Ancora in voga la favola dei 90 giorni di ferie dei docenti. Lettera

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Inviato da Piera Gatti – Dopo venti anni di lavoro onesto nella scuola italiana, avendo sempre amato e considerato persone fondamentali i miei studenti, resto veramente nauseata nel leggere che nel nostro Paese sia ancora in voga la favola che i docenti italiani avrebbero 90 giorni di ferie.

La cosa mi fa veramente sorridere poiché vorrei umilmente precisare che esistono gli esami di stato nella scuola secondaria di I e II grado che impegnano i docenti italiani fino alla metà di luglio. I docenti godono di 36 giorni di ferie come tutti i dipendenti pubblici e inoltre sono sempre costretti, con i loro magri compensi, a fare le vacanze in alta stagione.

Continuare con la snervante richiesta di trasformare l’istituzione pubblica in una ludoteca, baby-parking o campo estivo, mi sembra, una mancanza assoluta di contezza della realtà oltreché un’offesa alla professionalità docente che spesso si sostanzia di svariati titoli accademici e specializzazioni e master di ogni tipo con competenze plurime. I ragazzi dovrebbero essere aiutati dalle famiglie ad imparare il senso di responsabilità anche nel gestire il loro tempo autonomamente da soli perché dai 12 anni non si è più dei bambini ma degli adolescenti.

I ragazzi devono apprendere con gradualità il senso del limite delle cose, della responsabilità e della socialità consapevole. Non si fanno crescere i ragazzi se non si dà loro piena fiducia. Ricordiamo sempre che i nostri ragazzi sono in gamba e dobbiamo farli sentire amati e dare loro la libertà! Ricordo le mie estati (sono figlia di genitori che lavoravano sodo!) nelle quali dovevo personalmente impiegare il mio tempo in modo responsabile e adulto.

Invito i tanti genitori legittimamente ansiosi a dare uno sguardo ai modelli educativi del passato nei quali si affidava ai ragazzi il giusto peso delle proprie responsabilità. In un mondo ideale, mi piacerebbe interfacciarmi con genitori sempre collaborativi con le scuole, rispettosi delle figure dei docenti, capaci di cogliere nelle critiche non il giudizio dell’insegnante, bensì la competenza professionale nell’essere educatore consapevole e amorevole verso i propri discenti, in modo da far crescere i ragazzi equilibrati e consapevoli del proprio sé e dei propri limiti umani.

Senza ostacoli non si cresce e la perfezione non esiste perché ognuno di noi è unico e merita di essere accolto, amato ed educato! Amiamo molto i nostri giovani, ma insegniamo loro ad avere dei doveri oltre che dei diritti. La scuola non è una ludoteca e bisogna amare i propri maestri se si desidera riportare la nostra nazione alla gloria di un tempo lontano quando l’istruzione italiana era considerata un’eccellenza.

Buona estate a tutte le famiglie e speriamo che il buon senso e l’equilibrio possano sempre prevalere e non la rabbia, l’esasperazione e la disinformazione.

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