ciascuna per la parte di competenza, la tempestiva assegnazione delle risorse alle istituzioni scolastiche ed il pagamento mensile delle somme spettanti al personale a tempo determinato per le prestazioni di lavoro rese, con particolare riferimento agli incarichi di supplenza breve e saltuaria, nel rispetto dei termini previsti da apposito decreto e che il pagamento deve comunque avvenire entro il trentesimo giorno successivo all’ultimo giorno del mese di riferimento, ferma restando la disponibilita’ delle risorse iscritte in bilancio per il pagamento delle spese per i predetti incarichi di supplenza breve e saltuaria. Ecco. Tutto ciò per tantissimi docenti non è accaduto. Termini palesemente violati. Ma il problema è dovuto a quel ferma restando per mancanza di risorse iscritte in bilancio? Il Ministero dell’economia e delle finanze, tramite il sistema NoiPA, sulla base dei contratti inseriti dalle istituzioni scolastiche nel sistema SIDI, effettua il calcolo delle competenze spettanti al personale supplente che restituisce entro una giornata lavorativa. Entro lo stesso termine il sistema NoiPA effettua l’elaborazione di tutti i prospetti concerne il contratto medesimo, procedendo agli eventuali ricalcoli delle rate, in modo che le istituzioni scolastiche possano autorizzarle nei tempi previsti. Tale periodicita’ puo’ essere eccezionalmente protratta a tre giorni lavorativi nei periodi di chiusura del sistema NoiPA, a seguito delle emissioni ordinarie comunicate ogni anno preventivamente al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (MIUR). Il MIUR, ricevuti i dati economici da parte di NoiPA, attraverso il sistema di gestione dei POS (GePos), effettua il controllo di capienza dei POS delle istituzioni scolastiche e associa il pertinente capitolo di bilancio alle rate del contratto elaborato da NoiPA. In presenza di non adeguata copertura finanziaria sui pertinenti capitoli di ogni singolo Punto Ordinante di spesa (POS), il sistema GePos effettua la verifica di capienza sui capitoli dello stato di previsione del MIUR e provvede a quantificare il fabbisogno, predisponendo i conseguenti piani di riparto.
E’ il caso di ricordare che in materia di retribuzione il mancato pagamento di arretrati retributivi attesa la natura alimentare del credito retributivo, compromette, per tutto il tempo della mancata erogazione, il diritto del lavoratore a un’esistenza libera e dignitosa, principi consolidati in giurisprudenza.

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