Ancora DAD, non siamo pronti al rientro il 7 gennaio. Le lettere in redazione

Stampa

E’ questa la richiesta che arriva alla nostra redazione. La scuola è in presenza, la scuola è socialità, comunicazione, interazione, vita. Ma le famiglie sono preoccupate, gli insegnanti e il personale ATA sottoposti ad un forte stress, la situazione epidemiologica ancora incerta.

Ecco alcune testimonianze

É una follia italiana. Il COVID non si è diffuso per colpa della scuola…. Ma per ciò che le gira intorno. Tutto ciò ancora sta lì. Parliamo degli orari? Bene ma l’ora niente compiti, che tra l’altro in molte Nazioni civili, da anni non esisto o più. La scuola deve organizzarsi con meno ore e basta. Concentrare i contenuti e superare la burocrazia.  Gli esami di maturità? Altra incognita. Con questa situazione un orale è più che sufficiente.

Imporre un rientro in classe a ridosso di un periodo di totali restrizioni,che purtroppo non riescono neppure a determinare l’ auspicato ridimensionamento dei contagi, con la prospettiva di dover affrontare i 2 peggiori mesi dell inverno,anche in controtendenza con quanto stanno predisponendo in vari altri paesi europei, sembra a tutti noi un totale controsenso, una stupida e delinquenziale scelta , una mancanza di rispetto per i ragazzi e le loro famiglie, nonche’ il modo migliore per fare riesplodere contagi, malattie ,sofferenze,morte e disastri.
I ragazzi, soprattutto delle superiori stanno lavorando sodo con la DAD e non meritano di tornare ad essere esposti ai contagi,interrompere e modificare nuovamente l’ iter delle lezioni,essere sballottati tra irresponsabili aperture e successive inevitabili chiusure!
Tutti sappiamo che la scuola” e’ in presenza”, ma ora siamo in una situazione di totale emergenza, davanti alla quale gli idioti slogan che ci vengono proposti,sono addirittura offensivi e indegni.
Auguriamoci davvero che, almeno una volta, possa prevalere un briciolo di buonsenso!
Il rientro al 7 gennaio è follia pura, è non rispettare un diritto fondamentale e cioè la sicurezza sul luogo di lavoro, è non rispettare un diritto fondamentale della nostra costituzione e cioè il diritto alla salute e alla vita. Le aule con in media 25 persone che soggiornano per molte ore sono luoghi certi di contagio.
La dad funziona grazie alla tecnologia, alla volontà di noi docenti di aggiornarci e ai nostri studenti di collaborare con entusiasmo.
Uniamoci e chiediamo che vengano rispettati i diritti di tutti. Grazie dell’ascolto”
Puoi dire la tua a [email protected] (specificando se acconsenti o meno alla eventuale pubblicazione con nome e cognome nella rubrica Lettere in redazione)

Stampa

Tfa sostegno VI ciclo: cosa studiare? Parliamone con gli esperti il 29 luglio