Ancodis: verso la riforma del governo della scuola autonoma

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Ancodis – La complessità della scuola autonoma è ben nota al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle organizzazioni sindacali, agli addetti ai lavori, a chi sta a scuola ogni giorno. Da oltre 20 anni assistiamo al tentativo di non fare emergere la necessità di mettere in discussione – come prevede il comma 16 dell’art. 21 della legge di delega n. 59 del 1997 (legge istitutiva dell’autonomia scolastica) – l’attuale articolazione della funzione docente.

Si vuole far credere – e si continua a farlo! – che l’efficienza del servizio scolastico e la qualità dell’offerta formativa siano afferenti alle competenze del dirigente scolastico che giuridicamente rappresenta l’istituzione scolastica e ai docenti impegnati negli ambienti di apprendimento.

In realtà, nella scuola autonoma efficienza, efficacia e qualità del servizio scolastico sono garantiti da un numero variabile di docenti che – oltre all’insegnamento – si adoperano quasi gratuitamente e senza alcun riconoscimento contrattuale in lavoro aggiuntivo per la loro comunità scolastica.

Vogliamo finalmente fare un’operazione verità?
Nell’ambito della funzione docente, secondo le previsioni del legislatore nel lontano 1997, bisogna riconoscere e regolamentare una nuova articolazione della funzione docente – quadri intermedi o middle management scolastico – che servirebbe a rendere conto sia della complessità della scuola autonoma che a stabilizzare la struttura di governo oggi per
definizione affidata alla disponibilità di pochi in una condizione di precarietà e senza alcun riconoscimento contrattuale.

Non bisogna dimenticare che l’autonomia scolastica ha di fatto aperto le porte alle figure di sistema riconducibili certamente al profilo docente ma che dimostrano nell’azione quotidiana anche competenze di tipo organizzativo, relazionale, progettuale, gestionale.

In ciascuna istituzione scolastica – tra il personale docente di ruolo e non – è presente di fatto un middle management informale che garantisce il funzionamento organizzativo e la qualità dell’offerta didattica nella scuola.

Si tratta di risorse umane e professionali che svolgono funzioni e lavori di rilevante importanza per l’efficace funzionamento organizzativo e, nel complesso, per l’efficiente servizio scolastico alla comunità.

Allora, si vada verso il middle management formale con una propria identità e per aree di complessità, con una sua contrattualizzazione, con la previsione delle modalità di accesso, con la possibilità di carriera che conduca al ruolo dirigenziale quale naturale approdo.

Esso deve tenere conto delle figure di sistema previste dal legislatore; deve strutturarsi sull’atto di indirizzo del ds in ragione delle necessità educativo-didattiche, delle azioni organizzative e gestionali ritenute necessarie al quotidiano funzionamento; deve prevedere la presenza di docenti che per esperienza, professionalità e formazione siano capaci di gestire in autonomia attività complesse.

Allora smettiamola di non vedere l’urgenza di risolvere l’attuale «precarizzazione» determinando tempi e modalità di servizio, l’urgenza di colmare l’attuale lacuna contrattuale che oggi segna una vera e propria “discriminazione” nei confronti del lavoro di diverse migliaia di docenti, l’urgenza di istituire nel CCNL una SEZIONE SPECIALE – AREA delle
figure di sistema aperta ai docenti disponibili ad impegnarsi in percorsi di formazione e ad assumere incarichi aggiuntivi per l’organizzazione e per il funzionamento didattico.

In questo modo si potrebbero conseguire tre importanti obiettivi: si definisce il quadro contrattuale nell’attuale CCNL; si incentiva alla collaborazione strutturale e permanente; si favorisce la permanenza nella scuola di servizio (per esempio almeno triennale).

Così si completa il quadro dell’autonomia didattica e organizzativa e si definisce un moderno modello di governo della scuola nella quale il middle management formale concorre con il dirigente scolastico in modo sinergico e con riconosciute responsabilità al raggiungimento di tutti gli obiettivi.

Se la scuola, come riconoscono tutti, è un “organismo complesso”, il middle management non può che essere uno dei suoi organi vitali.

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