Ancodis: se lo stato di emergenza è terminato, per il referente scolastico covid19 sembra non avere fine

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Ancodis – Dal primo aprile è terminato lo stato di emergenza che di fatto ha ridotto vincoli comportamentali e cancellato ogni forma di vera restrizione su tutto il territorio nazionale. Nelle scuole stiamo gradualmente tornando ad un’apparente normalità pur restando attive alcune azioni messe in campo per mitigare il rischio del contagio.

Ma lo sappiamo bene che il virus continua a circolare in tutte le fasce di età, contagia anche più volte lo stesso soggetto, seppur – per fortuna – con numeri ridotti di ricoveri e di decessi.

Nel nuovo Piano per la scuola 2021-2022 sono confermate alcune delle regole anticovid che prevedono l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di FFP2 in casi particolari), è raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro, si prescrivono nuove indicazioni sulla gestione dei casi positivi nello stesso gruppo classe e dei contatti stretti, è confermato l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e il possesso del green pass base per l’accesso alle strutture del sistema nazionale di istruzione per tutti.

In questo “ritorno” alla normalità, è facilmente verificabile che i casi positivi permangono in modo significativo sia tra gli alunni che tra il personale; infatti, il Ministro ha ritenuto di confermare che “I casi di contagio saranno trattati dalle istituzioni scolastiche, tramite il Referente Covid, secondo le collaudate procedure di gestione in collaborazione con le Autorità sanitarie territorialmente competenti.”

Il Referente scolastico per il covid19 continua, perciò, ad avere un carico di lavoro specifico, ma giuridicamente e contrattualmente non riconosciuto, economicamente incerto poiché oggetto di determinazione in sede di contrattazione di istituto.

Considerato che questo compito assegnato alle “sentinelle” del covid a scuola è stato confermato formalmente dal Ministro, i referenti scolastici per il covid19 iscritti ad Ancodis ritengono che non possano essere taciute le condizioni di lavoro né il tempo dedicato né la richiesta del riconoscimento del servizio reso nella vigilanza, nel controllo e per i diversi
monitoraggi ancora oggi richiesti e svolti.

“Ecco allora – dichiara il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – i referenti covid19 non possono accettare il silenzio delle Istituzioni e delle organizzazioni sindacali in merito al riconoscimento dell’importante lavoro che hanno svolto e continueranno a svolgere a tutela delle comunità scolastiche e chiedono che nel dibattito politico-sindacale sul rinnovo
contrattuale si dia loro formalmente MERITATA attenzione”.

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